Le cifre dicono tutto sul collasso burocratico che ha colpito la Regione Basilicata. A fronte di 74 uffici in pianta organica ci sono soltanto 28 dirigenti, di cui cinque sono direttori generali. Ci sono dipartimenti in cui c’è solo il Dirigente Generale che copre tutti gli uffici con un interim che a filo di legge non potrebbe assumere giacchè oltrepassa i suoi compiti che non sono di gestione diretta ma di coordinamento e di vigilanza. Così che paradossalmente un dirigente generale che assume l’interim di un ufficio diventa ad un tempo controllore e controllato. C’è anche la “perla “ di un direttore generale che ha assunto l’interim di un’altra direzione generale, un unicum di cui è difficile trovare la replica. Il Governatore Bardi è un generale senza intendenza e deve avere una certa pazienza se non getta all’aria tutto per questa macchina sfasciata che ha fatto la guerra ed è rimasta solo con qualche reduce. Una macchina che non può né cambiare né aggiustare fino a quando non chiude la partita con la Corte dei Conti , per una storia vecchia targata Pittella i cui ultimi bilanci sono stati contestati dall’organo di vigilanza contabile , con un contenzioso che è arrivato all’attenzione della Consulta e che ancora non consente di sbloccare, tra l’altro, la partita del personale. Quindi la domanda che è da porsi è la seguente: con un Governo che invita a correre, con l’appuntamento storico del PNRR che non consente un attimo di sonnolenza, dove si avvia questo esercito di Franceschiello? Ora, che questa maggioranza politica abbia ereditato una situazione così deficitaria, frutto ad un tempo di leggi sbagliate e di comportamenti interessati esclusivamente a prelevare dirigenti dall’esterno, è cosa difficilmente contestabile. Quello che però va a demerito di questa Amministrazione è di aspettare passivamente che ci siano le condizioni per muoversi, anziché cominciare a fare quello che, pur senza soldi, si può fare per accorciare i tempi e recuperare i ritardi. E cioè non è vietata da nessuna legge l’attivazione di tutte le procedure per l’assunzione di nuovi dirigenti, salvo che l’atto finale della presa di servizio è vincolata necessariamente alla possibilità per la regione di avere gli strumenti giuridici per assumere. E dunque si possono fare le selezioni, la cui strada comportamentale è già tracciata dal decreto legge Brunetta ,con i passaggi e le stazioni previste in ordine alla certificazione delle professionalità, alla valutazione dei titoli e del merito e alla semplificazione delle prove concorsuali. Se non c’è personale per fare tutte queste cose, si dia l’incarico al Formez , come ebbe a fare la Regione Campania, per l’espletamento di tutte le procedure. Ma il tutto è maledettamente urgente, perchè non oso immaginare una Regione che debba alzare le braccia per manifesta impotenza e magari cedere l’interim ad Invitalia e cose di questo genere. Rocco Rosa
UN DISASTRO CHIAMATO REGIONE
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