AUTONOMIA DIFFERENZIATA. UNA FIRMA PER RIDARE VOCE AI CITTADINI

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Margherita E. Torrio*

Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale di Potenza in Basilicata e a Potenza, continua la campagna conto l’Autonomia Differenziata, quella avanzata dalla Lega sin dagli anni novanta, per la secessione, anche con i referendum svolti in Veneto e Lombardia nel 2017, ora con il ddl Calderoli. Se per anni l’opinione pubblica è stata accuratamente distratta da quella che era e resta una mutazione definitiva della nostra architettura istituzionale, la destrutturazione della nostra Repubblica, oggi finalmente il dibattito comincia timidamente ad apparire sui mezzi di comunicazione e, in parte, fra la politica. Il primo obiettivo del CDC è richiamare anche l’attenzione dei cittadini di Basilicata su ciò che viene chiamata “Autonomia differenziata”. Perché “differenziata?. L’autonomia è prevista negli art. 3 e 5 della nostra Costituzione, nata con l’apporto di tutte le forze politiche uscite  all’esperienza della guerra e di un regime ventennale, alla democrazia e alla Repubblica. La pretesa leghista di autonomia in chiave differenziata nasce da una lettura decontestualizzata ma deformante, e tuttavia mirata, del titolo V della Costituzione secondo la riforma attuata nel 2001, che permette alle regioni di chiedere maggiori competenze e  estione di servizi, con rischio di un effetto domino ( la Lombardia e il Veneto si sono lanciate da decenni nel perseguire una propria autonomia differenziata, seguite subito dall’Emilia Romagna), di devoluzione e di disintegrazione della Repubblica quale noi conosciamo. L’ incontro del 22 febbraio, a Potenza, nella sala B del Consiglio Regionale, oltre agli incontri e banchetti già svolti e che si continueranno a tenere in tutta la Basilicata, ha visto una importante partecipazione di pubblico che ha seguito con interesse gli interventi del professore Villone, presidente del CDC nazionale, del presidente della SVIMEZ, dott. Giannola, di Vincenzo Esposito per la CGIL, Luana Franchini, per la CISL, Vincenzo Tortorelli, per la UIL, oltre che gli interventi dallo stesso pubblico. Il ddl Calderoli sull’ Autonomia differenziata non é la legge che darà l’ autonomia che sarà, invece, definita da una legge speciale che sancirà e disegnerà le modalità delle intese tra regione e Stato. Ma é ugualmente pericoloso, come tutto ciò che anima lo spirito di contrapposizione nei confronti del Sud, visto, drammaticamente più che scioccamente, come “palla al piede” che impedirebbe lo sviluppo del Nord. Piuttosto c’ é una classe dirigente del Nord molto forte rispetto ad una classe dirigente del Sud che appare più distratta o subalterna. La legge di iniziativa popolare, lanciata dal Coordinamento per la Democrazia Costituzionale e, quindi dal prof. Villone, insieme con il Presidente della Svimez, il dottor Adriano Giannola, intende correggere la cancellazione dell’interesse nazionale, porre un limite alle Regioni di richiesta di maggiori competenze, oggi sino a 23, anche quelle attualmente materia di legislazione concorrente, riducendole a 16; vuole impedire la frammentazione della scuola, così come prevede che siano riportate allo Stato le competenze strategiche della tutela della salute, le reti delle infrastrutture, anche energetiche se superano i confini nazionali; correggere la irreversibilità della  devoluzione; eliminare la natura pattizia della autonomia differenziata che, secondo Calderoli, sarebbe irreversibile perché né il Governo, né il Parlamento, né il popolo sovrano, con referendum, potrebbero più cambiare. Solo la stessa Regione potrebbe tornare sulla decisione con una formula irrrazionale che è in quella riforma del 2001. L’ ossessione del Nord di conservare privilegi e di conquistare una sempre maggior quantità di risorse determinerebbe uno squilibrio di tale dimensione da determinare aumento dello spread, crisi di banche, trascinando nel disastro l’ intero Paese. Il Sud é il Mediterraneo e può e deve avere una sua capacità di crescita; porti, energia, fattore climatico, logistica, devono essere statali perché il confronto va oltre le egoistiche questioni di quelle 20 regioni staterelli che nascerebbero dal gioco del domino dell’ autonomia differenziata. Il PNRR, l’obiettivo di superare gli squilibri devono spingere al superamento degli egoismi e della  richiesta di privatizzazioni nei servizi essenziali. Bisogna, dunque firmare. Lo hanno ribadito i convenuti all’incontro. La legge di iniziativa popolare costituzionale va nel senso di ridimensionare i rischi di un accaparramento di competenze e servizi da parte di alcune regioni che aspirano a costruire il Grande Nord a scapito delle altre regioni e, soprattutto dell’ unità del  Paese. Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale si sta confrontando con le forze politiche interessate a ricondurre l’autonomia delle Regioni nell’alveo della costituzionalità disegnata dagli articoli 3 e 5. La raccolta di firme, iniziata il 10 novembre, si concluderà entro sei mesi da quella data. Ed è interessante, inoltre, che l’iniziativa popolare, già nella Costituzione del 1948, comincia a diventare efficace; già nel 2007 il Senato ha previsto che una legge di iniziativa popolare vada sempre discussa in Aula. Dal 2021 è consentita la firma on line, con spid, che si va ad  aggiungere alle firme su moduli cartacei. La democrazia, se vuole confermarsi, passerà anche attraverso queste nuove esperienze.

*Coordinamento regionale per la Democrazia Costituzionale

Contro l’Autonomia differenziata

La nostra Proposta per l’unità del Paese, contro le disuguaglianze e la tutela dei diritti di tutti

PUOI FIRMARE ON LINE ATTRAVERSO LO SPID andando al sito del CDC: http://www.coordinamentodemocraziacostituzionale.it/raccolta-firme-proposta-
di-legge/

oppure direttamente al link:
https://raccoltafirme.cloud/app/user.html?codice=CDC

 

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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