Aguzzando gli occhi tra le righe del consueto, trionfalistico comunicato stampa elettorale del Governo regionale sul bonus gas, abbiamo potuto rilevare, tra il detto e non detto, che per tutti quelli che non sono allacciati alla rete del gas , la Giunta pensa ad un incentivo per consentire loro di fruire del gas, attraverso gli appositi contenitori autonomi e sistemabili all’esterno della casa. Cioè non incentivi per cambiare fonte energetica ma incentivi per fruire della materia gas. Perchè di questo parla l’accordo con l’Eni: 210 milioni di mc su un totale estratto di un miliardo e ottocento milioni all’anno, da dare gratuitamente alle famiglie lucane, fermo restando il pagamento da parte delle stesse degli oneri di sistema. Ora non è chi non veda come la gran parte delle famiglie, sopratutto quelle che vivono in campagna si erano già fatti i conti prima e avevano trovato conveniente , fra il cosidetto “bombolone” e il riscaldamento a legna o a pellet, scegliere la seconda opzione. Così che l’incentivo prospettato dalla Regione dovrebbe tradursi in un incentivo a fare marcia indietro nel riscaldamento, decidendo di tornare al gas da parte di chi già utilizza una fonte alternativa. E’ ovvio che una misura del genere, se abbiamo capito bene, finirà in un flop clamoroso, così come è evidente che tutte le chiacchiere relative alla transizione energetica, che pure si sventola in questa circostanza, sono parole che non stanno nè in cielo nè in terra, semplicemene perchè , con questa misura, si posticipa di almeno 7 anni il ricorso da parte dei cittadini a fonti energetiche pulite, come il fotovoltaico o l’eolico. Su questo problema le voci che si alzano sono così rare da far pensare che l’intero sistema partitocratico lucano sia connivente con la strategia delle compagnie petrolifere, tesa a mungere I pozzi fino al loro esaurimento per poi passare ad altre fonti. Il che ci allontanerebbe dall’obiettivo che pure a livello europeo ci si era dati, di puntare tutto e subito suille fonti energetiche pulite. Così che mentre a Melfi passano all’elettrico, il sistema di produzione di quelle stesse automobili ai avvale ancora dell’uso di energie da fossili. Questo spiegherebbe anche la timidezza con cui si affronta il problema del sostegno alle attività produttive in Basilicata. E cioè che non potendo tradurre in corrispettivo monetario l’erogazione di gas che viene dato alla Basilicata, non c’è materialmente la condizione per dare un sostegno alle imprese energivore, diventando il gas gratuito un vero e proprio aiuto di stato. Chi parla di queste cose? Chi chiede nelle sedi istituzionali di chiarire questi passaggi? Finora la questione è portata avanti solo dal raggruppamento dei Verdi e Cinquestelle, nel silenzio generale di partiti e personaggi che pure avrebbero qualche cosa da dire al riguardo. L’impressione è che ci sia un tacito asservimento a giochi che sovrastano le nostre teste, quelle di noi cittadini e quelle di noi lucani.Rocco Rosa
ALLA CANNA DEL GAS, NEL SILENZIO DI MOLTI PARTITI
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