REFERENDUM GIUSTIZIA, SI DEL CONSIGLIO, NONOSTANTE I PONZI PILATI DEL PD

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Portando i sei quesiti referendari al vaglio del Consiglio regionale per l’approvazione da parte della Basilicata, Dina Sileo ha compiuto un atto politico forte che va al di là della sua appartenenza alla Lega e si colloca lungo il versante della capacità dei cittadini di intervenire a cambiare le cose che non vanno. E che nei tribunali la Giustizia abbia preso la strada della deriva verso uno strapotere  dei magistrati, verso una impotenza del cittadino di fronte a meccanismi perversi del sistema che finiscono col negare giustizia è cosa talmente nota  che ogni consigliere regionale dovrebbe fare la propria parte  per contribuire ad un totale rinnovamento di metodi, procedure, meccanismi. E di fronte a questa necessità avrebbero dovuto mettersi da parte pregiudizi e preconcetti su chi i referendum li ha proposti, su chi se ne avvantaggia politicamente, nel riconoscimento che quando una cosa è giusta, poco importa filosofare sulle motivazioni di chi li ha proposti. Per questo motivo è da apprezzare il gesto dei consiglieri di Italia viva che , senza se e senza ma, hanno portato il loro voto per l’approvazione dei quesiti referendari, mentre ,al contrario, le assenze della opposizione rappresentano non solo un errore, non solo una negazione di un tema la cui importanza è sotto gli occhi di tutti, ma anche un atto di debolezza nei confronti di una categoria, non diciamo casta, che rifiuta di cambiare dall’interno , pur avendone la possibilità, e nega ogni cambiamento dall’esterno, con mezzi leciti e pressioni meno lecite. E se poi dall’opposizione non si fanno sentire le voci che in questi ultimi anni hanno avuto più di qualcosa da dire verso un sistema giudiziario che annienta le persone prima che questi vengano condannati, allora il giudizio che ne esce è che quanto meno si vive una condizione psicologica di sudditanza verso un potere che è tanto forte quanto inviso.  Dal che ne deriva che ,tutti bravi a richiedere un coinvolgimento sulle questioni importanti, a parlare di unità della Istituzione al di sopra dei ruoli, di necessità di fare il bene di un territorio indipendentemente da chi lo governa, alla prima occasione seria ci si rinchiude però negli steccati della convenienza di parte o di partito, così che non possono non suonare falsi gli inviti a lavorare insieme per il bene comune. Sarebbe un bene comune che l’autogoverno dei magistrati uscisse dalla logica delle correnti, attraverso la elezione libera dei singoli consiglieri del CSM. Sarebbe un bene comune che i magistrati che sbagliano dolosamente venissero chiamati al risarcimento individuale e personale dei danni. Così come sarebbe un bene comune che finissero questi intrecci perversi tra magistratura inquirente e magistratura giudicante per cui le cose si trattano in famiglia, alla faccia degli avvocati e degli imputati. L’unica cosa che non ci stava in questo pacchetto è la chiamata in causa della legge Severino, non perché sia giusta e sacrosanta, ma perché in quel pacchetto su una giustizia giusta entra come un cavolo a merenda.  Perciò brava la Sileo, complimenti a chi li ha votati e pollice verso in direzione di quelli che da sotto dicono peste e corna e quando arriva l’occasione per mostrarsi si defilano.  Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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