Un anno in politica è un’era geologica e le scelte che si possono fare adesso lasciano il tempo che trovano. Ipotesi, suggestioni, pour parler , che non possono neanche definirsi mosse. Al massimo si può individuare una rotta che possa portare in porto la barca, ma anche qui le varianti sono tante che non danno sicurezza circa l’arrivo. E’ però cosa utile almeno definire il punto di partenza. E per il centro destra in Basilicata il punto di partenza assomiglia alla corsa dei cavalli al Palio di Siena, quando gli animali scalpitano in attesa della mossa, si imbizzarriscono, tornano indietro, si spintonano, vengono richiamati fuori del recinto per trovare un nuovo allineamento. Fuor di metafora, è un disastro , ma di quelli grossi. Anche qui ognuno corre da solo, non c’è gioco di squadra e forse non c’è nemmeno una squadra. E’ una giostra di ambizioni personali che per molti non sono neanche giustificate dai fatti. Il senatore Pepe ha perso le elezioni ed ha perso mezzo partito, Forza Italia è spappolata ed è un tutti contro tutti, da Moles ,a Cupparo, a Piro. Fratelli d’Italia ha perso l’abbrivio per incassare il valore aggiunto di nuove adesioni ed è costretto a barcamenarsi tra esponenti di primo piano che vogliono cose diverse, con un Rosa che non nasconde la sua ostilità a Bardi e che lavora da un posto privilegiato per creare le condizioni di una svolta in Basilicata. Quanto a Bardi, che lo voglia o no, ha più nemici che amici come dimostra il fatto che non riesce più a districarsi dai fili ai quali si è attorcigliato da solo, rompendo a destra e a manca. Il risultato è che , nonostante i cambi, nonostante gli innesti, non riesce ad avere agibilità politica, come dimostra la vacanza da mesi del posto di assessore all’agricoltura. E più passa il tempo, più si avvicina la scadenza elettorale, più i cosidetti alleati si rinchiudono nel loro interesse di partito o personale, negando quella solidarietà che una coalizione imporrebbe. A meno di un miracolo, questo Governo regionale rischia di fermarsi ad un metro dal traguardo, come Dorando Pietri alla famosa maratona di Londra. E l’inciampo ad un metro dall’arrivo potrebbe essere, come qualcuno va mormorando il bilancio di fine anno. Ma si può arrivare a fare un autogol per tutta la coalizione? Difficile. L’unica annotazione che va in direzione contraria a questa analisi (e che potrebbe dare nuovo vigore al Governo Bardi) è che questo è l’anno in cui bisogna tirare le reti del PNRR e guardare al pescato , cioè a scelte che possono determinare nuove solidarietà e rinsaldare vecchie o nuove alleanze con i partiti di governo e le forze imprenditoriali che contano. Non dimentichiamo quel casco giallo di Salvini a Viggiano che a molti è sembrato assicurare una protezione più ampia di quella fisica. E , rimanendo al colore giallo, c’è da mettere in conto anche la ….diciamo,”campagna amica” della Coldiretti, tanto per citare alcune di quelli che, con la politica che purtroppo ci ritroviamo, possono sedersi al tavolo delle scelte. E questo è forse il filo con cui il Generale può tessera la tela romana. Rocco Rosa
BARDI CERCA DI USCIRE DALL’ANGOLO
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