La nuova legislatura regionale comincia con gli stessi comportamenti che hanno segnato gran parte del quinquennio precedente. Incapacità di arrivare ad una decisione, sedute che saltano o che vedono assenze tattiche di chi deve dare rusposte attese. Così si assiste ad una” prima” della nuova Assemblea regionale con deviazioni dell’ordine del giorno su argomenti collaterali, per la mancata possibilità di procedere alla elezione dell’Ufficio di presidenza, tradizionalmente il primo atto per iniziare i lavori del parlamentino lucano. Onestamente non può dire il presidente Bardi di aver raggiunto , con questa nuova avventura regionale, un livello di stabilità e di serenità nel lavoro. Il modo come si è arrivati a imbarcare inaspettatamente l’avversario dei suoi primi cinque anni di governo,lo ha messo in condizione di ritenersi sotto scacco da parte del leader lucano di Azione ,diventato non un semplice alleato, ma un forte competitore interno, in possesso della golden share di questa nuova stagione politica. Perchè ,al contrario di altri alleati, dichiaratamente non in grado di far cessare una legislatura per via dell’ostilità dei consiglieri ad interrompere un mandato così faticosamente conquistato, Pittella può mettere in crisi quando vuole questa maggioranza, ben saperndo che un nuovo governo senza di lui non si può comunque fare. Il vero suicidio del Pd è stato di aver consentito lo sdoganamento del leader lauriota verso altri lidi, dandogli una giustificazione che ha superato ogni giudizio etico o politico o di opportunità personale, facendolo diventare un perseguitato della vecchia nomenklaura. Con il risultato che quest’ultima si è fatta fuori da sola mentre Pittella è riemerso luminoso e splendente come un nuovo Gladiatore, un condottiero che piace ora anche a destra e che potrebbe da un giorno all’altro rappresentare l’alternativa ad un Bardi che non riesca a cambiare narrazione e modalità di gestione. Già la richiesta quasi perentoria dell’assessorato alla sanità, è da vedere in chiave di sfida al Governatore, cui verrebbe sottratto un settore che pesa per il 75 per cento sul bilancio regionale e su cui si esercita la gran parte del potere discrezionale e decisionale del Governatore, come dimostrano le nomine fatte in questa legislatura, con persone pescate negli angoli più remoti del Paese e che non avevano altro merito che la conoscenza con qualche altolocato dei Fratelli d’Italia o di Forza Italia. Che Pittella chieda la sanità è una sfida politica, che lo voglia veramente , trattandosi di un lavoro che necessariamente dovrà essere di tagli e di riduzione delle spese, è altra cosa. SI comincia ad alzare il tiro, per poi passare a questioni più importanti e tali da veder enormemente ridotto0 il ruolo di decisore unico che il riconfermato Bardi si era ritagliato nella scorsa esperienza. Sul terreno del potere, la sfida è chiaramente percepibile. Meno su quello della vera politica, che deve necessariamente connotare l’ingresso di Pittella nella destra: che cosa farà sull’autonomia differenziata? che cosa dirà sul Regolamento degli uffici regionali che porta tutto in mano ad un Gabinetto del presidente esautorando i Dipartimenti? come si comporterà rispetto ai ritardi e alle omissioni che segnano il settore dell’accoglienza ai migranti.? E sopratutto come si comporterà rispertto alle questioni irrisolte del petrolio e all’uso delle risorse che ne è stato fatto e che ancora si fa? Coerenza,coerenza vo cercando! direbbe l’opinione pubblica, se fosse ancora in grado di farsi sentire. Rocco Rosa