MARCUS LAMPONIUS, UN CONDOTTIERO LUCANO DIMENTICATO

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

Lucania, Terra della luce,  perché probabilmente il nome Lucania deriva dall’aggettivo leukòs, che vuol dire luminoso, fulgido, splendente e a sua volta ha una radice indoeuropea che porta al nome luce. Perché ai popoli che arrivavano dal nord, quella terra piena di boschi, apriva all’oriente e appariva  luminosa con il suo cielo azzurro e i suoi monti. La terra che diede il nome alla sua bellicosa popolazione osca, I Lucani, ove fondarono città con cinte murarie ed era diventarono ben presto una popolazione ellenizzata, che cercava di tenere l’indipendenza da  un pericolo proveniente dal nord: le possenti legioni di Roma. Marcus Lamponius, fu  l’ultimo grande condottiero degli Oscolucani, l’ultimo “dittatore” militare che cercò di salvaguardare l’indipendenza delle popolazioni osche. Gli antichi Lucani erano un popolo diviso in tribù, con città murate e una struttura politica democratica: magistrati eletti dalle oligarchie e in caso di guerra o pericolo si riunivano ed eleggevano un dittatore, un capo militare con poteri assoluti. Marco Lamponius fu eletto dittatore perché i Lucani, alleati con i cugini Sanniti sostennero la fazione democratica di Roma, guidata da Caio Mario contro quella aristocratica di Licinio Crasso e Silla. Passata alla storia come guerra civile, vide il lucano come protagonista  che sconfisse Publio Licinio Crasso e lo rinchiuse a Grumentum, in Lucania. Poi le forze lucane si unirono a quelle sannite guidate da Ponzio Telesino e Guta di Capua, a metà dell’82 a.C.,  con 100.000 uomini, marciarono su Preneste , città situata nella strategica Valle  del Sacco, per  aiutare Gaio Mario il Giovane, assediato in quella città. Ma le forze aristocratiche guidate dallo stesso Silla, bloccarono le vie di comunicazione e l’esercito sannita e lucano cambiarono piani. Ponzio Telesino e Marco Lamponio decisero di dare il colpo mortale i “lupi famelici” racchiusi nell’odiata Roma e  si apprestarono ad assalire la città. La battaglia decisiva avvenne a Porta Collina. La battaglia avvenne il 2 novembre 82 A.C, all’inizio fu favorevole all’esercito sannita e lucano aiutato dai romani di Gaio Marcio Censorino . Nonostante  le prime schermaglia portate con efficacia dagli Osci (Sanniti e Lucani erano di stirpe e lingua osca),  poi furono sconfitti grazie all’intervento di Licio Crasso. I prigionieri  furono quasi tutti uccisi. Il giorno dopo  Marco Lamponio catturato e fugiustiziato, mentre la sua testa fu inviata a Preneste come monito. La battaglia portò alla fine dell’autonomia dei Lucani e alla romanizzazione dell’intera area, anche la stessa lingua osca fu alla lunga soppiantata dal latino.

 

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