Appare utile una discussione vera e non rituale sullo stato delle politiche regionali e nazionali verso gli emigranti tenuto conto dei tagli ai sostegni finanziari portati avanti dai governi e dello stato precario,se non assente delle attività della Regione Basilicata.
Alcuni esempi: la spesa dello stato italiano per gli italiani all’estero è’ passata da oltre 600 milioni degli anni novanta a una cifra irrisoria al di sotto dei 100 milioni.
Nel contempo chiudono i Consolati, gli Istituti di cultura soffrono la penuria di risorse finanziarie che condiziona ruoli e programmi.
Il ruolo delle Regioni si è affievolito negli ultimi anni e poche sono in grado di garantire le attivita’delle associazioni regionali.
La Basilicata è dentro questo percorso di declinocon la chiusura di molte associazioni all’estero e con unaa gestione dei programmi che negli ultimi anni ha risentito dei tagli e delle liti interne.
Molti sportelli all’estero sono chiusi o sulla carta.
Gli interventi formativi dei giovani sono praticamente nulli in quanto per i master non sono previste spese di viaggio e l’Università della Basilicata non ha attuato accordi sottoscritti per corsi di Italiano on line.
Sono stati eliminati i contributi alle associazioni e si viaggia con progetti per pochi.
La stessa vicenda della chiusura, da due anni ,del Museo dell’Emigrazione di Lagopesole , nonostane i lavori di manutenzione del Castello siano conclusi, fotografa la situazione di precarieatà’ e di declino assieme alla mancata attuazione degli interventi previsti per Villa Nitti.
Nel Mondo ci sono circa 800.000 lucani ,compreso i discendenti che rappresentano quasi il doppio degli attuali residenti in Basilicata.
Una accorta ,diligente politica di interventi e gestionali ,partendo dal recupero del rapporto con le nuove generazioni emigrate in Europa e non solo, potrebbe significare molto anche sul terreno del rientro in Basilicata.
Al contrario si preferisce l’annuncio di cose che non verrano realizzate ed una gestione burocratica qualche volta interrotta da salamelecchi e appelli di circostanza.
Ora è’di scena il discorso attorno al turismo delle origini.
Convegni e annunci mentre il governo ha commissariato le regioni con i coordinatori e programmi predisposti centralmente.
Si e’ passati da 80 milioni a 20, secondo l’ultima scheda,per approdare a sconti sui voli,sugli acquisti di prodotti artigianali,e negli alberghi per il prossimo triennio oltre a bandi per varie attività legate ai piani di comunicazione ,formazione degli operatori e via elencando.
In Basilicata la gestione del progetto sfiora il segreto:modalità,contenuti e tempi sono sconosciuti .Nessun segno di vita della Commissione e della Giunta.