L’area Sud della Basilicata ha visto in queste elezioni un indiscusso protagonista in Manuel Chiappetta, candidato dei verdi ed esponente di quella linea ecologista che tiene insieme ambiente, qualità della vita e sviluppo economico, senza ideologismi e oltranzismi il cui eccesso ha impedito sinora a molta gente di avvicinarsi alla formazione ecologista. Manuel ha fatto dell’ambiente il suo luogo di lavoro , in quel di Maratea, sito ideale per chi ama la bellezza della natura e si muove e lotta per difenderla dagli attacchi della speculazione. La sua battaglia su San Sago non è passata inosservata alla stampa lucana , ed è per questo che lo abbiamo raggiunto a telefono.
Da queste elezioni è uscita rafforzata una coscienza ambientalista. Niente di clamoroso, ma la consapevolezza che quello dell’ambiente non è più un problema teorico, ma una realtà con cui dobbiamo fare i conti. Quale sensazione ha ricavato nella sua esperienza di coinvolgimento della gente?
Siamo in un periodo storico che ci impone di essere realisti e guardare in faccia la questione ambientale con consapevolezza, in campagna elettorale è stata una delle mie battaglie principali che ho avuto modo di sviscerare toccando i vari temi che la riguardano.
Viviamo in un territorio in cui le ricchezze naturalistiche sono la nostra forza, ma la coscienza ambientalista non può e non deve avere dei confini geografici, dovrebbe essere insita in ogni Cittadino che abita con coscienza questo pianeta.
Sono abituato a incontrare molte persone sia per il lavoro che faccio ma anche grazie a questa esperienza politica e devo dire che soprattutto nelle giovani generazioni avverto una maggiore sensibilità ambientalista. I giovani mostrano avere idee chiare e consapevoli su quanto il comportamento dell’uomo sia determinante per il futuro di questo Pianeta.
Sul terreno della difesa del territorio, Lei ha fatto una sacrosanta battaglia per la vicenda di San Sago. L’impressione è che la città di Maratea non sia stata in prima linea, non considerando che la foce del Noce è per gran parte in territorio marateota con tutto quello che ne può conseguire.
La battaglia per la vicenda San Sago è stata ciò che ha fatto maturare in me la decisione di dedicarmi alla politica ed è stata quindi inevitabilmente una delle priorità della mia campagna elettorale. Tuttavia, quella di San Sago è una battaglia che deve appartenere a tutti, in primis al territorio marateota per riflettersi all’intero territorio lucano. Sulla foce del Noce sono stati commessi i peggiori crimini ambientali e questo dovrebbe essere sufficiente a scuotere le coscienze della classe dirigente e dei cittadini marateoti affinché si uniscano tutti nella medesima direzione. Con il partito Europa Verde ho condotto numerose battaglie sulla questione ottenendo anche importanti risultati e non ho intenzione di smettere finché a tutti i livelli si comprenderà che si tratta di una battaglia di tutti, per tutti.
Maratea e la zona marina protetta. Lei che è un cultore del mare ha una sua ricetta su mettere insieme la fruibilità della costa con la salvaguardia di particolari ambienti marini?
Per costruire la migliore area marina protetta d’Italia è necessario che la Comunità prenda parte a tutti i livelli del processo, dalla perimetrazione alla regolamentazione.
Quando dico comunità intendo tutti gli stakeholder per eccellenza e auspico che questi si uniscano non solo formalmente ma in un processo virtuoso di autodeterminazione.
È necessario che siano uniti nella fase di costruzione dell’area marina protetta come in quella gestionale e nella fase di creazione dei regolamenti: solo così si potrà coniugare l’interesse economico delle attività già esistenti e il vero interesse di salvaguardia degli ambienti marini.
Con il precedente sindaco l’amministrazione marateota aveva imboccato la via della salvaguardia ambientale, urbanistica ed estetica di Maratea. Adesso sembra che queste problematiche siano in second’ordine. È così o ci sono cose che si stanno facendo.
La precedente amministrazione mossa anche da una questione generazionale diversa, quindi dalla volontà di mettere al centro gli interessi di una comunità che guarda ai giovani, aveva posto notevole attenzione sulla questione ambientali, portando avanti importanti iniziative auspicando di finalizzare ottime visioni. Purtroppo, la scorsa amministrazione non ha voluto ricandidarsi al termine del mandato creando un certo disorientamento tra chi anche da esterno aveva sempre sostenuto le battaglie dell’amministrazione.
La nuova amministrazione ha chiaramente nuove priorità che nulla hanno a che vedere con la questione ambientale e con le prospettive di sviluppo economico sostenibile per la Comunità e il disinteresse rispetto all’area marina protetta ne è uno degli esempi.
Il futuro di Maratea?
Immaginare il futuro non è mai certo una cosa semplice, sicuramente però avere oggi le idee chiare ci aiuta almeno a comprendere in che direzione si vuole andare. Immagino una Maratea che avrà prima o poi la sua area marina protetta, così da poter creare un circolo economico sostenibile e virtuoso che non costringa più i giovani ad allontanarsi dalla loro terra ma che anzi fornisca loro un bagaglio di strumenti per restare e far crescere il proprio territorio. Una Maratea consapevole di tutto quello che può offrire in prospettive di sviluppo e che faccia della vocazione turistica la sua principale risorsa. Come ho auto modo di dire spesso anche durante la mia campagna elettorale, non si può guardare al futuro dimenticando il passato: la nostra storia, il nostro saputo fare, le nostre radici, sono la valigia di strumenti di cui necessitiamo per orchestrare e costruire il futuro secondo le nostre visioni.