GENERALE ,PORTACI IN BATTAGLIA

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Pubblichiamo la nota dei segretari regionali cgil,cisl e uil sulla proposta governativa di riservare al Sud solo il 34 per cento della quota a fondo perduto del recovery Fund, argomento di cui abbiamo parlato in precedenza. E’ importante che il tema esca fuori dai confini regionali e non resti ancorato alla dialettica politico-sindacale interna. Per cui sarebbe il caso che gli stessi Sindacati regionali facessero avanzare queste idee insieme ai colleghi meridionali, con iniziative congiunte e tali che mettano le tre principali organizzazioni sindacali in condizione di interloquire con il governo su uno degli aspetti fondamentali del riequilibrio tra aree a diverso ritmo di sviluppo. Ormai abbiamo capito benissimo il pericolo di parlarci addosso in una realtà chiusa, povera nei numeri e inascoltata a Roma, persino quando deve pretendere che l’Eni non continui a estrarre petrolio a convenzione scaduta.  I Sindacati , come le organizzazioni imprenditoriali, dovrebbero cogliere questa occasione per invogliare e sostenere la Regione in questa rivendicazione collettiva che riguarda il Sud perchè , passato l’autobus di questo enorme flusso di denaro europeo ,senza che il mezzogiorno sia messo in grado di camminare sulle proprie gambe, avremo solo debiti da pagare come italiani e figli da  accompagnare alla frontiera ,come meridionali. Il pericolo di questa situazione è che una vertenza così alta ed importante si colloca in un clima di sfiducia e di rassegnazione che è l’anticamera del collasso.Se si delega alla politica questo compito di suonare la sveglia , non andremo lontano. C’è necessità che chi produce sviluppo e chi difende il lavoro ,trovino il coraggio di portare la voce del Sud sulle pagine nazionali e sui tavoli decisionali. Una battaglia di civiltà perchè- dicono i sindacati-l’idea di destinare alle regioni del Mezzogiorno solo il 34 per cento delle risorse previste dal New Generation EU, meglio noto come Recovery Fund, è non solo sbagliata sotto il piano logico ma ingiusta dal punto di vista sociale perché perpetua cristallizzandolo il divario Nord-Sud”. “Pensare di utilizzare un parametro ordinario, quale è la percentuale di ripartizione della spesa pubblica nazionale, per un intervento di investimenti straordinario come il NGEU ( next generation E.U). è frutto di miopia politica e denuncia anche l’incapacità e la scarsa accortezza delle classi dirigenti meridionali, evidentemente troppo abbacinate dai valori assoluti delle risorse”. Per Summa, Gambardella e Tortorelli “con una dotazione di poco superiore ai 60 miliardi – a tanto ammonterebbero le risorse destinate al Mezzogiorno in base alla popolazione residente – si potrà incidere poco e male per rimuovere le diseconomie storiche che zavorrano le regioni meridionali. Con il criterio della popolazione residente il Sud è destinato sempre a soccombere a favore delle parti più ricche del paese. Il Sud ha bisogno di infrastrutture materiali e immateriali, ha bisogno di una nuova architettura della sanità, di un sistema educativo in grado di assecondare l’evoluzione tecnologica della società, di una svolta digitale e green del suo tessuto produttivo fatto in massima parte di piccole e medie imprese. Senza contare il fatto che un euro investito al Sud produce, secondo stime attendibili, un ritorno di 1,3 euro in termini di valore aggiunto, il 25 per cento del quale destinato alle regioni del Centro-Nord”. “Ebbene, con questo meccanismo di ripartizione delle risorse, non solo non saranno risolti i deficit strutturali del Mezzogiorno, ma sarà destinato ad allargarsi il già ampio fossato che divide il Nord dal Sud, con conseguenze che nel lungo periodo danneggeranno l’intero paese. Ecco perché serve un fase di vera concertazione con le parti sociali e serve un fronte comune delle regioni del Mezzogiorno perché il NGEU è l’ultima occasione che ci concederà la storia”, la conclusione dei tre massimi esponenti del Sindacato Confederale Lucano. Già, l’ultima occasione, per salvarci. ecco perchè nessuno può chiamarsi fuori.Confindustria compresa. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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