
ROCCO SABATELLA
Nemmeno contro una Viterbese sicuramente non trascendentale, il Picerno riesce ad interrompere la serie negativa. Alla fine solo un pareggio molto deludente che conferma i grossi problemi di gioco che ha il Picerno da otto giornate a questa parte. Che richiedono una soluzione immediata da parte della società prima che sia troppo tardi per rimediare ad una classifica molto precaria e che non risponde alle attese della società che si aspettava alla vigilia un campionato con meno sofferenze. E la soluzione che sembra ormai non più rinviabile è la rimozione dal suo incarico di Emilio Longo che non è riuscito a dare un gioco e un’identità precisi alla squadra. Che anche oggi è andata a corrente alternata. Un primo tempo scialbo, senza idee, confuso che è stato controllato più che bene dalla Viterbese con una sola occasione per il Picerno frutto di una soluzione individuale piuttosto che di un’azione ben congegnata: il rientrante Dettori, tenuto in naftalina da Longo nell’ultimo mese, si è inventato un gran tiro dal limite che, complice anche una deviazione del portiere ospite Fumagalli, si è stampato sulla traversa. Troppo poco per il Picerno per meritare il vantaggio. Ma anche la Viterbese si era creata una buona opportunità un paio di minuti prima del tiro di Dettori con Polidori che aveva impegnato severamente Albertazzi. Lo 0 a 0 alla fine dei primi 45 minuti è stata la logica conseguenza di quanto fatto o meglio di quanto non fatto dalle due squadre in campo. Più vivace la ripresa da parte del Picerno che ha avuto una netta supremazia territoriale e ha vissuto gran parte del secondo tempo nella metà campo avversaria. Ma di chiare occasioni da rete nemmeno a parlarne. Tanti calci d’angolo, cross dalle due corsie ma dominio in area dei difensori laziali e portiere della Viterbese che ha dovuto fare solo una parata in angolo su una conclusione centrale di Diop. Ad eccezione di Gerardi, avvicendati in attacco tutte le altre punte che non hanno inciso per niente nel creare presupposti per andare in gol. E questa accentuata sterilità offensiva è dipesa da schemi offensivi scolastici e molto approssimativi che non riescono ad esaltare le caratteristiche degli attaccanti dell’organico. Qua non si parla di pochi gol segnati da Reginaldo e compagni, ma addirittura di pochissimi tiri verso la porta avversaria. Nonostante Longo nelle cinque sostituzioni che ha a disposizione, ne utilizzi tre per cambiare il tridente di attacco. Con risultati che sono davvero scadenti. Infatti salta evidente all’occhio la grande differenza tra il rendimento degli stessi attaccanti in questa stagione e in quella scorsa quando sotto la guida di Colucci le occasioni fioccavano e tutti alla fine hanno dato il loro importante contributo in fatto di marcature. E cosi si spiegano solo quattro punti negli ultimi otto incontri. Sono evidenti le colpe dell’allenatore sotto la cui guida il Picerno ha fatto preoccupanti passi indietro. E purtroppo non si intravede all’orizzonte un decisivo cambio di passo. Per cui è necessario che il direttore generale Greco non perda più tempo nel decidere l’esonero di Longo. Che senso avrebbe mantenerlo ancora in panchina ? Si rischierebbe di prolungare l’agonia e soprattutto di portare alla rassegnazione la squadra. Cambiando guida tecnica subito si darebbe al nuovo allenatore la possibilità di avere una settimana in più per conoscere a fondo tutti gli elementi dell’organico e anche di rendersi conto delle cause che non consentono al Picerno di esprimersi bene e di intervenire subito con i rimedi giusti per mettere le cose a posto. Probabilmente il direttore generale Greco si è preso una notte di riflessione e oggi potrebbe comunicare a Longo l’esonero con la contestuale scelta del nuova tecnico. Ieri in tribuna ad assistere alla gara con la Viterbese c’era Panarelli, ex allenatore di Taranto e di Fidelis Andria e sicuramente nella lista dei candidati per allenare il Picerno.