LA SPAGNA E’ LA VERA SFIDA

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ROCCO SABATELLA

ROCCO SABATELLA

L’appuntamento, quasi decisivo, è per il 6 ottobre prossimo quando allo Juventus Stadium si incontreranno l’Italia e la Spagna per stabilire chi, momentaneamente, avrà la leadership del girone G. Perché chi dovesse uscire con i tre punti da questo match potrebbe avere la via spianata verso il primo posto. Quindi si capisce molto bene che la nazionale di Ventura non potrà permettersi altri risultati se non la vittoria se vuole mantenere intatte le chances di andare in Russia nel 2018. Gli altri due risultati non farebbero che mettere la Spagna in una botte di ferro anche in considerazione del vantaggio di giocare il ritorno in casa. E’ inutile girarci intorno: tra Italia e Spagna usciranno sicuramente sia chi va direttamente alla fase finale che la formazione che si affiderà agli spareggi per ottenere lo stesso risultato. Le altre nazionali, inserite nel girone G, Albania, Macedonia, Israele e Lichtenstein non sono in grado di poter insidiare le furie rosse e gli azzurri. Nemmeno l’Albania del tecnico italiano De Biasi che tutti si stanno affannando a dipingere come una squadra da temere e che potrebbe fare da terzo incomodo per inserirsi nel duello titanico tra Italia e Spagna. In virtù del fatto che gli albanesi hanno fatto il miracolo di partecipare agli europei. Appunto si è trattato di un miracolo e i miracoli accadono una volta sola. Tra l’altro il 2016 andrà ricordato come l’anno dei miracoli nel calcio: oltre all’Albania, lo scudetto del Leicester in Inghilterra e ieri il primo punto della sua storia per il Kosovo, nazione n.210 della Fifa. Ma tra le due superpotenze del girone G e gli atri esiste ancora un divario enormesul piano tecnico e l’unico errore che potrebbe favorire gli albanesi lo potrebbero commettere spagnoli e italiani se si azzardassero a sottovalutare gli uomini del tecnico italiano. Per cui la vittoria italiana ad Haifa rientra assolutamente nella normalità ed anzi ci siamo quasi stupiti che gli azzurri  abbiano sofferto tanto per portare a casa i tre punti. Né regge il fatto di aver giocato in 10 per lunghi tratti dopo l’espulsione di un Chiellini ancora non al meglio della condizione. Primo perché, tutto sommato Buffon in questo lasso di tempo ha fatto una sola parata degna di questo nome e sempre in 10 uomini gli azzurri hanno dilapidato conEder e  Immobile, autore della rete sicurezza, altre clamorose occasioni per largheggiare nel punteggio. Le partite che contano sono quelle con la Spagna. Anche se un successo, seppur preventivato alla vigilia, fa sempre bene ed aumenta l’autostima. Dopo la sconfitta con la Francia e le prime critiche al neo Ct, Ventura è sbottato dicendo che il periodo di Conte era finito e che con lui cominciava un nuovo corso.  Ha perfettamente ragione il commissario tecnico nel pretendere ciò, ma  è anche normale che la critica possa ricordare tutte le cose positive che gli azzurri facevano sotto la guida di Conte perché le possano ripetere. E non ci riferiamo al modo di stare in campo o al modulo: ma a fattori che prescindono schemi e giocate e che invece attengono ad un’altra caratteristica che con l’attuale allenatore del Chelsea funzionava alla grande: la grande intensità in campo, la determinazione e l’agonismo al massimo. Oltre che  una organizzazione di squadra molto funzionale e in cui ognuno degli interpreti sa perfettamente quello che deve fare. Queste sono armi che ogni allenatore deve sempre oliare e sulle quali battere a piè sospinto in ogni allenamento. Perché possono contribuire in maniera determinante a sopperire anche a deficit di natura tecnica. Come era successo ai campionati europei quando Conte non ha potuto contare, e scusate se è poco, su due elementi fondamentali per il centrocampo: Verratti e Marchisio entrambi indisponibili per infortunio. Per fortuna di Ventura il centrocampista del PSG ha superato il problema della pubalgia e si è impossessato alla grande delle chiavi del centrocampo azzurro. Quando sarà disponibile anche Marchisio, il tasso tecnico del centrocampo sarà ancora maggiore. Mentre per l’attacco dobbiamo ricordare a Ventura quanto già detto in un altro articolo precedente: dal prossimo raduno di inizio ottobre per le gare con Spagna e Macedonia deve puntare, senza il minimo dubbio, su Berardi titolare in coppia con Pellè. E le ragioni di questa scelta le abbiamo già spiegate in precedenza.

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Rocco Sabatella...

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