GIAMPIERO D’ECCLESIIS: IL GORGO

0
Buongiorno ! Mi da un pacchetto di Philippe Morris? Certo! Oh mi scusi, non ho resto! E cominciato tutto così, quella mattina la tabaccaia non aveva resto, il mio sguardo ha vagato un attimo dietro le sue spalle e poi così, distinto, le ho detto: -Mi dia un gratta e vinci. Forse mi hanno attirato i colori di quei biglietti esposti dietro il bancone della tabaccheria, forse i titoli Miliardario, Milionario, davvero non so dire io sono di quelli che gioca mai. La signora con un sorriso mi ha allungato il biglietto. L’operazione di grattare via la copertura argentata che nasconde i simboli è un attimo, compaiono dei simboli, ho come la sensazione di aver vinto, leggo le istruzioni, poi chiedo alla tabaccaia che con un sorriso mi comunica che ho vinto 200,00 euro. Esco soddisfatto, ho comprato le mie sigarette e ho vinto 200,00 euro, la giornata mi pare più lieta, cammino soddisfatto, mi regalo un bella colazione al bar e vado in ufficio. Il giorno dopo mi ritrovo alla stessa tabaccheria, è la stessa tabaccaia che mi invoglia: -Bhè, si sente fortunato oggi? Ne compro un altro ma non vinco niente, mi dico -bhè dopo tutto ho vinto duecento euro ieri, non è stato difficile. Ne compro un altro-. Niente. Riesco dalla tabaccheria un po meno soddisfatto del giorno precedente ma sotto sotto eccitato, l’operazione di grattare il tagliando è rapida eppure… Eppure in quei pochi secondi ho sentito le farfalle allo stomaco, una sensazione di eccitazione forte, rivado in ufficio rilassato. Erano le mie prime giocate. Quante ne ho fatte da allora? Ho perso il conto, mi ha preso piano, prima i gratta e vinci, poi ho scoperto il lotto istantaneo e poi le scommesse. Il gioco è un gorgo lento, ti cattura piano, è come il fumo, ti ripeti lo controllo, dopo tutto sto solo spendendo i soldi della vincita ma presto, prestissimo ti ritrovi ad aver speso ben più dei 200 euro che avevi vinto, e le piccole modeste vincite che ogni tanto pure incaselli, 2 euro, 10 euro, 20 euro le bruci istantaneamente in nuovi tagliandi. Se sei fortunato non vinci per un bel pezzo e alla fine ti scoraggi e molli dopo aver restituito allo Stato ben più della tua vincita iniziale se, come me, ne incaselli un altro paio di vincite discrete duecento o cinquecento euro, fai presto ad essere perduto. Nella tabaccheria o nella ricevitoria delle scommesse il mondo resta fuori, fuori il lavoro, i problemi, la famiglia, fuori le notizie del giorno, fuori la tua vita, ci sei tu e il maledetto biglietto, tu e il maledetto pronostico e l’attesa della vittoria o del fallimento. Ho smesso di fumare cinque euro sono una giocata e non posso rinunciare per fumare, sento che presto arriverà la volta buona. Quando compri un miliardario non lo gratti più subito, lo assapori lentamente, gratti un simbolo alla volta con lentezza, all’inizio vedi chiaramente la vittoria, torni a casa con i soldi, cambia la vita, ti senti un altro. Gratti il primo simbolo. Già non sei più miliardario ma puoi sempre fare una vincita importante, ti dici non importa, metto a posto i debiti e mi resta abbastanza per star bene. Gratti il secondo simbolo. La vincita è minore, ripago i debiti e vaffanculo qualche soddisfazione pure me la tolgo. Gratti il terzo simbolo. Niente ancora. Potrei ancora recuperare, pago i debiti, magari non tutti ma andrebbe meglio. Gratti il quarto simbolo. Cristo no! Almeno uno, almeno uno, faccio un’altra giocata. Dio ti prego giusto qualche decina euro, ti giuro, ti giuro non li gioco, ti giuro li porto a casa. Gratti il quinto simbolo. Niente. Ho bisogno di soldi, devo giocare ancora, solo giocando posso recuperare. Un po di soldi…A chi li chiedo? Guardi il calendario. Cristo è ancora il 15 del mese. Quando arriva il 27? Esci dalla tabaccheria ed hai gli unici 15 minuti di lucidità della giornata, il down psicologico della sconfitta attenua per un attimo la follia e allora sei in panico. Non hai soldi, non hai pagato il prestito e la luce, non puoi chiedere soldi ai tuoi fratelli che aspettano ancora, da mesi, che tu gli restituisca quello che ti sei fatto fare con una scusa. Non ai tuoi amici che cominciano a tenerti a distanza. Non alla finanziaria che dopo la seconda rata non pagata ti ha bloccato la carta e ti tempesta di chiamate e lettere raccomandate. Ti guardi attorno con l’occhio da affogato, senza sapere come fare per tornare casa e affrontare tua moglie e i tuoi figli. Ma poi passa. Lentamente l’ondata di angoscia si ritrae come la risacca e riemerge piano piano il pensiero fisso: devo giocare, se gioco mi riprendo…Devo, devo! E man mano scendi giù, inesorabilmente, fino a rubare cose dall’ufficio, prima è solo un po’ di cancelleria, qualche piccolo pezzo da rivendere per due spiccioli, poi provi a rubare un computer, una stampante che rivendi per poche decine di euro che bruci subito per un paio di giocate. E ti sbattono fuori e perdi anche il lavoro. Alla fine, se nessuno ti viene a salvare, finisci per oscillare sotto una trave di legno, come un macabro lampione che non fa luce, attaccato per la gola alla cinta dei tuoi pantaloni in un estremo tentativo di fuga dallennesima marea di ansia e di angoscia che ti raggiunge dopo la millesima giocata andata a vuoto. Il signore di Torino è finito così. Passo sotto un cartellone pubblicitario del lotto istantaneo e provo unimprovvisa, bruciante vergogna.
NON GIOCATE, UNO STATO BISCAZZIERE È UNO STATO CANAGLIA.
Condividi

