POTENZA FA ACQUA .PERDITE IDRICHE PER IL 70%, ALLACCI ABUSIVI COMPRESI

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In Basilicata Il 62,1 per cento di acqua immessa nelle condutture viene persa per strada. A Potenza si supera il 70 per cento ed è la città italiana colabrodo per eccellenza. Normalmente in questi casi si dà la colpa alla fatiscenza della rete distributiva,  ma la parte più vecchia della rete, quella che passa per il centro storico della città è stata rifatta e tutto il resto appartiene ai nuovi insediamenti che non hanno o non dovrebbero avere problemi di vetustà. C’è un’altra causa che da molte parti viene ventilata ed è quella degli allacci abusivi. Come è successo per la rete fognaria, anche per quella idrica ci sono sospetti su un abusivismo importante, probabilmente di lunga data, e che ha giovato nei decenni dei passaggi di mano tra Comune di Potenza, acquedotto Pugliese e Acquedotto lucano, nelle cui pieghe molti allacci sono spariti alla gestione. Quello che è certo è che una verifica seria di queste perdite, derivanti o no da disfunzioni o da furti d’acqua, non è stata mai fatta, quasi per un disinteresse generalizzato, vuoi da parte di Acquedotto Pugliese, più interessato a portare l’acqua alla Puglia che a gestire le nostre reti, vuoi da parte di Acquedotto Lucano che ha ereditato i contratti trasferiti dal precedente gestore non preoccupandosi sinora di accertare il perché di questa discrasia tra quantità di acqua immessa nella rete e volumi di acqua addebitati nelle bollette. E’ evidente che in un caso o nell’altro di perdita idrica, questa disfunzione viene caricata sui cittadini , il che per una regione che è detentrice di questa importante risorsa si traduce in una vera e propria tassa aggiuntiva sulle famiglie.  Arrivare a capo di questo problema significa monitorare comune per comune la causa della dispersione e capire in quale parte del tragitto si rileva la perdita. Ma per evitare che passino altri decenni, sarebbe importante circoscrivere per ora la manovra ai quattro, cinque comuni a maggiore utenza, cioè i due capoluoghi più quelli superiori ai quindicimila abitanti. Per prima cosa, da parte dell’assessorato all’ambiente si mettano insieme tutti gli enti interessati per la valutazione del problema, poi si predisponga un piano operativo di monitoraggio dei vari tratti di condotta   che presentano le maggiori differenze tra volumi di acqua immessa e volumi di acqua pagata. Oggi ci sono tecniche e strumenti di controllo che consentono di rilevare dalla superficie  lo stato di salute delle condotte, sia attraverso il rumore dei flussi idrici, sia attraverso interventi con sensori da pozzetto a pozzetto. I mezzi ci sono e tanto basta, non sta a noi indicare il come ma solo la estrema necessità di recuperare una risorsa che anno dopo anno sta diventando preziosa e costosa. Il Sindaco di Potenza si ripieghi ad affrontare la questione , visto che la nuova stagione politica riporta, per volontà dei nuovi inquilini, in primo piano un ruolo di coordinamento sul territorio municipale  delle varie realtà che vi operano. La gente è stanca di sentirsi dire che si deve rivolgere altrove.  Incominciamo, per esempio a emanare una ordinanza che inviti gli eventuali fruitori di acqua non registrati ad Acquedotto lucano a mettersi in regola con i contratti, magari avvertendo che , non facendolo, una volta scoperti verranno denunciati per truffa. A meno che non si chieda a Salvini di emanare l’ennesimo condono.    

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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