Non sono da sottovalutare i danni causati dalla mareggiata avvenuta a Maratea.
Primo perchè è dimostrato che la costa è estremamente vulnerabile rispetto agli eventi atmosferici di una certa intensità, e secondo perchè già in questo autunno è la seconda volta che il maltempo arreca danni notevoli alle infrastrutture ed alla viabilità. Adesso, si è dimostrato che il porto di Maratea ,unica infrastruttura dello Stato, non è in grado di offrire sicurezza e che c’è bisogno di completare quel lavoro di consolidamento iniziato negli anni scorsi. C’è poi una questione di emergenza, sulla quale il verde Manuel Chiappetta, a nome dei pescatori di Maratea interviene. Dice l’esponente ambientalista ” le imprese di pesca Maratea, ora sono sguarnite, vulnerabili, senza difese: il porto di Maratea, unica infrastruttura statale di Basilicata è veramente a rischio.
Non siamo più in grado di sostenere i rischi, abbiamo informato la Capitaneria di Porto, alla prossima mareggiata non saremo più in grado di rispettare i criteri di sicurezza per la nostra incolumità. E’ ora di intervenire in somma urgenza la Regione Basilicata deve immediatamente mobilitare un’azienda di costruzione di opere portuali, ci aspettiamo l’intervento di un “pontone” che cominci a posizionare i “tetrapodi”. Che nessuno inventi stupidaggini, siamo marittimi e conosciamo la materia, il napoletano ha tetrapodi già costruiti e pronti per la posa, si lavori immediatamente per la somma urgenza.”
Della necessità di affrontare con determinazione la situazione creatasi a Maratea parla anch
e il consigliere regionale Marcello Pittella che chiede con insistenza interventi di somma urgenza. “Il problema riguarda non solo la funzionalità del porto ma anche e soprattutto la sicurezza di chi vi opera.”. Dopo aver ricordato che durante il suo mandato presidenziale, la Regione stanziò più di 2 milioni, per la riqualificazione portuale , Pittella chiede di sapere come siano stati utilizzati questi fondi sia da parte del Comune che da quella della Regione ed invita ad agire subito per la somma urgenza e per il ripristino dei luoghi”.