– LA MIA OASI – Pensieri e parole di un Wildlife Photographer

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Gerardo Acierno ( con Gerry Pietrafesa)

 

                                                                         

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    

 “Ho sempre considerato l’Oasi WWF, lago Pantano di Pignola, una sorta di autogrill, buono per molte specie migratorie. Peccato, però, sia un autogrill limitato ad una breve sosta … uno snack  e ..via, si riparte! Troppi sono i ‘disturbi’ che escludono una più lunga permanenza di volatili davvero particolari, bellissimi, quasi sempre suscitatori di meraviglie e stupori”

       Sono queste accorate parole le prime che Gerardo Pietrafesa, per gli amici e i familiari Gerry, appassionatoWildlife Photographer”(fotografo di vita selvaggia), quasi mi sussurra nell’intraprendere il sentiero lacustre lungo gli argini melmosi del lago del Pantano.

      Pignolese di nascita e di residenza, il suo tempo libero il giovane Gerry lo dedica in gran parte al fotografico inseguimento di volatili e altre specie animali nei boschi e nelle riserve della nostra regione.

    “L’Oasi, questa bella riserva naturale, poteva e potrebbe contare molto di più per queste specie – aggiunge mentre apre il cavalletto sul quale piazza un potente teleobiettivo e prende di mira una maestoso Biancone, conosciuto anche come ‘aquila dei serpenti’ volteggiante sui tornanti di Arioso. “La sua validità, magari, potrebbe accrescersi se – continuando ad usare la metafora turistica – potesse diventare per tutti i volatili che qui approdano,come dire, una “casa vacanza” da abitare tutti i mesi caldi, fino alla loro ripartenza per i luoghi di svernamento. In questo modo si avrebbe la possibilità di ammirarli per più tempo; capire meglio le loro abitudini; studiarne le provenienze e i loro misteriosi tragitti; insomma, respirare un po’ della loro vita di viaggiatori.”

      Mi guardo attorno e cerco di comprendere la preoccupazione del mio giovane amico. Infatti, sommando a questo ‘mondo acquatico e con le ali’ (come dice Gerry) la bellezza del verde delle colline e dei monti che fanno cornice a questo spicchio di .. paradiso, con in più l’azzurro intenso di un cielo spettacolare come tutti i cieli lucani, si ottiene un perfetto quadro che madre Natura ci regala a giovamento dei nostri occhi e del nostro spirito.  

      Mi scuote dall’incantesimo, però, il timore di Pietrafesa e la sua raggelante domanda: “Per noi inguaribili collezionisti di immagini e di cose di quest’altro mondo, tutto ciò resterà un sogno, un miraggio o si trasformerà definitivamente in splendida realtà? Una realtà da troppo tempo attesa, da troppo tempo promessa ma da tempo dimenticata!”.

      Non so dare una risposta al mio amico. Eppure mi viene da pensare. Ora che il lockdown è terminato, i progetti per ripartire si affastellano sulle scrivanie di chi decide e sceglie. Perché anche per l’Oasi di Pantano non si riprende quell’antico discorso  naturalistico, indirizzato verso la salvaguardia completa dell’habitat e del suo intero perimetro?  Senza voler approfondire troppo e solo come input per una più ampia discussione mi vien da dire che troppa gente viene qui a correre; che pochi, pochissimi sono quelli che mirano a proteggere questo ritaglio di natura. Molti pensano soltanto al profitto economico, pochi pochissimi a raccontare le cose dalla parte degli uccelli e delle piante; di questo mondo fatto di voli  e di tane, di rifugi e silenzi, di canti, diversità, varietà di colori, sconfinate fughe e incredibili inseguimenti.

        Gerry Pietrafesa scatta foto di continuo. Me ne regala molte per Talenti. Intanto l’obbiettivo della sua macchina fotografica evita di inquadrare, insieme a ben altro, anche mascherine e guanti monouso abbandonati nel canneto, sulle rive del lago, negli anfratti e nei cadenti capanni. Entrambi proviamo la sensazione che i legittimi proprietari di questo habitat naturale oggi abbiano un po’ di quella fretta sopra descritta: ci lasciano all’improvviso dopo avere sgranocchiato un pezzetto del loro tempo con noi ma volteggiato minacciosi sui molti disturbatori accampati fin dentro l’area protetta. Si dispongono quasi a schiera per un’ultima piroetta, una picchiata verso lo specchio d’acqua color cobalto e poi … via! verso altri lidi, altre terre, altri paradisi. Se pure ne troveranno. Scende un velo di tristezza sul loro silenzioso allontanarsi. 

Mignattino piombato (Chlidonias hybrida)

Migratore di medio – lungo raggio,

in Europa da Apr. – Sett.(Ott.),

sverna in Africa, e nel Mediterraneo.

Si ciba di larve, insetti, anfibi.


Guardati sempre alle spalle ! 

Il Biacco non si arrende all’avversario suo simile,

ed è pronto a sferrare un nuovo attacco di sorpresa.

                      

Il Tarabusino, specie migratoria

che sverna nell’Africa sub-sahariana.

Appartenente alla famiglia degli aironi,

ha dimensioni assai ridotte: misura 33-38 cm.

 

 

 

Il guardiano sorvola i canneti,

controlla il suo regno.

Falco di palude

(Circus aeruginosus)

-Le foto su INSTAGRAM gerrypietra-

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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