REGIONE, IL RISCHIO DI ANDARE A VOTARE E’ MOLTO ALTO

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Una prova di arroganza, che è anche prova di stupidità, è di annoverare come cattiva informazione tutto quello che va contro una tesi precostituita. Un atto liquidatorio che non consente dialogo, non accetta osservazioni e si nasconde, per non confutare con i fatti, dietro genericismi, frasi fatte e via dicendo. Di norma, conoscendo i pulpiti da cui viene la predica, non mi ci soffermo più di tanto, sia per l’inconsistenza degli interlocutori , sia per non cadere nel tranello di chi cerca visibilità attaccando tutti e tutte ,pur di uscire dal grigiore nel quale è sprofondato.

Non sono il solo a sostenere che la legge regionale è pessima, non consente stabilità e soprattutto non dà spazio decisionale al Presidente della Giunta regionale che quello spazio rivendica anche sulla base della  sua legittimazione a governare proveniente da una elezione diretta del Presidente.

Questa legge regionale sarebbe stata valida se i consiglieri da eleggere in Consiglio regionale fossero stati ancora trenta. Con un rapporto tra maggioranza e opposizione che, al minimo, porta la prima a sessanta e la seconda a quaranta, i consiglieri sarebbero stati da una parte 18 e dall’altro 12, più il Presidente, Uno scarto sufficiente a dare una certa tranquillità alla maggioranza, non soggetta più all’umore di singole, sparutepersone.

Con la riduzione ope legis , il rapporto si riduce a 12 da una parte e otto dall’altra, più il presidente, Ebbene non è chi non veda come bastano due persone della maggioranza che decidano di entrare in guerra per questo o quel motivo, che la maggioranza è teoricamente messa in condizione di non operare, soprattutto nei lavori della Commissione, dove il presidente della Giunta non può intervenire col voto o in Consiglio, dove bisogna sperare che nessuno manchi all’appello.

Impedire che ci sia il passaggio formale da un gruppo all’altro e sterilizzare il dissenso attraverso la costituzione di un gruppo misto obbligatorio per chi recede da un partito o da una lista, dovrebbe essere un terreno su cui lavorare per arginare questo fenomeno di frequente cambio di casacca. Soprattutto perché quel gruppo, in una situazione oggettivamente bipolare  potrebbe essere alimentato da una parte o dall’altra dello schieramento, diventando un cuscinetto capace di impedire una conta dei voti cristallizzata.

Ma più pericolosa, anche se più favorevole alla gestione dei partiti nella candidatura per le singole liste, è la sostituzione dei consiglieri eletti assessori con chi segue nella lista di appartenenza. Teoricamente è il  migliore costituente per la nuova tenuta della Giunta, perché i consiglieri subentranti hanno tutto l’interesse a mantenersi lo scranno ottenuto per sostituzione. Ma semmai si verificasse, come sta succedendo, che il presidente volesse cambiare gli assessori, ecco che si trova di fronte ad un muro massiccio da scalare, costituito dagli assessori che non vogliono tornare in Consiglio e da consiglieri subentranti che non vogliono tornare a casa. Ecco perché i partiti , alla resa dei conti, non vogliono assumersi la responsabilità di prendere decisioni,creando una situazione di immobilità politico-decisionale per il presidente.  Ed è quello che sta succedendo oggi  ,alla Regione Basilicata, dove molti segretari di partiti hanno fatto ferro e fuoco per il cambiamento, ma nessuno che voglia assumersi la responsabilità di una decisione. E dunque , come si può dar torto a quei Governatori che che nel passato sono partiti con una giunta di esterni, per avere almeno un paio d’anni di operatività, con la scelta delle persone ritenute più valide e fuori dai giochi di partito? Oggi che Bardi vorrebbe operare nella direzione di scelta di uomini capaci di imprimere un impulso maggiore ai dipartimenti, scopre semplicemente che non ha questi margini di manovra, a meno di andare all’avventura. QUIETA NON MOVERE,ET MOTA QUIETARE.

ROCCO ROSA

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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