EMERGENZA IDRICA: UN PROBLEMA GLOBALE!

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PATRIZIA BARRESE

La crisi idrica sta investendo l’Italia e il resto del mondo, sono ingenti i danni ambientali causati dall’alternanza di eventi meteorologici estremi come l’avvicendarsi di alluvioni a periodi di grave siccità. Disagi di tipo sociale ed economico si fanno sempre più presenti negli ultimi anni, dovuti all’emergenza idrica che è diventata una delle sfide più significative e preoccupanti a livello globale. La variabilità del livello idrometrico dei fiumi in Italia è tangibile ma oltre ad essere conseguenza dei cambiamenti climatici, significativo è l’apporto negativo dell’agire umano, come l’inquinamento, lo spreco di acque, la cattiva gestione delle risorse idriche che – laddove presenti – risultano poco oculate.

La scarsità d’acqua, sia per quantità che per qualità, sta colpendo milioni di persone nel mondo, aggravata sempre più dalla tropicalizzazione del nostro clima che tende verso temperature crescenti a cui si abbinano precipitazioni sempre più scarse o occasionali e devastanti e a risentirne sono i bacini che raccolgono l’acqua utilizzata per uso potabile ed irriguo. Le dimensioni del problema sono enormi e nelle aree geografiche maggiormente colpite dalla scarsità d’acqua – Africa, parti dell’Asia, Medio Oriente – si vede il dilagare di conflitti causati dalla mancanza d’acqua.   In Italia stiamo assistendo a periodi di prolungata siccità al Sud e a caldo con precipitazioni intense e devastanti al Nord. Eventi climatici che per l’utilizzo dell’acqua potabile ne compromettono la qualità rendendo un pericolo per la salute umana, per l’ecosistema l’aumento delle temperature dei mari del nord Adriatico, percepite come “zuppe”, risultano spesso contaminate con morie di pesci come accaduto nella laguna di Orbetello, aumento di batteri nei frutti di mare, alghe maleodoranti che invadono le spiagge e che si traducono in disagi per i bagnanti. 

Dal punto di vista economico, l’emergenza idrica ha un impatto devastante sulle attività agricole, che dipendono in larga misura dall’acqua, con perdite significative e problematiche legate al comparto alimentare oltre alle industrie come quelle energetiche e manifatturiere che necessitano di grandi quantità d’acqua, anch’esse influenzate negativamente. Affrontare l’emergenza idrica richiede il razionamento dell’acqua potabile e l’ONU, consapevole di questa situazione drammatica, in virtù degli obiettivi dell’Agenda 2030, continua a rinnovare il suo impegno a sostegno dell’acqua con continue campagne “salvacqua”. La sensibilizzazione e l’educazione della popolazione rivestono un ruolo cruciale, promuovere comportamenti responsabili nell’uso dell’acqua, come la riduzione degli sprechi e il riciclo potrebbe contribuire a salvare il salvabile dell’attuale situazione idrica. Ma gestire le risorse idriche richiede un approccio cooperativo, bisogna investire in infrastrutture per la conservazione e la distribuzione dell’acqua – l’inadeguatezza della rete acquedottistica in Italia riscontra perdite ingenti – e nella ricerca di tecnologie per migliorare l’efficienza nell’uso idrico, come l’agricoltura di precisione ma anche per il trattamento e la desalinizzazione dell’acqua marina nelle regioni costiere. 

In Sicilia la crisi è allarmante, nell’assetata Basilicata l’immagine è ormai assodata ma in Italia si sta consumando il paradosso di un Paese impegnato al Nord a far defluire velocemente l’acqua in mare mentre il Sud non dispone di acqua dolce per vivere, produrre ed accogliere turisti, mentre al Nord i raccolti sono penalizzati dall’impossibilità di accedere a campi fradici d’acqua, al Sud i terreni sono aridi e resi produttivi solo da apporti irrigui in progressiva fase d’esaurimento. Uno spaccato d’Italia che vede in Lombardia, la portata del fiume Adda 3 volte superiore alla media, nel Lazio è sotto osservazione la situazione dei laghi vulcanici che, pur non rappresentando più da tempo una riserva d’acqua utilizzabile, restano un imprescindibile elemento di bellezza del territorio e biodiversità che risentono del calo idrometrico preoccupante. L’emergenza siccità è presente in ampie zone dell’Italia meridionale e nelle isole dove si è costretti a ridurre o, peggio, sospendere l’irrigazione con grave danno per l’ambiente, e soprattutto per l’agricoltura che, è bene sempre ricordarlo, produce cibo. Quanto si sta registrando in Sicilia, ha caratteristiche peggiori delle passate grandi siccità del Nord, mai era accaduto di dover abbattere capi animali per l’impossibilità di alimentarli e dissetarli e il pericolo per l’ittiofauna è crescente! 

