Il giorno dopo lo scrutinio i telefoni dei candidati sono diventati caldi per l’inseguirsi di recriminazioni e giustificazioni riguardo al risultato conseguito, con i numeri che non tornano per almeno 450 persone sulle 490 complessive, fatti salvi cioè i candidati che possono già considerarsi eletti e quelli che sono partiti così poco convinti da nemmeno votarsi personalmente . Forse in quegli zero voti, ci sarà qualcuno che per avere un mese di ferie elettorali si è inserito nella disputa a nostra insaputa, dico noi elettori potentini, e oggi torna al lavoro dopo un mese di vacanza pagata. I telefoni si sono riscaldati anche per il quesito posto dalle urne: se cioè il centrodestra ha raggiunto la maggioranza dei seggi o se invece al ballottaggio può scattare anche il premio di maggioranza per chi dei due, Fanelli o Telesca, vincerà l’ultima prova muscolare. L’anatra zoppa non ci sarà, cioè quella situazione che vede un sindaco senza una maggioranza . Deve scattare il premio di maggioranza calcolato in base a chi vince e in base alle alleanze che si faranno.. Quanto ai risultati acquisiti , iniziano anche ad alzarsi alcune polemiche all’interno del centrodestra dove si arriva a ipotizzare che qualche lista minore abbia volutamente scelto il voto disgiunto per costringere Fanelli a trattare anche con loro al secondo turno, non dando la vittoria per scontata.- Una tesi che fa il paio con quella circolante nello schieramento di sinistra, secondo la quale parte del Pd ha volutamente ignorato Telesca perché troppo identificabile con un esponente di primo piano del partito. E’ vero che di queste manovrette sconsiderate ci sono stati esempi nel passato, ma proprio l’esito di quei nefasti atteggiamenti avrebbe dovuto consigliare un po’ di prudenza in questa elezione che può essere considerata l’ultima spiaggia per una ripresa di tutto il centrosinistra. Così come è’ certo che in questa fase delle trattative per il ballottaggio i partiti dovranno avere il buon senso di non mettersi in mezzo perché sarebbe una catastrofe e che Telesca deve dimostrare di avere mani libere e di saper volare più alto rispetto al tradizionale do ut des cui alcuni ci hanno abituato, all’insegna della spartizione . Qui, in questa campagna c’è stato il fatto nuovo di un movimento che non è stato studiato in qualche stanza di notabile e che è veramente partito dal basso ,con un lavoro di progettazione della città fatto da Pierluigi Smaldone in collaborazione con i cittadini, rione per rione, e che è tutto teso a migliorare la qualità di vita dei potentini. A queste persone, come pure a Giuzio e a alla Romano , bisogna dire quale parte del loro programma accettano, quali sono gli impegni che si vogliono prendere e entro quali tempi realizzarli concretamente.Perchè un fatto è certo: questo movimento di popolo è genuino e non contaminato e intende andare avanti per affermare un nuovo modo di fare politico. Che coincide con un ritorno all’antico e cioè al rispetto delle prassi della democrazia rappresentativa.
L’ULTIMA SPIAGGIA DEL CENTROSINISTRA LUCANO
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