UNA PROPOSTA

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PIPPO CANCELLIERI*

UNA PROPOSTA (1)

  • La Terra.
  • Il Capitale.
  • Il Lavoro.

A questi tre qualcuno necessariamente aggiunse:

-L’Organizzazione.

Si chiamano i “Tre fattori della Produzione” poi diventati quattro con l’aggiunta dell’ultimo.

Qualunque studente di Economia ai primi fogli del libro li avrà incontrati.

Qualcuno, forse tanti al Governo e nell’intero Parlamento, sono certo che non ne ha mai sentito parlare e se poi un docente avesse la pietà di spiegare loro la funzione che svolgono tali fattori nello sviluppo di tutti consessi umani, credo che mai ne avrebbe la soddisfazione di vedere un lampo di umanità uscire dai loro occhi da pesce lesso.

Prima di continuare mi tocca avvertire che nessuna spiegazione dei legami che uniscono i tre più uno fattori citati, potrebbe essere compresa facilmente da un non addetto, se non si è mai letto “Armi, acciaio e malattie” di Jared Diamond, in uno con gli altri da lui scritti a partire da quell’anno duemila quando la recensione apparve su Scientific American (in Italia Le Scienze).

Il libro inizia con la domanda che il portatore della Nuova Guinea, Yali nel 1972 improvvisamente fa al nostro Jared e che ai tempi era appunto nella foresta pluviale a studiare addirittura il Pigliamosche Dorsoverde.

La domanda è: “Come mai voi bianchi avete tutto questo cargo e lo portate qui in Nuova Guinea, mentre noi neri ne abbiamo così poco?

Intendendo per cargo la ricchezza!

Ebbi la fortuna di acquistare la prima edizione che nelle successive alcuni temi furono addolciti da pressioni anche oltre la legalità sul povero Jared.

La cosa si può approfondire partendo addirittura da quello che è ormai un assioma, in quelle zone non si muore di diabete o di ictus o ancora di più di infarto ma che se da immigrati quelle popolazioni vengono da noi, dopo un po’ muoiono delle stesse identiche cause.

Il confronto in termini di vita media è ancora inglorioso con loro mai oltre i quarantacinque anni e noi mai al di sotto dei settantasette.

E sapete perché? Il motivo sta che quelle società non hanno la terra, non hanno il capitale e quindi non necessitano di lavoro e di più di organizzazione, in quanto per loro basta camminare nella foresta per raccogliere quanto questa offre in abbondanza per sopravvivere; al netto di un serpente velenoso o di una caduta accidentale in un burrone o anche di un parassita che li attinge che si chiami tenia, piuttosto che la malaria o un virus qualsiasi.

Prima di andare avanti e anche in relazione alla pandemia che sta attraversando le nostre società, sarebbe bene che il lettore si volesse soffermare sul capitolo del racconto di cosa successe il giorno 16 Novembre del 1532 a Cajmarca presso l’odierna Quito in Equador quando Pizarro con centosessantotto soldati (molti dei quali col raffreddore), 12 cavalli, venti moschetti a miccia e un prete, sbaragliò ottantamila uomini Incas (lo scrivo in cifre perché rende meglio 168 V/s 80.000), catturando l’Imperatore Athaualpa e dopo aver ucciso decine di migliaia di avversari al prezzo di un solo ferito fra le sue fila, lui stesso ad una mano!

Che relazione quest’ultimo fatto ha con i fattori della produzione?

E’ evidente che un gruppetto ben organizzato la spunta sempre contro chi organizzato non è!

E più in generale che rapporto hanno i quattro fattori con le malattie che dopo il fatto appena citato come il raffreddore, uccisero centinaia di milioni di nativi nelle Americhe e di più ancora nel mondo intero?

E soprattutto da dove venivano le malattie?

Molte di queste sono endemiche ed esantematiche per noi Occidentali come il vaiolo o il morbillo in quanto per primi agricoltori ed allevatori, ma le peggiori anzi la peggiore malattia da dove?

Dalla Cina come l’influenza!

Vi prego non perdete tempo a guardare ed ascoltare i tanti soloni travestiti da scienziati o da politici che da tre mesi ci stanno bombardando la testa con improbabili racconti su cosa sta succedendo e di più e peggio su quali potranno essere le soluzioni. Visto però che le librerie sono aperte, dotatevi di testi di Diamond o di Harari con questo che immette nei suoi ragionamenti anche il peso delle Religioni.

Tutto apparirà chiarissimo dopo.

Ma torniamo al dichiarato in epigrafe e che se avrete la pazienza di continuare a leggermi, scoprirete quanto le uniche vie possibili da qui in avanti per qualsiasi avanzamento sociale, siano necessariamente in dipendenza degli studi sopra citati.

Naturalmente la dove si hanno ben piantati i piedi nel pensiero degli autori citati e non persi in abilmente raccontati studi quasi sempre farlocchi con più o meno malafede ovviamente.

  • La Terra.

