al “Profumo delle Pagine”.

ANGELA MARIA GUMA
Il libro di Emanuela Fontana è un romanzo che colpisce ed incuriosisce a partire dal titolo che è la prima forma di promozione e rappresenta “lo scoop” della giornalista. La maggior parte dei lettori occasionali ed esperti o addetti ai lavori ignorano la presenza di una correttrice dei Promessi Sposi che, come ha ben comprovato la nostra autrice con una meticolosa analisi di fonti storiche e letterarie, ha contribuito in maniera determinante alla revisione linguistica di uno dei romanzi più noti e celebrati della letteratura italiana nella sua ultima e definitiva edizione definita quarantana, quella che ha posto le basi per la lingua italiana letteraria.
Il romanzo è stato presentato a Pignola nell’ambito della rassegna letteraria “Il Profumo delle pagine” organizzata dal Circolo Culturale Gocce d’Autore, dalla Libreria Ubik di Potenza e da Paolo Patrone proprietario della splendida “Dimora Storica Giorni Resort & Spa” di Pignola. In una location d’eccezione, il giardino della Dimora impreziosito dall’arte pittorica di Felice Lovisco e dal talento di due giovani artisti ossia il violinista Giuseppe Lo Sasso e l’attore Marco Francesco Zuddas.


Come è stato evidenziato nella presentazione, “La correttrice” è un romanzo storico ma che si fa apprezzare nella lettura ed è evidente già dalle prime pagine la grande abilità dell’autrice di dare un’anima ai personaggi che sembrano quasi “uscire” dalle pagine e parlare direttamente con il lettore. La lettura è scorrevole al punto che non si trovano dei punti noiosi o troppo lenti ma al contrario si coglie una straordinaria capacità di tenere alto il livello di concentrazione del lettore rendendo la storia quasi rappresentata da scene che si susseguono, nella cui visione ci si immedesima e ci si emoziona. Anche nella descrizione dei personaggi quello che si evidenzia sono le mille sfaccettature e i sentimenti. Su tutti emerge la figura della protagonista Emilia Luti che, pur mostrandosi in perfetta sintonia con quella di Don Alessandro, per il quale prova un profondo rispetto reverenziale, non è mai remissiva o sottomessa ma a tratti emerge perché si mostra un’anima schietta, sagace e libera. D’altro canto il romanzo ci fornisce un ritratto inedito del grande Manzoni che appare più umano, emotivamente fragile, talvolta balbuziente, sofferente di attacchi di panico, ma con due punti di forza che gli consentono di superare le fragilità elencate, ossia una straordinaria ironia e una grande fede.
A centocinquant’anni dalla scomparsa di Alessandro Manzoni “I Promessi Sposi” ancora oggi resta il romanzo che può essere considerato parte integrante della coscienza politica ed ideologica degli italiani. Molto si discute all’interno della scuola se ritenerlo un pilastro da mantenere o se sia più opportuno sostituirne lo studio con romanzi di autori contemporanei che non si arriva mai ad affrontare data la mole dei programmi da completare. Ovviamente la polemica è anche ideologica, senza entrare nel merito ritengo che sia fuor di dubbio che nel romanzo manzoniano più che in ogni altro si colga l’elemento educativo per eccellenza ossia quello spirito libero di denuncia di ogni forma di prepotenza del potere, di ogni forma di violenza o ingiustizia, elemento che ne conferma la validità senza tempo e direzione ideologia o religiosa. Altro grande merito dell’autrice è stato quello di aver fatto rivivere in questo bellissimo romanzo l’atmosfera del 1800 italiano in una impeccabile ricostruzione storica. Leggendo sembra di essere catapultati nei palazzi del 1838 e di essere parte dei personaggi di quel periodo estremamente affascinante e importante della storia d’Italia.
Nella descrizione dei contesti ma anche dei caratteri dei personaggi storici da Emilia Luti a Manzoni, da D’Azeglio alla straordinaria ma a tratti fragile Luisa Blondel, la sua seconda moglie, fino alla maestosa Giulia Beccaria madre di Manzoni o alla volitiva Teresa Borri , la seconda moglie di Manzoni, c’è tanto dell’abilità letteraria dell’autrice ma c’è anche tanto studio e tanta documentazione storica e letteraria . “Lei pensa che un romanzo possa cambiare il mondo?”; Emilia Luti rivolge questa domanda a Alessandro Manzoni, al termine del loro estenuante lavoro di “risciacquatura” del più grande romanzo storico della letteratura italiana. E lui risponde “Ogni tanto ho la presunzione di sperarlo, si “. Una bravissima Eva Bonitatibus che insieme alla sottoscritta ha interloquito con l’autrice le ha rivolto la stessa domanda e lei ha così risposto : I Promessi Sposi è il romanzo che insegna a scegliere” e non c’è più grande insegnamento che un libro possa dispensare. Si può scegliere ad esempio se scrivere un libro accattivante o un libro onesto, e riteniamo che la nostra Emanuela abbia scelto la seconda strada. Il libro di Emanuela Fontana è un prezioso scrigno di conoscenza e non può non essere letto.N