Le acque del fiume Basento possono essere utilizzate per fini potabili? I controlli da effettuare

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ESPEDITO MOLITERNI*

E’ noto a tutti che l’attuale emergenza idrica in Basilicata sta interessando oltre 150.000 cittadini di 28 Comuni lucani, tra cui il capoluogo di Regione; la carenza di acqua potabile sta provocando disagi alla popolazione e danni economici a tutte quelle attività commerciali ed artigianali che, per la natura del loro operato, non possono fare a meno di una costante erogazione di acqua.

Pertanto, i provvedimenti da prendere devono avere il carattere dell’urgenza e della tempestività, ma innanzitutto devono garantire la tutela della salute pubblica.

In questa sede non si vuole entrare nella dialettica, già in atto da alcuni giorni, circa la celerità degli interventi e le cause che hanno portato allo svuotamento così repentino, della diga, pare non del tutto riconducibili alla mancanza di piogge, ma si vuole dare un contributo all’individuazione di procedure atte ad eliminare qualunque situazione che possa essere di pregiudizio al benessere e alla salute della collettività interessata.

A questo proposito, si è appreso che, per far fronte alla grave carenza idrica, si è deciso di captare, all’altezza dei Comuni di Albano e Castelmezzano, le acque del fiume Basento per destinarle alla diga del Camastra in modo tale da garantire l’erogazione di acqua ai Comuni interessati.

E’ ovvio che, in tal caso, le acque provenienti dal fiume Basento, per essere utilizzate ai fini potabili, debbano essere monitorate continuamente sia a monte della diga che a valle dell’impianto di potabilizzazione prima di essere immesse nelle condotte idriche.

Ma veniamo ai problemi.

Risulta che a monte del punto di captazione delle acque del Basento, nel fiume sono immessi, oltre gli scarichi dei numerosi insediamenti agricoli, zootecnici e produttivi presenti dalla sua sorgente in poi, anche gli scarichi del depuratore del Comune di Potenza e della Sider e prima ancora l’area industriale di Tito che è classificata come SIN  nonché numerosi sversamenti effettuati nel tempo dalle varie attività produttive.

E’ noto che tutti questi scarichi, ai sensi della legislazione vigente, in particolare del decreto legislativo 152/2006, sono conformi per la loro immissione nelle acque superficiali ma, se queste ultime devono essere destinate al consumo umano e non alla semplice irrigazione di campi e frutteti, possiamo davvero affermare che la sicurezza dei cittadini sia salvaguardata?

E cosa fare per tutelare la salute pubblica?

Il tavolo tecnico dell’emergenza idrica, istituito presso la Regione Basilicata, ha ovviamente previsto numerosi controlli delle acque, ai fini del loro utilizzo per scopi potabili e ha precisato che i controlli analitici delle acque saranno predisposti secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

A questo proposito, va subito precisato che il decreto legislativo n. 23 del 2023 (norma che disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano, prevedendo i limiti da non superare per ciascuna sostanza in esse contenute) è migliorativo rispetto alla precedente normativa di settore, sia per aver esteso i controlli anche a numerose sostanze tossiche, sia per aver individuato procedure più stringenti per le modalità e i tempi dei controlli analitici.

Tutto bene? Nessun rischio, nessun problema per i cittadini lucani?

E’evidente che, in tale contesto, vista anche la natura e la provenienza delle acque provenienti dal fiume Basento, i principi di prudenza e cautela suggeriscono di adottare modalità e tempistica del controllo delle acque, sia a monte che a valle della diga, ancora più stringenti rispetto a quanto prevede la normativa di settore, monitorando tutti i parametri elencati nella tabella 1 del decreto legislativo n.23/2023, in particolare i composti chimici tossici come idrocarburi e benzene, oltre ovviamente i parametri microbiologici.

Inoltre, sarebbe opportuno adottare politiche di massima trasparenza, rendendo pubblici anche quotidianamente i risultati delle analisi, per la dovuta partecipazione dei cittadini ai processi decisionali e per favorire una più ampia conoscenza degli interventi adottati e dei loro esiti.

Si ritiene che un maggiore controllo delle matrici ambientali, qualora si presentino situazioni di un eventuale rischio, come quella appena descritta, sia fondamentale per le politiche di prevenzione e per la tutela della salute pubblica.

A tal fine, i nostri organismi politico amministrativi hanno il dovere di dare risposte.

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Sull' Autore

Espedito Moliterni. Lauraeto in Medicina, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, attualmente in pensione, ha ricoperto la carica di Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASM di Matera

1 commento

  1. Giuseppe Montagano il

    La precisione e la competenza di Espediro Moliterni e encomiabile e indiscutibile, encomiabile anche la fiducia che ripone nei responsabili , management tecnico-politico, deputati al controllo per una scelta così delicata come l’utilizzo a fini potabili de fiume Basento, io lo sarei molto meno anche perché non ci si preoccupa minimamente di offrire informazioni in merito in tempo reale e quindi poca accuntability.

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