Secondo lo scenario delineato dall’European Drought Observatory (E.D.O.), è allarme rosso per la grande aridità, anticipatrice della desertificazione, su oltre il 50% dei territori in Sicilia, Puglia e Basilicata, cui aggiungere zone costiere di Calabria e Sardegna, nonché zone localizzate lungo la dorsale appenninica e la fascia adriatica. È allarmante pensare come sia in corso la possibilità per alcune regioni di emungere acqua da pozzi contaminati da nitrati, pensando alle zone turistiche delle splendide regioni meridionali che calcolano milioni di ospiti nella stagione estiva. Le attività degli Osservatori per gli utilizzi idrici fanno riferimento alle situazioni corrispondenti a diversi scenari di severità idrica così individuati: 

Tuttavia sebbene molti serbatoi artificiali, presenti nel Mezzogiorno, grazie al surplus d’acqua invasata nei periodi piovosi, garantiscono comunque il fabbisogno necessario alla produzione agricola, i dati e le analisi condotte per i principali schemi idrici hanno consentito di rilevare la presenza di situazioni di differente criticità:

MEDIO per la Basilicata

ALTO per lo schema Basento-Camastra-Agri, per lo schema Frida (Matera), per l’invaso di Monte Cotugno, deficit per gli invasi dello schema dell’Ofanto e appare meno critica per l’invaso del Pertusillo

Vista la siccità in Basilicata è partita la campagna di sensibilizzazione “Ogni goccia conta” della Regione Basilicata in collaborazione con Acquedotto Lucano per sostenere il consumo responsabile dell’acqua da parte dei lucani e, in particolar modo, per i cittadini di 29 Comuni interessati tra cui il bacino idrico Basento-Camastra. La Regione Basilicata, attraverso l’iniziativa “Ogni goccia conta”, si impegna a educare la popolazione e a garantire un uso più sostenibile dell’acqua, mirando a preservare un bene essenziale per il futuro della comunità. L’obiettivo è la riduzione dei consumi di almeno il 20% entro il 20 agosto 2024 e, spiega la Regione, “Se questo non dovesse verificarsi sarà inevitabile procedere con le interruzioni”.  Il 5 agosto si terrà un incontro tra Dipartimento della Protezione Civile regionale, Acquedotto Lucano e i sindaci dei 29 Comuni interessati ai quali sarà somministrata un’ordinanza che riporterà le indicazioni sull’uso responsabile dell’acqua e le sanzioni da somministrare in caso di inottemperanza. Ogni singola goccia rappresenta il nostro impegno concreto e quotidiano per la salvaguardia di questo preziosissimo bene “acqua” e la campagna sottolinea quanto la responsabilità nell’uso dell’acqua sia collettiva e individuale, ciascuno è incoraggiato a prendere parte attivamente alla conservazione della risorsa idrica, poiché anche piccoli gesti quotidiani possono portare a un grande impatto se adottati da un’intera comunità. Con l’approccio dettagliato della campagna, si punta ad educare tutti i cittadini sui metodi di risparmio idrico, che spaziano dall’utilizzo di impianti più efficienti, alla manutenzione degli impianti già esistenti, fino ad arrivare a suggerimenti su come ridurre i consumi domestici e commerciali.

L’acqua è vita, energia, risorsa preziosa, preoccupati per il clima e per la disponibilità della risorsa, fare presto è una necessità, in un momento storico in cui, la variabilità climatica rappresenta una crisi, sono necessarie azioni e strumenti di recupero, riutilizzo e risparmio dell’acqua. Se nell’immediato sarà necessario definire un piano di razionamento dell’acqua per il futuro a cui andremo incontro con un clima sempre più africano, bisognerà rispondere adeguatamente all’emergenza climatica. Al momento non esistono soluzioni semplici ma dinanzi a tale criticità che investe il nostro Paese non dovrebbero sussistere confini politici, è essenziale che regioni e Paesi collaborino per gestire le risorse idriche. È necessaria una strategia idrica che dia vita a una nuova governance dell’acqua e bisogna accelerare, alla luce della nuova condizione climatica che si accentuerà negli anni a venire, ormai nulla è più rimandabile. Siamo artefici e spettatori dell’emergenza idrica che ci circonda e ci esorta a non assuefarci all’indifferenza, consapevoli del mondo dove l’acqua scarseggia, l’emergenza diventa il nostro riflesso: siamo custodi di un tesoro fragile e il disastro climatico ci ricorda che… ogni goccia conta!

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Sull' Autore

Insegnante lucana con la passione per la scrittura. Amo la mia terra sebbene per lavoro io risieda a Milano. Scrivere e condividere la passione per la scrittura e poter divulgare anche da lontano per rendere "maggiormente visibile" il nostro paese è uno dei miei desideri. Il mio paese natio è Rionero in Vulture.

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