Il superbonus 110% non è ancora entrato veramente a regime e già sta presentando falle enormi scoraggiando le persone non solo per la complessità delle procedure, ma anche e soprattutto per le cavallette di furbetti che si sono buttati a tuffo sul provvedimento , cercando di fare proprio quel margine di utilità che era diretto ai possessori di casa. C’è tutta una schiera tra professionisti, capi condomino , società create dalla mattina alla sera che si sono piazzati sotto il rubinetto della spersa pubblica, pronti a prendersi la loro sorsata d’acqua e lasciando a secco i soliti cittadini indifesi. Per di più, sotto il clamore propagandistico dei media che hanno fatto passare questo provvedimento come una manna dal cielo, i prezzi dell’edilizia sono aumentati. E questo prima ancora che il carro si avviasse, figuriamoci dopo. Insomma alla fine dei conti, tra gli utili delle società, le incombenze per i professionisti e l’avidità dei capi condomini, una categoria che è stata resa privilegiata dalla recente legge sulle gestioni professionali dei condominii, il cittadino scopre che questo superbonus cessa di diventare super e resta bonus, per via del fatto che il super si perde nella mediazione. Parleremo in altra sede di come questa legge sulla professionalità nella conduzione dei condominii abbia creato un altro balzello sugli inquilini, perchè ci sono studi che continuano a fare il loro lavoro esattamente alle condizioni di prima e studi che stanno vedendo i condominii come vacca da mingere sopratutto adesso che il prato è più verde. Occorre che gli inquilini si facciano coraggio e denuncino situazioni poco chiare,prima che la cosa sfugga loro di mano., E dunque vediamo che cosa non va alla luce delle esperienze gìà fatte anche qui in Basilicata. Innanzitutto l’esclusione dei possessori di case che hanno già ottenuto agevolazioni per rimettere in piedi la propria casa danneggiata dal territorio. Cioè la totalità dei possessori di case soprattutto nei borghi e nei centri storici della regione. Bene ha fatto il deputato lucano Vito de Filippo a sollevare la questione in Parlamento, chiedendo che questa parte del regolamento venga cambiata. Poi c’è la questione di aver messo troppe cose insieme, in una sorta di domino tutto collegato, in modo che se cade una pedina cadono tutte le altre. Può bastare una finestra non condonata e dopo aver speso fior di soldi per la progettazione e quant’altro, ti vedi costretto a pagare in proprio l’intero lavoro. Non c’è un asseveramento iniziale da parte di un professionista che si assume la responsabilità di certificare il progetto a norma, esonerandoti da ogni responsabilità futura.. In secondo luogo sono state messe insieme troppe cose, perchè non sempre chi ha la necessità di migliorare la qualità energetica del proprio alloggio può avvalersi di lavori trainanti. Se questo risparmio energetico è un fattore fortemente incentivante per la sostenibilità ambientale, la percentuale di intervento su questo tipo di lavori doveva prescindere dalla coesistenza di opere trainanti. Portare dal 50 all’85 per cento questi interventi significa smuovere la parte di imprese più innovative, migliorare il bilancio energetico nazionale e dar vita ad una ripresa seria dello sviluppo, come ha dimostrato l’esperienza del miglioramento energetico, il vero motore della scossa dell’economia. Infine il ruolo delle gestioni condominiali, alcune delle quali hanno visto questa storia del superbonus come un modo per fare soldi: Si parte dicendo che gli inquilini non debbono pagare emula sui lavori e poi, a treno partito, si chiede il biglietto o sotto forma di costi di gestione, o imponendo una persona di fiducia come direttore dei lavori, oppure pretendendo un compenso personale per la pratica, con parcelle salate come un baccalà. Insomma l’Italia dei furbetti si è lanciata sull’affare. Ma poiché la gente , quando si tratta di cacciare soldi, scema non è,, è da dedurne che se non cambia l’intero procedimento, se non si fanno gli aggiustamenti necessari, questa cosa servirà solo ad alcuni enti come lo IACP che possono fare tutto in casa, sapendo che la proprietà è la loro. Stiamo perdendo una grande occasione , un po’ per la farraginosità della legge, molto per l’avidità dei corvi che si sono buttati sulla preda, e tantissimo per non aver fatto di questa legger lo strumento per rimettere a nuova vita i centri storici, allargando le provvidenze ai depositi, ai sottani e a tutta quella parte che, messa a nuovo, potrebbe contribuire a migliorare la qualità della vita nelle parti storiche dei nostri centri. Ma ai nostri amministratori non esce lo straccio di una proposta. Rocco Rosa
I FURBASTRI DEL SUPERBONUS
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