Sull' Autore

Giampiero D'Ecclesiis (Miles Algo) è un geologo. Forse anche per questo riesce ad amare la profondità dei luoghi e della terra. Poeta e scrittore pubblica i suoi racconti e le sue poesie in anteprima sulla pagina Facebook e sul suo blog. Nel 2008 presenta un libro di sue poesie dal titolo “Fantasmi Riflessi” cui segue, nel 2009, il suo primo lavoro narrativo “Vota Antonio, Viaggio semiserio in una campagna elettorale del 2009” (Arduino Sacco Editore). Nel 2012 per la collana “Scritture in metamorfosi” curata dall’Associazione culturale LucaniArt, pubblica una silloge di poesie dal titolo “Graffi nell’anima”. Con il suo racconto “150° Unità d’Italia – 20 luglio 1915, Isonzo” vince il primo premio della sezione Narrativa adulti del 1° Concorso letterario Nazionale “Premio Carolina D'Araio” e, sempre nella stessa occasione, con la poesia “Salendo al paese” il terzo premio della sezione Poesia adulti. Pubblica “Due avventure di Giovacchino Zaccana viaggiatore” in una raccolta di racconti editi dalla casa editrice Pagine nella collana “Nuovi autori contemporanei”. Nel 2014 pubblica il libro “Ipnotiche oscillazioni ed altre storie” Edizioni Universosud cui segue, nel 2015 sempre con la Casa Editrice UniversoSud, il libro di racconti “Giovacchino Zaccana – Appunti disordinati di viaggio”. Collabora con giornali e con riviste on line pubblicando poesie, brevi racconti e riflessioni di natura sociale e culturale. Ha un rapporto critico con il mondo che lo circonda. E’ curioso, irriverente. Odia ed ama la politica. Preferisce quella di prossimità. E’ capace di animare eventi complessi quando la letteratura, la musica, il teatro e la poesia possono restituire una occasione anche ai luoghi che vive. Così ha fatto rendendosi ‘testimonial’ del bisogno di spazi verdi fruibili nella sua amata Potenza, di luoghi da sottrarre all’amianto, all’incuria e all’abbandono.

Lascia un Commento