
Gerardo Lisco
Il prossimo anno si voterà per le comunali nella città di Potenza e la girandola dei nomi è già iniziata, da destra a sinistra passando per il centro si fanno già diversi nomi di possibili candidati alla carica di sindaco. Chi scrive è politicamente schierato, ma nell’economia di un discorso complessivo, è utile anche l’analisi di ciò che avviene in campo avverso. L’amministrazione del Sindaco leghista Guarente è stata una pessima amministrazione, ma non sarà questa argomentazione ad impedire che i Potentini rivotino il centro destro, serve un’idea di Città, una visione. La domanda alla quale bisogna provare a dare una risposta è come immaginiamo questa città da qui ai prossimi dieci anni e saranno proprio gli anni della prossima consiliatura a fissarne i criteri. I quasi cinque anni dell’amministrazione Guarente sono stati un vuoto a perdere. Sarebbe impossibile per un qualunque cittadino ricordare un atto caratterizzante l’amministrazione Guarente. Per esempio, i dieci anni dell’amministrazione Santarsiero sono stati caratterizzati, nel bene e nel male, dagli interventi infrastrutturali, tanto da guadagnare all’allora sindaco l’appellativo di “Vito cemento”. Appellativo per alcuni positivo visto che le piccole imprese artigianali della Città hanno lavorato grazie agli interventi di “cementificazione” che hanno interessato la Città. Ma in quegli anni si propose anche il Piano Strutturale Metropolitano, un’idea di Città allargata, funzionale all’attivazione delle necessarie sinergie per lo sviluppo di Potenza e dei comuni che fanno parte del suo hinterland. In materia di mobilità urbana l’attivazione in via sperimentale del servizio “metropolitano”; in materia di cultura, le mostre patrocinate dall’Amministrazione comunale e gli scambi culturali. Al di là della condivisione o meno dell’idea di città, l’idea c’era ed era chiara e guidava le scelte dell’Amministrazione.
L’Amministrazione De Luca viene ricordata per il dissesto finanziario e per lo sforzo del risanamento del bilancio comunale. Se dunque le precedenti amministrazioni avevano un’ idea e un obiettivo l’amministrazione Guarente si caratterizza per il “nulla” e non solo da parte della maggioranza ma anche delle opposizioni. Sono consapevole del fatto che amministrare un comune oggi, a fronte di molte incombenze e risorse scarse è cosa molto difficile. E’ ancora più difficile se poi mancano anche idee certamente finanziabili e condivisibili dalla cittadinanza. Purtroppo, di nuovo, ad un anno circa dal voto, girano nomi ma non idee. La mia impressione è che la mancanza di idee sia il portato di una “politica politicante” racchiusa in se stessa, nel “recinto” della filiera, faccio fatica a parlare di partiti politici! Eppure, partendo da una riflessione onesta sulla realtà cittadina una qualche idea di città che non siano le solite ideuzze scopiazzate dai programmi elettorali di città simili, volendo ci potrebbe essere. Ne elenco qualcuna consapevole del fatto che non sono totalmente originali, già altri hanno provato a cimentarsi anche se con scarsi risultati. Per inciso è proprio sui risultati che va misurata la capacità e la qualità di una amministrazione nel suo complesso come del singolo amministratore: il mantra “mancano i soldi” è una giustificazione non sempre accettabile.
Università degli studi della Basilicata. E’ vero si chiama UNIBAS, non si chiama UNIPZ, eppure questa università insiste a Potenza attirando studenti dai comuni interni della Basilicata e anche extraregionali. Più di un potentino gode sicuramente di una qualche rendita grazie alla locazione di posti letto agli studenti fuorisede, eppure questa Città non ama la sua Università, non la sente sua. Eppure l’UNIBAS potrebbe essere leva di sviluppo e crescita della Città se solo questa diventasse accogliente rispetto agli studenti. Potenza non è una città a misura di studente. Sempre restando sul tema università altra questione è la neonata facoltà di medicina. Ebbene, è in grado l’amministrazione comunale di interagire con gli altri soggetti istituzionali perché una tale possibilità esplichi fino in fondo le sue potenzialità? Purtroppo un problema per la città di potenza è l’invecchiamento della popolazione, dovuto ad un fatto anagrafico e alla contestuale fuga dei giovani dalla città e dalla ragione. Tra non molti anni, se nulla cambierà, la città si sarà allargata ma sarà abitata in prevalenza da anziani con pensioni, grazie alla Fornero decurtate, perciò non avrà il PIL necessario per garantire ai cittadini i servizi sociali essenziali. Già accade in qualche paese lucano di avere quartieri completamente disabitati, potrebbe essere uno scenario probabile anche per Potenza. Ultima ideuzza: aree industriali dismesse, e non si dica che mancano i soldi! Penso che l’attivazione di processi negoziali con il mondo delle imprese sia cosa essenziale. Non sarebbe male, vista la qualità delle facoltà scientifiche presenti in Città, provare ad organizzare un tavolo concertativo attorno al quale far incontrare tutti i soggetti interessati e tutti coloro che a diverso titolo potrebbero dare un contributo. Esistono poi le questioni che riguardano la quotidianità: strade, illuminazione pubblica, mantenimento del verde ecc. Su temi come questi un’idea potrebbe essere quella di un patto con i cittadini per il mantenimento dei beni comuni. Non è mia intenzione scrivere un programma elettorale; come potentino da diverse generazioni e come porta voce del “Comitato per lo Sviluppo della Basilicata” ritengo che aprire un confronto concreto che vada ben al di là della “confort zone” di partiti politici ridotti a cartelli elettorali sia quantomeno dovuto. Ricordo che lo scopo del “Comitato” che rappresento e coordino è aprire il confronto, far dialogare le forze politiche che vanno dall’area di centrosinistra al M5S. Ultima cosa: perché i partiti e non i soliti richiami alla società civile, alle associazioni, ecc ecc anche se importanti? perché è la POLITICA che deve ritornare a svolgere il proprio ruolo. Senza una politica autonoma non ci sarà mai nessuna visione di società