UN’OPERA DEL PIETRAFESA A TITO: l’INCORONAZIONE DELLA VERGINE NEL CONVENTO DI SANT’ANTONIO

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DI MARCO TEDESCO

Giovanni de Gregorio detto il Pietrafesa (antico nome del suo paese natale Satriano di Lucania), è giustamente considerato il padre della pittura lucana seicentesca, in ragione del fatto che la Basilicata contiene un corpus molto vasto di opere firmate ed attribuite al maestro, rispetto al resto del territorio legato all’antica regione storica della Lucania, nome con il quale ancora oggi la Basilicata viene identificata.

Giovanni de Gregorio detto il Pietrafesa, Incoronazione della Vergine, 1629, Tito, convento di sant’Antonio

L’opera della quale ci si occuperà in questo articolo è conservata presso il convento di sant’Antonio a Tito, cittadina in provincia di Potenza nei pressi di Satriano di Lucania. Si tratta di una Incoronazione della Vergine eseguita nel 1629 per i frati francescani di Tito. la data di esecuzione dell’opera trovava conferma in un cartiglio posto in basso a sinistra del dipinto in cui vi si leggeva chiaramente “Petrafisianus 1629”. Petrafisianus era il soprannome con il quale Giovanni de Gregorio firmava le sue opere, in omaggio all’antico toponimo del suo paese natio, la cui produzione artistica è legata principalmente all’ordine francescano. In questo contesto, rientra anche l’ “Incoronazione” di Tito, in cui all’interno di una nuvola contornata da figure di cherubini e indicata da due figure angeliche che compaiono alla base del dipinto, la Vergine viene incoronata dall’Eterno e da Cristo, mentre al di sopra delle figure compare una colomba, simbolo dello Spirito Santo. L’intera composizione è caratterizzata da uno sfondo che parte da sfumature di colore rosso che si mescolano a tinte di colore giallo che vanno a contornare le figure della Vergine, di Cristo, dell’Eterno e della colomba.

Giovanni de Gregorio detto il Pietrafesa, Madonna dei mali, 1609, Potenza, chiesa della Santissima Trinità

Questo aspetto si rispecchia in molte opere del maestro tra cui la Madonna dei mali nella chiesa della Santissima Trinità a Potenza e anche a Lagonegro nella Madonna col Bambino e le Ss. Caterina e Lucia del 1614 conservata nella chiesa di San Nicola al Castello, attribuita a Giulio dell’Oca da Concetta Restaino ma che andrebbe riletta in un’ottica di attribuzione all’interno dell’ambiente storico artistico lucano in vista della commissione del dipinto legata al nome della famiglia lagonegrese ora estinta dei Grandonio.

Attribuito a Giulio dell’Oca, Madonna col Bambino e le Ss. Caterina e Lucia. 1614, Lagonegro, chiesa di San Nicola al Castello

Con l’incoronazione della Vergine del convento di Sant’Antonio a Tito, si va alla scoperta di un’altra pagina legata alla storiografia artistica di Giovanni de Gregorio detto il Pietrafesa, la cui storia e le cui opere, continuano a vivere oggi nelle chiese di gran parte del territorio legato all’antica Lucania, mostrando agli occhi di chi le osserva non solo straordinari capolavori ma soprattutto svelando storie affascinanti e misteri ad essi legati.

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