La discrasia fra il parlare e l’agire , sempre esistente, si è fatta in questi mesi più profonda nel governo della Regione, per una serie di motivi che partono da lontano ma che non sono ancora stati affrontati: la mancanza di dirigenti, la organizzazione che non ha recuperato efficienza, la scarsa energia propositiva e attuativa di alcuni dei titolari di deleghe assessorili. Lo scenario che avremmo avuto ad Ottobre era ampiamente previsto. Per quanto ci riguarda basta scorrere gli articoli di maggio e giugno per trovare allerte e suggerimenti: il pericolo della sovrapposizione dell’influenza annuale con il Covid, la necessità di attivare i medici di famiglia, la organizzazione della prima linea di difesa sul territorio, il tracciamento dei contagi, il rafforzamento delle terapie intensive. Siamo a novembre quasi e la situazione è tutt’altro che sotto controllo. I medici di famiglia non sono stati allertati né sensibilizzati al problema di fornirsi per tempo dei vaccini antinfluenzali, per cui si è dato corso alla richiesta di quelli più organizzati ( FIMMG) lasciando per strada tutti gli altri che avrebbero dovuto attivarsi e che o non sono stati avveduti nel richiederli per tempo, oppure non hanno intenzione di farli ( soprattutto pediatri). Il risultato è che migliaia di cittadini non sanno che fare e nel migliore dei casi debbono aspettare il dieci novembre quando (parola della dirigenza del servizio dell’ASP) arriveranno i vaccini per i ritardatari. Ma non si sa né l’elenco dei medici che non intendono vaccinare, né quelli che aspettano l’arrivo dei vaccini, così che senza alcuna indicazione la gente va in confusione e non sa a che santo votarsi. Gli uffici di igiene sono in forte sofferenza di personale e praticamente non svolgono più quel massiccio ruolo di vaccinazione che negli anni scorsi hanno sempre svolto, col risultato che tra medici di famiglia privi di vaccini e uffici di igiene privi di personale, non si sa a che santo rivolgersi. Sarebbe utile che l’ASP dica con chiarezza quali medici aspettano il vaccino, quando arriveranno e chi invece deve recarsi agli uffici pubblici per farsi vaccinare. Analoga incertezza riguarda l’organizzazione del territorio con le Usca che oggi come oggi ancora mancano di direttive : non si capisce chi le guida e che cosa debbono fare, né se hanno tutto l’occorrente per fare i tamponi a domicilio nè se bastano i reagenti per analizzare i tamponi fatti dai medici di continuita’ assistenziale. Si ha l’impressione che l’ingresso dei laboratori privati abbia allentato la tensione e portato le responsabilità direttamente agli interessati: abbiamo spuntato un buon prezzo e regolatevi voi. Sono illazioni forse, ma perchè non chiarire tutti questi aspetti? Perchè non informare l’opinione pubblica su come procede l’organizzazione? ROCCO ROSA
SE GLI UFFICI D’IGIENE VANNO IN CONFUSIONE
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