IL DIPARTIMENTO DI REUMATOLOGIA DIMENTICATO DALLA REGIONE

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Si possono fare tutte le disquisizioni su come potrebbero lavorare meglio, soprattutto riguardo ad una formazione permanente degli operatori sanitari e ad una maggiore integrazione tra le strutture centrali e periferiche, ma i Dipartimenti interaziendali voluti nello scorso decennio rimangono una pietra miliare nella costruzione di una sanità che integri i territori, migliori la risposta complessiva e riduca gli sprechi e i doppioni. Queste realtà organizzative hanno retto alla prova di un sistema che doveva puntare ad una razionalizzazione delle strutture , esaltando le migliori esperienze presenti sul territorio e graduando le risposte in funzione della intensità della cura. Dipartimenti come l’oculistica  la neuropsichiatria infantile, la ortopedia e traumatologia, e quello del cuore si sono strutturati nel tempo , complice una impostazione che guardava ad un sistema unico regionale, senza campanilismi provinciali e senza egoismi infruttuosi. L’unico a rimanere nel limbo delle cose da fare è il Dipartimento reumatologia , che , nato nel 2010 con una delibera dell’ottobre di quell’anno, non è riuscito a vedere la luce per una serie di motivi, il primo dei quali è stato la prematura scomparsa del prof. Olivieri, un vero luminare di una disciplina che aveva reso Potenza meta di una emigrazione sanitaria proveniente da tutto il Sud. Non è stato facile per gli operatori del Dipartimento potentino riprendersi dalla crisi in cui giocoforza si era precipitati, ma bisogna dire che , riunite le forze, ripreso il lavoro, piano piano si è cercato di recuperare se non la brillantezza di un tempo, l’efficienza e la funzionalità di una risposta sanitaria all’altezza dei tempi migliori. Ed i numeri pre-pandemia dimostrano che la risalita c’è stata e che si è tornati ad essere meta di una utenza extraregionale come pochi Dipartimenti possono vantare. Nel solo 2018 il 58 per cento dei ricoveri vanta una provenienza extraregionale , soprattutto dalle regioni Campania Puglia e Calabria, ma anche dalla Sicilia . Un totale di 15 mila prestazioni  di cui quasi diecimila in visite di controllo, a dimostrazione che il centro ha ripreso il suo ruolo di riferimento nel panorama dell’Italia meridionale. E più indicative sono le prestazioni riferite ai soli pazienti extraregionali nel triennio 2016/2018 che hanno visto passare i numeri da 12.746 del 2016 ai 14.376 del 2018. Insomma, parlano i fatti e non è un caso che il Direttore Generale del San Carlo, Spera, ha preso di petto la situazione logistica, togliendo il centro dalla precarietà in cui era stato costretto a lavorare in tempo di pandemia e assegnandogli nuovi e funzionali locali. Risultato:180 visite al mese e liste d’attesa dimezzate. Ma, se alla base si lavora, al vertice della sanità si continua a ignorare il tema dell’avvio ufficiale e formale del Dipartimento interaziendale, dimenticando che solo questo tipo di organizzazione è in grado di supportare veramente la facoltà di medicina in quanto oggettivamente predisposti alla ricerca, al confronto internazionale e alla formazione permanente degli operatori. L’eccellenza di un reparto si vede dalla qualità dei medici, dal grado di innovazione tecnologica e strumentale  e dalla capacità di aggiornamento, La reumatologia ha le carte in regola e il solo a non accorgersene è l’assessore Leone. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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