STORIE DELL’EMIGRAZIONE: TRECCHINESI IN JEQUIE’

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CARMINE MAROTTA

CARMINE MAROTTA

Eravamo nel 1887

La storia dei Trecchinesi che lasciarono il piccolo centro lucano, a ridosso della costa Marateota, per raggiungere il Brasile, alla ricerca di quella fortuna che in diversi riuscirono ad avere, passa per Lisbona. Infatti i primi emigranti partirono alla volta del Portogallo perché bravi artigiani argentieri e ramai. Dai paesi della Valle del Noce partirono in tanti. Dopo qualche anno alcuni di loro si imbarcarono per un viaggio molto più lungo e con grosse incognite alla volta delle coste Brasiliane.  Il sogno di posti migliori, di far fortuna, di avere un futuro migliore, di sentirsi comunque fra i primi li spinse ad accettare questa nuova sfida.

storie emigrazioni trecchinesiFra questi solcarono l’oceano Rotondano e Niella. Giunti a Salvador (Bahia) si accorsero che effettivamente poteva essere presa in considerazione la possibilità di creare qualcosa di nuovo e redditizio, ma dovevano fare un ulteriore sacrificio. Spostarsi all’interno dello stato di Bahia, molto all’interno. A circa 500 km da Salvador localizzarono un luogo che sembrava un punto di facile interesse anche per quelli che potevano diventare dei veri e propri scambi commerciali: sulle rive del fiume “das Contas” in un luogo che era un vero crocevia di strade che dall’interno andavano verso Salvador. La vicinanza ad un fiume sicuramente faceva pensare ad una fertilità del terreno abbastanza elevata per creare delle piantagioni di caffè, cacao e quant’altro necessario per il fabbisogno non solo dell’area che avrebbero occupato ma anche per i luoghi vicini e per la lontana Salvador che comunque era la città più vicina ed il capoluogo della regione (ancora non era stato istituito lo stato di Bahia). Si accorsero che la loro idea poteva funzionare e scrissero immediatamente al parroco di Trecchina per chiedere di far partire per il Brasile una persona capace di portare avanti la contabilità di una azienda e che sapesse naturalmente leggere e scrivere bene. jequiè storie emigrazioni trecchinesi

La scelta del parroco ricadde su Carmine Marotta, che era stato suo alunno persino nello studio del latino. Aveva poco più sedici anni e si spalancavano per lui le porte dell’emigrazione oltreoceanica. Una cosa grande per un ragazzino   vissuto e cresciuto in un piccolo centro della Basilicata: Trecchina. Ma il giovane non se lo fece dire due volte ed in pochi giorni eccolo a Napoli per imbarcarsi su un Vapore per Salvador de Bahia. Era il 1887. Viaggio di tre settimane circa, un viaggio che poi avrà modo di descrivere in una lettera inviata a suo fratello Biagio in Italia.

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Quanta tenerezza in quella lettera, quanta nostalgia , un inno alla famiglia ma nello stesso tempo una importante testimonianza dei sentimenti che prova un emigrante nel momento in cui parte per luoghi sconosciuti raccontati da uno dei pochi fortunati che all’epoca aveva avuto la possibilità di studiare molto più degli altri coetanei. L’arrivo a Salvador, e dopo qualche giorno la partenza per quel luogo che solo successivamente,  grazie anche al suo impegno in quella azienda di cui fu prima impiegato e dopo qualche mese socio, divenne un fiorente centro commerciale ad alta produzione agricola dell’intera area bahiana. Una volta organizzata l’azienda le cambio il nome da Casa Grande in Casa Confiança e scrisse ai compaesani che affluirono per anni in questa aerea tanto che furono immensi gli investimenti in attrezzatura e forza lavoro. Una comunità che cresceva a vista d’occhio, una comunità che giorno dopo giorno imponeva con le quantità di caffè e cacao prodotto anche delle variazioni alla borsa alimentari che da pochi anni aveva cominciato a funzionare anche il Brasile e che fungeva da calmiere per i prezzi dei prodotti tipici di questa nazione che ormai partivano quotidianamente per l’Europa: Cacao e Caffè. Casa Confiança ebbe una lunga storia e fu un esempio di cooperativa nata sulle strette di mano: tutti lavoravano per un solo scopo, per una solo modo di produrre benessere in una area che fino a pochi anni prima era semideserta.

