AUTONOMIA DIFFERENZIATA: BARDI CHIEDA UN VOTO DI COSCIENZA

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Ci sono ststi momenti nel dibattito regionale sull’autonomia differenziata, pur copmplessivamente di alto livello, nei quali ho percepito la sgradevole sensazione di un dejà vù, una ripetizione ossessiva di una tesi confezionata ad arte e puntualmente mandata a memoria in difesa collettiva di una posizione. Alla mente è ritornata la vicenda della nipote di Mubarak e agli interventi che da destra sono arrivati in Parlamento a supporto del leader di Forza Itaia, tutti compatti nel dichiarare che B credeva veramente che si trattasse della nipote del leader egiziano. Si è allora messo in atto pubblicamente una tecnica di disinformazione: negare una verità con forza, ripetutamente e con qualsiasi argomentazione, fino al punto da far sembrare quella bugia una tesi sostenibile. Allora si trattava di sottrarre alla giustizia un capo del Governo che aveva abusato dei suoi poteri, ora, al Consiglio regionale di Basilicata, si è trattato di far passare  una ingiustizia nei confronti di una vasta parte del territorio italiano in nome di uno scambio di convenienze reciproche tra partiti: l’autonomia alla lega, il Premierato a Fratelli d’Italia e la riforma della Giustizia a Forza Italia. Un patto scellerato che , da qualsiasi parte lo si guardi, appare come un oltraggio alla Costituzione e un tradimento verso l’unità e l’integrità del Paese, Qui non è una faccenda che si può porre in discussione, perché non si tratta di opinioni ma di numeri, di cifre, di pura matematica. Lasciando il residuo fiscale alle Regioni che riescono a produrlo, signfica sottrarlo al fondo di perequazioni delle Regioni e significa dare meno possiiblità allo stato di sanare i disequilibri che sottendono alla vita delle singole regioni. Per ogni euro del reddito prodotto al Nord, 35 centesimi vengono redistribuiti. Da domani, con la legge, non più. Questo metodo di redistribuzione lo vuole la Costituzione quando parla di rimuovere gli ostacoli che frenano l’applicazione di diritti uguali per tutti, lo vuole l’Europa che già ha dato un giudizio nettamente negativo sulla legge, lo vogliono economisti e centri di osservazione economica ,quando scrivono a chiare lettere che non rimettendo in circuito le energie territoriali si condanna anche l’economia del Nord. E’ dunque una questione che non può essere messa pacificamente in discussione e chi lo fa o è un illuso (che pensa che con la volontà si può fare tutto , anche mettendo a correre insieme giganti e nani) , oppure è un opportunita, uno dei tanti  carrieristi politici che, pur di andare avanti, è capace di sostenere anche l’insostenibile o , nel caso, decisioni che affossano il territorio di cui pure fanno parte.E dunque  un Presidente che ami veramente la regione che governa,  per di più una persona di alta moralità che sa guardare oltre gli interessi spiccioli della mala politica e della convenienza, dovrebbe su questa questione chiedere ai consiglieri regionali di togliersi la maschera di appartenenza e di votare secondo coscienza, sulla considerazione  oggettiva che il percorso proposto nella normativa non è chiaro, che i Lep possono anche definirsi ma non possono essere finanziati perché soldi non ce ne sono, e che se non si definiscono i lep entro due anni, scatta la norma che ribadisce il criterio della spesa storica, cioè chi tiene i servizi li mantiene, chi non li tiene si arrangia. L’autonomia differenziata che non penalizza il Sud si può fare solo in un piano decennale che preveda una graduale politica di riduzione del divario, fino ad arrivare almeno alla media nazionale. Cioè riportare anche nella spesa corrente quel 40 per cento riservato al Sud che era proprio della Cassa per il mezzogiorno, che la stessa Europa ha individuato per investimenti e che servono a irrobustire il tessuto produttivo di un paese. Chiedere libertà di voto, significa, per lo stesso Bardi,  disinnescare una mina e partire con una squadra cementata da un esordio unitario e responsabile. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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