DA POTENZA SI INIZI A FARE LA ” DIFFERENZA”

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ANNA MARIA SCARNATO

Dalla provincia di Matera sento il bisogno di comunicarvi i miei pensieri, di trasbordarli nel vostro cuore per suscitare un sussulto di residuo orgoglio offeso, proprio oggi che superano il livello di indignazione e rimandano ad una rappresentazione simbolico- allegorica della piena del fiume Basento che tracima e invade le terre circostanti bloccando ogni tipo di movimentazione solita. Proprio così, Quando il clima si accanisce contro la terra con nuvoloni e bombe d’acqua, il fiume si ingrossa e dall’estremità di Bernalda si scorge una distesa che copre tutto. E il mare di Metaponto non riceve l’apporto di acqua, anzi sembra che esso stesso l’accompagni fin sotto la piana sottostante alla città, la piana della Basentana. Ecco la mia rabbia straripa come il Basento in piena. E’ un’alluvione di pensieri, carica di rabbia, desiderosa di far rumore come il moto di quell’acqua che invade e trasporta ciottoli, storie di popoli. Ed è ciò che mi porta a riflettere su quale percorso oggi, con l’approvazione dell’Autonomia differenziata da parte del governo, con l’immagine dei festeggiamenti della Lega ed anche di tutta la maggioranza, a dispetto di un Sud sempre odiato come zavorra di cui liberarsi, quale iniziativa si possa intraprendere se tutto pare compiuto? E il confronto con il fiume ritorna e con esso mi dilania l’idea di come spesso l’incoscienza degli uomini non bada all’avviso di” impraticabilità di una strada pericolosa”, ignora l’utilità della luce rossa, un segnale di pericolo che, posizionato sulla strada di collegamento, nei punti più bassi rispetto al livello del mare, avvisa della possibile alluvione già verificata con tanti “sfollamenti storici”. Tanto è avvenuto oggi nonostante l’allarme attivato da lungo tempo da parte dell’opposizione, un suono forte, un annuncio chiaro di quanto fosse discriminante differenziare l’azione pubblica con evidenti vantaggi per le regioni più ricche, di quanto, l’approvazione di una legge di vera secessione del meridione dal resto dell’Italia, potesse spostare l’asse geografico delle priorità verso il nord. La migrazione e lo spopolamento della Basilicata, tra le prime regioni per desertificazione del terreno ed anche per l’emigrazione della generazione Z alla quale, per passaggio di testimone, sarebbe dovuto spettare il ricambio, dopo già quella del Millenial (1980-1996),..…si aggraverà, secondo le previsioni. In questa legge ho sempre visto l’odio verso il popolo meridionale, il dualismo di un pensiero leghista e sovranista che va a modificare i confini emozionali e geografici, riducendo gli orizzonti internazionalisti più cari alla sinistra. Lo farà da oggi, mentre al contrario, predica l’unità della Patria, la Patria che non si riesce più a comprendere cosa sia diventata. Un dualismo pericoloso che avrebbe dovuto allertare ma che non è stato percepito dagli elettori del Sud. Inclusione solo a parole che si tradisce essa stessa nei progetti divisivi del Governo, nelle classi differenziate, annunciate e poi corrette, l’uguaglianza tra i popoli e la difesa dei più deboli, la politica interventistica militare a sostegno dell’Ucraina aggredita, sono concetti di una politica che stridono con la candidatura di Vannacci , con gli evidenti segni di razzismo e istigazione all’odio verso la diversità, contrastano con l’aggressione di colleghi parlamentari inermi e con le pezze giustificative peggiori degli strappi. La pace va costruita con i gesti e gli esempi, con l’armonia nella diversità in un clima di democrazia. Il popolo ha votato forse eludendo il lato oscuro nascosto sotto il sorriso bonario di circostanza del centrodestra, confuso e disorientato dal dualismo che ricorda il dottor “Jekill” e il suo alter ego, Mister Edward Hide. Personaggi ideati da Stevenson, oggi i governanti che sono incapaci di gestire le trasformazioni e i retropensieri camuffati da utili riforme, schiacciati dall’avidità di potere. Combattono essi stessi le loro pulsioni nascondendole a malapena. Se crescono in potere grazie ai voti, si abituano e per ottenere sempre il potere stesso hanno il coraggio di negare ciò che poco prima hanno affermato e, trasformandosi e mostrando segni di debolezza, hanno bisogno di “pozioni magiche”, di false illusioni date in pasto al popolo spacciate per le migliori soluzioni. E noi? Non siamo stati in grado di capire il Bene e il Male e la loro coesistenza. Si parla di raccolta firme per il referendum. Intanto io, cittadina della provincia di Matera, fossi oggi chiamata a votare per il ballottaggio tra il sindaco Fanelli, discendente dal governo regionale e non eletto nelle ultime consultazioni, e l’aspirante sindaco Telesca espressione del centrosinistra e di liste collegate, voterei per il secondo. Come inizio proverei a dare il mio voto per “fare la differenza”. E consiglierei i potentini, miei corregionali, a non badare alle allettanti parole dei commedianti di turno, non lasciarsi convincere da promesse di favori. La maggioranza eletta al governo regionale è  speculare a chi da Roma li comanda. E ’bugiarda! I ritardi nell’insediamento operativo della Giunta è segno ulteriore dell’indifferenza verso i problemi dell’agricoltura allo stremo, della Sanità disabilitata in ogni prestazione, delle condizioni in cui versano le vie di collegamento tra i territori, della fragilità del terreno. Questi hanno un unico obiettivo. Vendere il nostro voto al governo nazionale per rafforzarlo ulteriormente. Ci hanno venduti come l’acqua delle nostre sorgenti, come il petrolio del sottosuolo. Hanno venduto le nostre ricchezze mal gestite dalla loro incapacità, in cambio di una condizione instabile sempre più bisognosa. Fitto, uomo del Sud, si è cresciuto con l’acqua della Basilicata, ha votato per l’autonomia differenziata, la Casellati, “turista per bisogno” e “predatrice” di voti, ha fatto lo stesso. E Bardi? Se avesse voluto, non voglio pensare che non abbia compreso, avrebbe potuto negare il consenso. Potentini, il voto di domenica sia l’inizio della nostra rivolta democratica. Ora ci dobbiamo essere. Mettiamoci l’anima e, numerosi al voto, rispondiamo alle paure che la Lega sfrutta per soddisfare le sue voglie. 
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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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