librocasaconfiança L’azienda era sempre più fiorente. La costruzione di una ferrovia per 500 Km da Jequiè a Nazarè ne era un esempio. All’agricoltura si aggiunsero agli allevamenti di bestiame, grosse mandrie, in massima parte mucche. Tutto in poco più di dieci anni. Nasceva il “Sistema Trecchina” come definito nelle Università di Economia Brasiliane, un sistema basato sulla cooperazione fra le persone che a Jequiè aveva funzionato perché molti arrivavano tutti dal solito paese, da Trecchina. E da Trecchina arrivarono i Pignataro, gli Schettini, i Lamberti, i Sangiovanni, gli Orrico, e così via e man mano la popolazione cresceva attorno a quel nucleo di pionieri che avevano avuto la fortuna di essere stati i primi a capire. Ma Casa Confiança si allargò, una nuova sede a Nazaré a pochi chilometri da Salvador dove faceva capolinea la ferrovia privata adibita al trasporto di caffè e cacao prodotto a Jequié. A Nazaré veniva stoccato tutto e quando la borsa alimenti indicava prezzi convenienti per la vendita venivano immesse sul mercato le merci stoccate per ottenere un ottimo risultato e degli ottimi guadagni. Agli inizi del 1900, dopo un breve periodo di calma delle partenze dovuta ad una piccola crisi finanziaria che investì il Sud America, ripresero le partenze da Trecchina per Jequiè. Ne partirono tanti altri, Martillotta, Pignataro, Scaldaferri e Grillo. Era giugno del 1904 quando Vincenzo Grillo, su specifico invito di Carlosa Marotta,  giunse a Jequiè e fu assunto in Casa Confiança che era l’azienda madre delle aziende trecchinesi in Jequiè. Ormai Jequiè era una cittadina di circa 20.000 abitanti, c’era il cinema (proprietari trecchinesi), numerosi Bar, circoli e centri culturali. Dopo circa cinque anni, nel febbraio 1909. a Grillo fu data la possibilità di diventare socio di Casa Confiança e con lui anche altri soci Trecchinesi (Michele Rotondano, Biagio Roberto e Nicola Giudice). Una vera altra Trecchina in Brasile. Progresso continuo, lavoro e tanto tanto sviluppo commerciale. Nel 1954 Carlos Marotta torna definitivamente in Italia dopo aver venduto tutte le sue quote a Vincenzo Grillo, ha più di 80 anni e ha deciso di rientrare a Trecchina per trascorrervi gli ultimi anni della sua vita … era partito nel 1887. Dopo pochi anni venne a Trecchina, in qualità di governatore dello stato di Bahia Antonio Lomanto (anche lui trecchinese di origine) e Carlos Marotta volle regalargli un pezzo di storia di Jequiè, un racconto di oltre 20 pagine con descritti, in modo molto particolareggiati, i primi venti anni di storia di Jequiè, gli anni della fondazione e della nascita del primo gruppo, quello che ha visto pionieri tre Trecchinesi Rotondano, Niella e Marotta.

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Quel racconto di Carlos Marotta, in portoghese, è stato pubblicato integralmente nel libro Casa Confiança con la relativa traduzione in Italiano. Un libro ricco (oltre 100) di foto storiche scattate tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900. Un libro che in questi anni si è aggiudicato numerosi fra i più prestigiosi premi letterari nazionali ed europei (Via Francigena, Città di Salò, Città di Pompei, Firenze CapIEQUItale d’Europa, Cinque Terre, ecc. ecc.) è disponibile presso la Attucci editrice di Carmignano o nelle edicole del lagonegrese. In esso la storia della fondazione di Jequiè e della laboriosità di mille trecchinesi giunti sulle rive del Rio das contas alla fine del 1800.

Per approfondimenti www.casaconfianca.org

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Sull' Autore

Carmine Marotta

Carmine Marotta: nato a Trecchina nel 1957, vive a Prato, frequenta il Liceo “Orazio Flacco” di Lagonegro e Scienze Geologiche a Napoli, speleologo dal 1974, fondatore del Gruppo Geo-Speleo "Valle del Noce" e del Centro Europeo di Speleologia Marina, curatore del Catasto delle Grotte Naturali e delle Aree Carsiche della Basilicata dal 1987, numerosi incarichi nazionali in seno alla Società Speleologica Italiana, autore di molte pubblicazioni scientifiche di geomorfologia e speleologia. Suoi i libri per Coscile Editore: Escursioni sul Coccovello, La Grotta delle Meraviglie, Grotte della Valle del Mercure. Inoltre il volume Grotte ed Aree Carsiche della Basilicata (Ed. Regione Basilicata) e altri testi su ecologia ed escursionismo in Basilicata. Studioso e ricercatore di Storia della emigrazione lucana in Brasile. Suo il libro Casa Confiança (Attucci ed.), bilingue (italiano e portoghese) sulla storia pionieristica dei lucani nello stato di Bahia in Brasile. Collabora con numerosi quotidiani e riviste regionali e nazionali con articoli di geomorfologia, geologia e speleologia. E' volontario in Croce Rossa Italiana e in Protezione Civile.

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