LA SOCIOLOGIA E LA POLITICA

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pinuccio rinaldi

Le manifestazioni di dissenso degli universitari di questi giorni, per il costo delle residenze, sono una piccola parte di un problema molto più profondo e complesso e che ancora non è stato risolto. Se la sociologia è quella scienza che analizza e studia i comportamenti della società in tutte le sue articolazioni, la politica è quell’attività che riguarda la gestione del potere e dell’amministrazione di uno STATO. Quando queste due entità agiscono in continua e corretta correlazione generano il risultato di uno STATO e di una società evoluta. Se guardiamo il mondo della scuola nella sua evoluzione osserviamo come l’interazione della politica e della sociologia ha dato i suoi frutti. Quando lo STATO ha ravvisato la necessità di alfabetizzare la società, la politica ha generato la riforma Gentile che ha introdotto la scuola dell’obbligo e l’edilizia scolastica. Nel tempo questo sincronismo d’ interazione ha subito sfasamenti e la politica non è più riuscita a seguire ed intervenire correttamente sulle esigenze dell’universo formativo. Per esigenze di sintesi non è possibile esporre tutte le condizioni che hanno determinato questa discrasia, però con brutale sintesi si può dire che la causa di ciò è dipesa dalla società che è andata sempre più evolvendo verso una condizione di egualitarismo trascurando il merito. Alla richiesta della società di avere uguaglianza di diritti in tutti i contesti, la politica, nei suoi tanti interventi, ha risposto al mondo della scuola introducendo nuove norme e modificandone altre, non tutte però hanno generato risultati positivi. Tra quelli che hanno generato risultati positivi sono da enumerare la gratuità dei libri di testo, la borsa di studio, l’esenzione/riduzione delle tasse, la gratuità delle mense, la gratuità degli alloggi. Tutte queste norme sono servite ad abolire la diversità di condizione economica e a rendere possibile l’accesso all’istruzione per tutti. Quelle che hanno penalizzato il merito e che sono state introdotte in tutti i cicli formativi, sono state:
  •  Nella scuola media è stato abolito l’esame di ammissione, è stato modificato il criterio di   valutazione,  passato dal criterio numerico (espressione di valore certo) al criterio descrittivo
  •  sono stati aboliti gli istituti professionali
  •  Nella scuola superiore è stata apportata la modifica agli esami di STATO, passati da esame per tutte   le materie ad esame per solo alcune materie
  •  Nella università è stato consentito l’accesso con qualsiasi provenienza formativa, è stato consentito   l’esame collettivo, sono stati consenti crediti formativi non provenienti da esami
Queste modifiche hanno prodotto il risultato di avere la più alta percentuale di dispersione scolastica in tutti i cicli formativi, di avere la percentuale del 60% di studenti che non si laureano, di avere solo il 20,1% di laureati nella fascia di età tra i 25/64 anni, di avere i risultati estremamente negativi dei test PISA (sistema adottato in tutto il mondo per misurare il grado individuale di formazione di ogni singolo studente) che pone l’ITALIA a livelli di fondo classifica.  In relazione a questi dati di negatività certificata, la folcloristica manifestazione con le tende davanti agli atenei, risulta essere residuale come valore ed impatta aspetti lontani dall’istruzione com’è l’edilizia pubblica, di cui la politica non si è ancora fatta carico
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Sull' Autore

Sono nato a Bernalda il 04-02-1947 e qui vivo. Ho studiato presso l’università di Salerno e nel periodo lavorativo sono stato un quadro di Telecom Italia- Sono felicemente sposato con due figli e sono nonno di due ragazzini. Sono stato presidente di cooperativa edilizia, consigliere di amministrazione di un giornale locale, gestisco la mia azienda agricola, ed amo la pesca e la musica classica. Mi interessa la politica e ne analizzo i fatti per quello che ne sono capace.

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