Deve intendersi per “terra” oltre la terra stessa intesa come terreno, anche tutto ciò che concorre alla formazione della sopravvivenza come la fabbrica, la scuola, l’ospedale, fino ed oltre la letteratura o il teatro e addirittura al calcio che fosse per me per decreto, abolirei entro domattina.

  • Il Capitale.

Il capitale deve essere inteso neanche tanto figurativamente come l’Imprenditore che con denaro proprio o reperito con gli strumenti finanziari correnti quindi con metodi non criminali, persegue attraverso la lavorazione della Terra il suo scopo che tutti sanno è il profitto.

  • Il Lavoro.

E questo è semplice trattandosi dell’intero consesso della forza lavoro che su istruzione dell’Imprenditore, presta la sua opera per lavorare la Terra.

  • L’Organizzazione.

E’ del tutto evidente che nessuno dei tre fattori precedenti, senza la Organizzazione potrebbe legarsi all’altro allo scopo della congruenza verso il mantenimento in vita dell’uomo da quando ha smesso di essere solo cacciatore e raccoglitore

Senza farla lunga, la Terra deve essere fertile, bene esposta e pure ben irrigata, il Capitale deve essere in mano a gente che le idee chiare su come utilizzarlo, il Lavoro prodotto da maestranze bene addestrate e non fannullone!

E la Organizzazione?

Qui la cosa si fa complessa e non riguarda solo la efficienza mutua dei tre fattori iniziali ma anche la più generale efficienza di tutto il sistema che inizia appena fuori dall’appezzamento di terreno o dal cancello della fabbrica!

Qui ci starebbe bene cantare tutti assieme sul balcone “Vincenzina davanti alla fabbrica” dell’irraggiunto poeta e dottore perché medico, Enzo Jannacci.

“Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina vuol bene alla fabbrica,
E non sa che la vita giù in fabbrica
Non c’è, se c’è com’è?”

Cosa è allora la Organizzazione?

Essa per definizione è l’attività o l’ente che corrisponde in modo sistematico alle esigenze di funzionalità ed efficienza di una impresa anche collettiva.

Fermiamoci su Ente.

Ebbene l’Ente siamo noi tutti incasellati in un ambiente che è lo Stato.

Ciascuno di noi attraverso la regola comune che si chiama Costituzione, è di fatto lo Stato!

Naturalmente ciò ha valenza solo se il sistema si fonda sulla Democrazia.

Non potendo tutti lavorare in fabbrica e nel contempo manutenere la Organizzazione, demandiamo ad una parte di noi stessi il mantenimento in efficienza della struttura organizzativa.

Lo demandiamo ad alcuni di noi, pochi per fortuna e che chiamiamo Politici offrendo loro la possibilità di utilizzare allo scopo una parte stavolta non piccola sempre di noi, che sono i Funzionari Statali che traducono in sistema le intuizioni dei Politici stessi, in fatti di comune operatività, la Organizzazione.

Costoro, i Funzionari Statali, sono quelli che in gergo comune sono chiamati i Burocrati!

Ora per inquadrare bene questa classe umana e soprattutto cosa è diventata nel nostro Stato, l’Italia appunto, bisognerebbe aver letto e studiato a fondo il Gogol del Cappotto o del Naso o meglio e di più ancora l’incompiuto per sua morte per gli effetti della sua malattia mentale, le Anime Morte.

Nikolaj Vasil’evič Gogol’ che per primo studiò a fondo tale classe sociale, gli appartenenti alla Burocrazia!

A margine, inascoltato per come meritava, l’intero Stato cui apparteneva, pochi anni dopo nel 1917 collassò nella più grande tragedia umana mantenuta per paradosso da una forma ancora più tumorale di se stessa Burocrazia fino praticamente a ieri!

La Burocrazia!

Ora il nemico principale della Organizzazione, se per questa si intende un modello di indirizzo efficiente è diventata la Burocrazia!

Ammettendo perciò la esistenza di una schiera anche preparata di Politici (cosa rarissima tra l’altro) che definiscono le strategie cui lo Stato si deve conformare, Imprenditori seri e non eccessivamente dediti al profitto come quelli che fuggono in Olanda, lavoratori coscienziosi e ben istruiti, fabbriche (la Terra) utili e ben funzionanti, la Burocrazia che per nostro stesso desiderio collettivo ha in affidamento la Organizzazione, di fatto si incunea in ogni sia pur piccolo ingranaggio con la polvere sabbiosa che produce continuamente, causando alla lunga il blocco totale del sistema!

La Burocrazia quale mostro informe che pervade tutto e tutti e che ha perfino superato in maleficio gli effetti solo ad esempio di una società retta dalla Cleptocrazia come tutte quelle che dai tempi dell’Egitto fino agli albori della Modernità.

La Burocrazia che se mai avessimo avuto bisogno di vederla in azione ancora una volta ci basterebbe l rappresentazione che essa ha dato a noi Italiani in questo ultimo mese.

E la proposta di cui mi sono impegnato già col titolo di questo articolo a raccontare?

La proposta al prossimo scritto se gradirete anche questo come i miei precedenti e che spero abbiate letto oltre la pietà!

 

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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