
ROCCO ROSA
Chi ha fatto la vigente legge elettorale regionale oggi dovrebbe alzarsi e chiedere scusa per aver combinato un mezzo macello. L’intenzione era dare stabilità all’esecutivo, il risultato è che gli ha conferito l’immobilismo perchè , per come si sono incastrate le cose, non c’è verso di cambiare la giunta, se non con un’azione alla Maradona, che scarta tutti gli ostacoli e arriva a rete. Per essere di Napoli, Bardi ha un vantaggio di partenza, ma è poca cosa rispetto al miracolo che dovrebbe fare per sostituire qualche pedina e tenere in piedi una maggioranza solida. La norma che consente la sostituzione di un consigliere eletto come assessore con il primo dei non eletti nella lista di quest’ultimo non solo ha creato il vulnus di un assessore che perde il diritto di voto, ma ha determinato una situazione ad incastro che praticamente rende inamovibile l’assessore in quanto, se torna fra i banchi dell’aula deve dare lo sfratto al suo sostituto. Cinque sostituti, per altrettanti che teoricamente ricoprono incarichi assessorili ( oggi ne sono quattro, perchè uno è esterno) creano metà maggioranza consiliare che è pregiudizialmente contro il ricambio, per il rischio di andarsene a casa, Insomma , per dare l’idea , si è costruito un muro a secco dal quale se togli una pietra rischia di cadere l’intero manufatto. I legislatori , nella volontà di consolidare l’esecutivo, ne hanno impedito ogni possibilità di rafforzarsi o con personale esterno o con lo stesso personale politico interno, così che quando ci sono ( e ci sono) spinte per cambiare, questi si mettono di traverso. Oggi , i problemi che riguardano la comunità sono tanti e tali, che non è certo il momento per affrontare una questione statutaria, ma lo stesso fatto che non c’è una qualsiasi iniziativa per aprire il dibattito su di essa, è segno di una classe politica che guarda all’oggi e lascia che le cose scivolino nel dimenticatoio. Applicando al quadro attuale la fotografia descritta, emerge che ora come a novembre non ci sono margini per cambiare e che le uniche posizioni scalabili sono rappresentate dall’assessore esterno e dal presidente del Consiglio. Scalabili fino ad un certo punto, perchè, almeno per il secondo,non lo si può ridurre al rango di consigliere, senza aspettarsi una risposta che intacchi il già precario equilibrio. Ecco perchè si vanno facendo più forti le voci che all’appuntamento di novembre si potrà arrivare con accordi che allarghino il perimetro della maggioranza, pur senza arrivare ad un governo di tutti. Questo allargamento paradossalmente non è un fine che si raggiunge per via di posizioni politiche che sono cambiate e che avvicinano alcuni consiglieri alla maggioranza di centrodestra, ma un mezzo di cui la maggioranza deve servirsi per stabilizzare se stessa e togliersi dal rischio di essere ricattata da ogni singola persona. Insomma chi ha fatto le pentole si è scordato di fare i coperchi.