Il tentativo del segretario regionale socialista, Livio Valvano, di spostare l’attenzione del Pd verso altri possibili candidati alla carica di Governatore non ha avuto altro effetto che accelerare la possibile autonomination dell’imprenditore di Senise, Angelo Chiorazzo, annoverandola come una soluzione accettabile da parte dei vertici nazionali del Pd e di Cinquestelle sulla base di alcuni criteri che a Roma si sono dati per contrastare il successo della destra in questa tornata di nomine regionali. Criteri che riguardano la scelta di un nome proveniente dal civismo , che sia esente da addebiti penali e che non sia in conflitto di interessi con l’incarico da assumere. Requisiti che , con qualche aggiustamento societario, si possono tranquillamente adattare al personaggio salito alla ribalta di questa competizione regionale. Oggi come oggi, il nome è sul tavolo e il solo cruccio dei due partiti è farlo digerire sia alla loro base elettorale di entrambe le forze ( i cinquestelle hanno qualche problema in più a livello locale) sia alla coalizione, stante l’insistenza di alcune forze a voler aprire la discussione su altre possibili figure sulle quali convergere. La mediazione che si sta cercando di portare avanti riguarderebbe il riconoscimento al Pd della facoltà di dire l’ultima parola sul candidato, ma dopo la discussione su una possibile rosa che l’intera coalizione porterebbe sul tavolo delle trattative. Un tentativo che poteva avere successo qualche tempo fa, ma che ora sembra francamente tardivo, atteso il fatto che sul nome già si sono registrate importanti adesioni che vanno dal Pd a Italia Viva, alla lista civica messa in campo dal laicato cattolico, mentre la sempre più vicina ricandidatura di Bardi toglie ogni possibilità a Pittella di seguire altre vie cche non siano il centrosinistra. Anche perché, per una coalizione che voglia strappare alla destra almeno la bandierina di una regione, non si tratta di scegliere una persona semplicemente brava e capace, ma di una persona che porti un consenso aggiuntivo rispetto all’apporto elettorale di partiti. Giacchè, proprio da questo punto di vista , dall’altra parte del campo, i sondaggi che circolano e quelli che non sono stati tatticamente divulgati, riconoscono che il Governatore uscente, Bardi, ha un qualcosa in più della coalizione, oltre che un gradimento personale secondo solo a quello di Francesco Somma. Insomma, in una partita così aperta di una regione assolutamente contendibile, non si può certo badare alle convenienze particolari di questa o di quella forza, ma alla esigenza inderogabile di superare l’avversario sia pure di un solo punto percentuale e con qualche bustina in più di antiacido da consigliare a quanti mal digeriscono una scelta che è diventata obbligata. Errori nel campo del centrosinistra ne sono stati fatti, a cominciare da chi ha sollecitato quella candidatura cercando di imporla a tutti gli altri, per finire a quanti hanno dissimulato la propria volontà di candidarsi, fino a quando non si sono visti già presentare il piatto pronto sulla tavola apparecchiata a Roma. Ma se c’è un modo per dimostrare che ,prima delle convenienze personali, viene una prova di maturità politica e di responsabilità verso il futuro di una comunità regionale, questa occasione di unità a tutti i costi è arrivata e chi non la supera si candida a rappresentare un passato definitivamente sconfitto e archiviato. Rocco Rosa
ULTIMA CHIAMATA PER IL CENTROSINISTRA
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