PERCHE’ CHIORAZZO VUOLE CORRERE DA SOLO

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Sono andati a vuoto tutti i tentativi pre convincere l’imprenditore Angelo Chiorazzo ad entrare con la sua lista nella coalizione che sostiene Marrese.  Si presenterà da solo , con una propria lista . Non è una ritorsione per come sono andate le cose, reazione che pure ci poteva stare, visto che Conte e Schlein , più il secondo che la prima, gli hanno sbarrato la strada nella considerazione di possibili conflitti di interesse tra la sua attività e la Istituzione che sarebbe andato eventualmente a governare. Un conflitto in verità risolto in partenza con le dimissioni del ” re delle cooperative bianche ” da ogni incarico dirigenziale nell’azienda. Esattamente come, dai tempi di Berlusconi,avviene per tutti   gli imprenditori che si trovano in situazioni analoghe, a livello parlamentare come a quello regionale  .E ce ne sono tanti.! Si presenterà da solo, nonostante gli accorati appelli a non far perdere il centrosinistra, semplicemente perché la sua discesa in campo ha smosso la comunità regionale dall’apatia in cui era caduta, dopo anni di un partitismo che ha dato il peggio di sè, allontanando la gente dal voto. E benchè si fosse subito capito che la sua discesa nell’agone politicola si doveva ad una idea partorita dal cilindro di un parlamentare lucano, l’accoglienza delle gente comune  è stata entuusiastica perché ha visto un uomo della società civile, un non  politico, e, diciamolo pure un non carrierista della politica smuovere l’aria stagnante di una politica come mero esercizio di potere e non come ideazione ,progettazione e organizzazione di futuro. Parliamo però della gente comune, non di quella parte del ceto politico dirigente ,del Pd e degli altri paritit di centrosinistra  che , affetto da strabismo, anziché guardare l’uomo, un imprenditore come tanti e meglio di tanti, ha guardato chi c’era dietro e ,per rivalità personali o partitiche , ha tirato ad alzo zero per abbattere il candidato uscito dal cilindro di un mago pasticcione, costringendo il segretario del Pd Lettieri , nonostante due decisioni della direzione regionale di sostegno a Chiorazzo a lavarsene le mani, chiedendo l’aiuto dei vertici nazionali.. Questi sono i fatti che hanno purtroppo portato Roma ad intervenire, con le sue logiche che travalicano l’interesse regionale e si collocano a livelli competitivi più alti, in uno strisciante duello a chi deve fare in prospettiva il leader della coalizione alternativa a quella di governo. E il livello romano, con le sue logiche , non solo ha costretto Chiorazzo a mettersi da parte, ma ha messo fuori squadra anche un possibile grande alleato in regione, quale poteva essere Marcello Pittella, improvvisamente divenuta vittima dellla chiusura di Conte verso Calenda, fino al punto da portarlo nelle braccia di Bardi, che un simile regalo non se lo aspettava. Il capolavoro dei cinquestelle sta tutto qui: hannno bruciato il candidato migliore e hanno messo fuori della porta l’alleato più forte , con il risultato che Bardi si prepara a fare una passeggiata trionfale, supportato ora da quegli stessi uomini che lo avevano contrastato dall’opposizione.Tornando ora alle pressioni di queste ore verso Chiorazzo perché entri con la sua lista a sostegno del candidato scelto da Roma, il Presidente della Provincia di Matera, Marrese, si tratta di capire  se  questa richiesta al novantesimo di entrare in campo con la maglietta del centrosinistra è dettata dalla possibilità di vincere o se invece è maldrestramente diretta ad evitare una brutta figura da parte del Pd e dei suoi alleati nel campetto di gioco in cui si sono ritrovati. Poiché il rinforzo giunto a Bardi da parte di Calenda( inaspettato) e Renzi (preparato da tempo), sembra far pendere decisamente la bilancia verso una  riconferma del Presidente uscente, Chiorazzo si pone giustametne il quesito se non sia più giusto dare soddisfazioni a quel vasto movimento civico che si è raccolto intorno a lui per un cambiamento della politica e che intende magari partire da una presenza autonoma in consiglio regionale, come primo mattone di una costruzione nuuova, che va ad interpretare le esigenze del territorio, senza dover sottostare ai poteri romani.  Un successo elettorale, sia pure da terzo arrivato, che lo porti a recuperare lo spazio centrale sinora tenuto da Italia Viva e Pittella, erodendo proprio quell’elettorato che è stato  “a sua insaputa” spostato a destra, può essere l’incipit di una nuova pagina politica asoslutamente inedita e in linea con i tempi che si preparano, nei quali la difesa dell’identità territoriale contro le manovre separatiste della destra  è destinata a diventare il vero terreno di scontro e il tema sul quale innestare una politica di riappropriazione e riscatto della lucanità. E dunque se non ci sono considerazioni valide che dimostrino come tutti assieme si possa vincere, a che pro pretendere che Chiorazzo faccia un secondo sacrificio, deludendo i suoi sostenitori,  solo per limitare i danni di immagine di chi si è reso  colpevole di questo incredibile disastro politico? Rocco Rosa

FOTO COPERTINA DA LA vOCE DELLE VOCI

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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