Ora che fortunatamente abbiamo un interlocutore a livello nazionale che si dimostra sensibile ai temi del Sud, nella persona della Ministra Mara Carfagna, la Basilicata dovrebbe farsi protagonista di iniziative che sostengano dal basso la politica di riequilibrio e di coesione territoriale che la Ministra per il Sud si è impegnata a portare avanti. Non lasciarla sola, ma sorreggerla con un’azione di adesione e partecipazione di tutte le realtà meridionali , indipendentemente dai colori politici che ne caratterizzano i vari governi, è non una opportunità o una convenienza ma un dovere civico delle classi dirigenti del Sud, anche un modo, se vogliamo, di riscattarsi dall’indolenza e del disinteresse che hanno sempre mostrato per problemi che andavano un po’ al di là del loro naso. Sono anni che andiamo sostenendo che il Governatore della Basilicata deve assumere su di sé il compito di coinvolgere tutte le altre regioni meridionali in una battaglia di unità reale del Paese, fatta di una spesa dello Stato in proporzione al numero di abitanti e con l’obbligo di colmare le differenze che si sono portate avanti per cinquannt’anni tra il silenzio delle Istituzioni e la propaganda razzista dei dei giornali del Nord che , tacendo su quelle differenze, ne giustificavano il risultato come effetto dell’inettitudine, dell’incapacità, delle ruberie, dell’ozio e del parassitismo dei meridionali, salvo che un bel giorno qualcuno si è messo finalmente a fare i conti e a dimostrare che da sessan’tanni si perpetua una ruberia territoriale , un parassitismo del Nord e una incapacità di questa parte del Paese a portare avanti gli interessi generali, come ha clamorosamente dimostrato ( e glie ne siamo grati) il governo leghista dei Fontana e dei Gallera. La responsabile del dicastero del Mezzogiorno ha aperto la porta al contributo di tutti per un lavoro di ricostruzione di un Paese unito ed uguale. La regione Basilicata metta al primo posto la proposta di una Cabina di regia, stabile e permanente che veda insieme il ministro per la coesione ed i sei Governatori del Mezzogiorno. Una cabina di regia, istituzionalizzata con legge, e che porti a decisioni congiunte su tutte le questioni comuni e su tutte le azioni interregionali sia sul piano delle scelte progettuali che su quello delle priorità, delle connessioni e delle azioni sinergiche tra territori. Una cabina di regia che consolidi l’unità territoriale del sud , ne faccia una voce sola e importante, e lo porti ad essere interlocutore unico del comitato delle regioni, dove ora tre Regioni del Nord ( Veneto, Emilia e Lombardia) applicano la legge del più forte, indipendentemente dalla diversità di colore politico che sbandierano. Non cogliere questa opportunità e lasciare la Ministra a sbrogliarsela da sola, contro il branco di lupi che si apprestano a saltare sul recovery fund, sarebbe un tradimento che la gente del Sud non perdonerebbe. Perchè l’iniziativa deve prenderla il Governatore Bardi? Ma perchè è la regione più solidale del Mezzogiorno, quella che si è sacrificata per fornire il Paese di energia e che dà il sessanta per cento della sua acqua ad una regione che ne è priva. Nessuno ha dato e dà tanto. Questo è qualcosa che legittima una operazione politico-istituzionale che salga dal basso. E’ ora di alzare l’asticella della sfida e di uscire dal provincialismo di Regioni tutte chiuse a vedere i fatti di casa propria. Questa è la Politica, con la maiuscola.! Rocco Rosa
LE REGIONI CHE SI GUARDANO L’OMBELICO
0
Condividi