L’ACQUA INQUINATA E GLI ESAMI…. DI COSCIENZA

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La vicenda del Camastra, al netto dei disagi prodotti a migliaia di famiglie lucane e delle polemiche conseguenti ad una sottovalutazione del problema, porta alla luce una situazione politico-istituzionale che va seriamente approfondita per trovare soluzione e risposte che ci preservino da altri accadimenti di questo genere. E’ emerso con nettezza come organi, enti e organismi vari si muovono sul nostro territorio al di sopra delle Istituzioni chiamate a governarlo, senza controlli di sorta, senza dar conto a nessuno e ad insaputa di chi, per volontà popolare, ha la rappresentanza della Basilicata. E’ una prima plateale risposta a chi temeva che con l’acquisizione della risorsa idrica da parte di una società controllata dallo Stato e parzialmente aperta ai privati, avrebbe non solo tolto la titolarità della risorsa alla nostra regione, ma anche la possibilità di controllarne il corretto utilizzo, la corretta preservazione del bene comune, la sua oculata gestione. Come per il petrolio, siamo i detentori fisici della risorsa, ma non siamo né protagonisti, né attori, bensì spettatori e qualche volta comparse per le sceneggiate che si mettono in campo, vedi la commedia del gas gratis, che gratis non è. E come per il petrolio, non riusciamo ad essere parte in causa, primo perché non siamo attrezzati per parlare da pari a pari, secondo perché politicamente soggiaciamo alle convenienze di partiti che sulle mani libere alle imprese hanno impostato la loro ascesa elettorale. Al più , sfruttando la protesta della  comunità regionale , si riesce a strappare qualche strapuntino, come il posto in consiglio di amministrazione della nuova Spa Acque del Sud.   Che da queste colonne avevamo sicuramente proposto e rivendicato, chiedendo però che fosse ufficialmente assegnato alla Regione che più fornisce acqua nel territorio meridionale alla intera utenza .Cosa che non si legge da nessuna parte, diventando così un favore fatto alla Basilicata, per far tacere il popolo,  ma non l’esercizio di un diritto della Basilicata, come Istituzione chiamata a co-governare la risorsa. La vicenda della Camastra, con direttive che vengono eseguite senza informare neanche la Regione, chiama dunque la politica regionale ad interrogarsi sulle cose da fare, per non ricadere nella sudditanza del settore petrolifero. Ed è sacrosanto la richiesta dell’opposizione di affrontare in aula tutti i problemi che sono emersi, da quelli emergenziali, a quelli normativi. Perché delle due l’una: o questa baraonda di enti che gestiscono l’acqua, dall’autorità di distretto, all’ex Eipli, alla Acque del Sud spa, alle autorità di vigilanza sugli invasi ,  ignorano la Regione , ed è questo un problema da risolvere non potendo ammettere che essa venga privata perfino dell’informazione preventiva circa interventi da fare sul suo territorio , oppure questa informazione c’è stata e non sono state valutate le conseguenze, apportati cambiamenti , suggerite opzioni o soluzioni complementari che pure c’erano ( vedi l’acqua del lago di Pignola che poteva , senza costi aggiuntivi, immettersi nei serbatoi della parte bassa di Potenza) e sopratutto allertate per tempo le professionalità necessarie a gestire una emergenza che aveva implicazioni di salute pubblica, cosa che è avvenuta sull’onda delel proteste di piazza. . Se poi il tutto lo inquadriamo nella visione politica di una destra che toglie ai poveri per dare ai ricchi, affonda il sud per potenziare il nord,  si appropria delle risorse territoriali senza dare nulla in cambio agli espropriati, scavalca le Regioni per la localizzazione delle pale eoliche togliendo loro l’autorizzazione ( e speculando, qui da noi, sul fatto che da vent’anni non si riesce a fare un piano paesaggistico per proteggere i luoghi di pregio ) allora si capisce come anche questo Governo regionale faccia parte della schiera di chi ci vuole ancora più deboli e ancora più indifesi,  possibilmente destinati tutti a lasciare campo libero agli avventurieri e agli accaparratori per fini privati di risorse pubbliche. La maggioranza dei cittadini lo ha votato però, sperando sempre in un cambiamento che non arriva.  Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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