Mancano 48 ore all’inizio del campionato di calcio di serie A che prenderà il via sabato prossimo con la gara tra Roma e Udinese cui farà seguito l’atteso match casalingo della Juventus che ospiterà allo Stadium la Fiorentina. E quale è la condizione delle formazioni dopo il rodaggio precampionato che ha tenuto impegnati staff tecnici e preparatori atletici per circa un mese e mezzo? E con quali ambizioni si presentano a questa nuova stagione le 20 squadre di A dopo le operazioni di mercato che possono comunque riservare ancora qualche colpo importante negli ultimi 13 giorni che restano alla chiusura di questa finestra di mercato prevista per le ore 23 del 31 agosto? La squadra da battere, ancora una volta, per giudizio unanime rimane la Juventus che viene da cinque anni consecutivi di trionfi. Anzi gli addetti ai lavori pronosticano con assoluta certezza che il gap con le altre formazioni di alta classifica si è allargato ulteriormente per la faraonica campagna acquisti che hanno condotto Marotta e Paratici. A cui non hanno risposto con uguale efficacia le avversarie. E’ scontato che sarà il campo, come sempre, a dare i responsi veritieri sulla prossima stagione. Ma onestamente non sappiamo come si potrà limitare lo strapotere bianconero dopo che a Torino sono arrivati elementi del calibro di Higuain, Pianic, Dani Alves, Benatia,Piaca che vanno ad affiancarsi al meglio che c’è in Italia da cinque anni a questa parte. E non sono finite qui le operazioni in entrata della Juve che a breve chiuderà il suo mercato con altri due elementi importanti: ritornerà Cuadrado in prestito dal Chelsea e uno tra Matuidi del Psg e Witsel dello Zenit San Pietroburgo prenderà il posto di Paul Pogba rientrato, a carissimo prezzo, al Manchester United dopo 4 anni in bianconero dove, di pari passo alla valutazione economica è cresciuta a dismisura l’asticella tecnica del campione francese. Quali potrebbero essere le difficoltà che potrà incontrare la Juve? Siccome l’obiettivo dichiarato e fortemente voluto è riportare a Torino la Coppa dalle grandi orecchie, si potrebbe verificare qualche inaspettato calo di concentrazione per il campionato. Perché sul piano tecnico non c’è assolutamente partita. E’ quello che sperano le avversarie ma, conoscendo bene il gruppo bianconero e come la pensa la società in materia, è bene che nessuna si faccia soverchie illusioni perché entrare nella leggenda con il sesto scudetto consecutivo non farà che aumentare gli stimoli di cui Bonucci e compagni sono già super provvisti. Sono tre le squadre che aspirano al ruolo di damigella d’onore del campionato e che non disdegnano il sogno di insidiare la leadership del gruppo affidato per il terzo anno consecutivo a Max Allegri. Roma e Napoli sono un gradino più sopra rispetto all’Inter perché possono contare su una intelaiatura collaudata e sono già dentro mentalmente alle filosofie di gioco di Spalletti e di Sarri.Per cui hanno i mezzi per metabolizzare senza problemi le perdite di Pianic e di Higuain. Probabilmente l’Inter dispone di un organico e non è un’esagerazione,superiore, scorrendo i nomi, ai giallorossi e ai napoletani. Ma i nerazzurri devono fare i conti con il cambio della guida tecnica, da Mancini all’olandese De Boer, che qualche problema sicuramente provocherà dovendo Icardi e compagni dimenticare i metodi e la filosofia di Mancini e calarsi, senza troppo tempo a disposizione, nei concetti tecnici del nuovo allenatore. Il quale farebbe meglio a lavorare in silenzio e a dimostrare innanzitutto le sue capacità sul campo invece di farsi notare per dichiarazioni alla stampa su altre squadre. De Boer è arrivato da poco in Italia e non conosce ancora appieno il calcio italiano ma ha imparato subito o qualcuno glielo ha suggerito che doveva esordire con i media lanciando uno strale agli acerrimi rivali della Juventus sostenendo che i bianconeri, secondo lui, non si sono rinforzati. Per carità, siamo in un paese democratico ed ognuno può esprimere liberamente le sue opinioni. Ma il dovere principale di De Boer è quello di mettere la sua squadra realmente nelle condizioni di poter insidiare la Juve rinforzata o meno e di cercare di riportare l’Inter in posizioni più prestigiose. Obiettivo dichiarato anche del Milan che, fino a gennaio del 2017 quando la nuova proprietà cinese potrà sparare i suoi colpi di mercato, dovrà affidarsi, con qualche eccezione di non grande livello, agli stessi uomini che hanno fatto flop lo scorso campionato nella speranza che Montella sia la medicina giusta per invertire la tendenza negativa. Partono naturalmente da posizioni inferiori la Fiorentina e la Lazio che hanno come obiettivo principale quello di migliorare il rendimento della stagione scorsa. I viola, con il ritorno del ds Corvino, hanno di nuovo intrapreso un percorso teso a scovare giovani interessanti e di grandi prospettive tecniche ed economiche. Da seguire con molta curiosità e simpatia il cammino del neo promosso Crotone e anche la conferma delle ottime doti del tecnico del Pescara Oddo le cui ambizioni vanno in una duplice direzione: salvare gli adriatici e fare spiccare il volo alla sua carriera. Delle neo promosse sembra si sia mosso con oculatezza e con mosse giuste il Cagliari che ha messo nel suo motore soprattutto esperienza per non soffrire.
SERIE A: RADIOGRAFIE DELLE SQUADRE AL VIA
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