
ANGELA MARIA GUMA
Sabato scorso nella sala congressi BCC- Castellana Grotte a Policoro si è tenuto un Convegno dal titolo “Le Storie nella storia” – Riflessioni sulla Storia di Elsa Morante. L’interessante iniziativa organizzata dall’associazione La forza delle donne, in collaborazione con il circolo culturale Gocce d’autore di Potenza e la casa editrice materana Edigrafema, ha celebrato la giornata internazionale contro la violenza di genere raccontando le donne attraverso il celebre romanzo “La Storia” di Elsa Morante, scrittrice straordinaria, peraltro scomparsa proprio il 25 novembre del 1985. Elsa Morante si augurava che nessuno scrivesse mai la sua biografia: “La vita privata di uno scrittore è pettegolezzo; e i pettegolezzi, chiunque riguardino, mi offendono“.
Sono tante le biografie nelle quali è descritta con una miriade di aggettivi: collerica, possessiva, anarchica, severa, intransigente ma anche coraggiosa, tenerissima, allegra, libera, … e sono solo alcuni di quelli utilizzati per definire Elsa come donna e come scrittrice anzi scrittore o poeta come preferiva definirsi perché nel suo contesto storico il termine al femminile era sinonimo di sentimentalismo proprio perché i miti letterari erano i poeti al maschile e le scrittrici erano considerate e ancora oggi purtroppo le rappresentanti di una letteratura minore. E a chi le rinfacciava l’uso del maschile rispondeva, «il concetto generico di scrittrici come di una categoria a parte, risente ancora della società degli harem». Tuttavia, l’aggettivo nel quale maggiormente si identificava è di cantastorie perché di storie ne ha scritte tante e sin dalla tenera età e la cosa che preferiva in assoluto era proprio quella stanza tutta per sé dove amava rifugiarsi perché racchiudeva i suoi luoghi interiori e dove hanno da sempre trovato inizio e compimento i suoi racconti. Infatti, ogni sua narrazione è un universo a sé stante, con le sue proprie caratteristiche e leggi che tuttavia sono, pur nella finzione letteraria, talmente coerenti e veritiere da non rendere chiaro al lettore il confine tra ciò che è reale e ciò che reale non è. Ciò che emerge dalle biografie è che Elsa Morante ha lasciato di sé un’immagine alquanto contraddittoria: giudicata da alcuni bellissima, da altri per nulla; oltre alla bellezza esteriore, non si riscontra unità di pensiero anche tra i giudizi che ci sono pervenuti sulla sua personalità. I tratti del suo forte carattere la portavano a frequenti sbalzi d’umore, collere, giudizi impietosi che le facevano affrontare le giornate come chi era sempre in lotta con il mondo, incapace di utilizzare mezze misure. Era insomma intransigente con gli altri non meno che con sé stessa. Donna dalle grandi passioni e straordinaria scrittrice la cui biografia è già un’opera d’arte.
La serata, magistralmente coordinata da Maria Lovito, promotrice ed organizzatrice dell’evento, ha riunito un gruppo di donne per celebrare la figura della Morante partendo dall’analisi dei tratti salienti della sua biografia sopra descritti, per poi trattare il caso editoriale del romanzo realizzato grazie ad una dettagliata analisi da Antonella Santarcangelo. Eva Bonitatibus ha poi effettuato un’accurata caratterizzazione delle figure femminili del libro e in particolare della protagonista, Ida Ramunno si è soffermata sul rapporto con i figli, sulla sua maternità “sofferente e dolente, dolce nella sua drammaticità”. E poiché al centro del testo c’è uno stupro, un atto di violenza sulle donne, un tema che ricorre e che purtroppo non accenna a sparire non ci si poteva esimere dal riferimento alla violenza nelle relazioni, tratteggiato con accuratezza da parte della psicoterapeuta Osvalda Cuccarese. Le letture sono state egregiamente curate da Rosanna Filomena mentre una affollata sala della BCC di Castellana Grotte è stata abbellita dalla significativa esposizione della Pittrice Giada Gravina con una triade di quadri incentrati sul tema della violenza alla donna.
Infatti, questa iniziativa non si è configurata soltanto come una promozione culturale ma piuttosto come un atto civile contro ogni forma di violenza. Questo non a caso perché esistono i libri che salvano il mondo e uno di essi è certamente “La Storia” di Elsa Morante.