ESSERE “MERIDIONALI “AL GIORNO D’OGGI

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CATERINA ARRIGONI

CATERINA ARRIGONI

Sono orgogliosamente meridionale”,

lo diciamo quando siamo criticati per un modo di pensare o di comportarci che ‘altri’ non condividono, ma a me non piace perché sa troppo di ripicca, di rabbia, e può significare che il luogo in cui siamo nati è speciale, o addirittura  superiore a quello degli altri. Leggo spesso di espressioni dispregiative nei riguardi dei meridionali e me ne dolgo, fermandomi poi a riflettere sul perché di tanta malevolenza da parte dei settentrionali.

Non torno indietro, alla storia dell’Italia divisa in due parti, non all’entusiasmo semplice e appassionato di Garibaldi né al misticismo Mazziniano o alla diplomazia aristocratica di Cavour, perché se è inconfutabile che il vissuto storico caratterizza un popolo, è vero anche che l’evoluzione intellettiva, culturale, economica e tecnologica, dovrebbe servire a cambiare i vecchi modelli comportamentali, e a migliorarli.

E’ innegabile, e forse naturale,che vi siano differenze tra il modo di vivere dei meridionali e quello dei settentrionali, considerate le caratteristiche peculiari dei diversi territori, del clima, della cultura, ecc.ecc., e pur non avendo io alcuna intenzione di darne giustificazione, ne riconoscerò qualcuno,con la necessaria obiettività.

Il Sole ha più luce e più forza al sud, le giornate sono più lunghe, perciò,  indossiamo grandi cappelli messicani e allunghiamo i tempi delle nostre attività.

L’attaccamento alla famiglia è morboso, cosìi giovani sono meno indipendenti e acquisiscono tardivamente quella responsabilità che serve agli uomini per entrare in una società civile.

La caratteristica più vistosa e deprecabile è la superstizione, e la visione quasi preistorica che abbiamo della religione.

Ed è riprovevole il modo in cui si riesce a giustificare la violenza per difendere l’onorabilità, mentre quell’arte di arrangiarsi, che ci fa quasi tenerezza,  spesso è solo un pericoloso confine tra  legalità e microcrimine.

E quando nelle statistiche vediamo i picchi di criminalità nei nostri territori, diciamo che una delle cause maggiori è la povertà, ma io sono dalla parte di chi sostiene che è piuttosto lo scontro tra ricchezza e povertà nello stesso territorio a creare tensioni, invidie sociali e violenza.

Quando al sud, soprattutto nelle piccole città, ci sono imprenditori attivi, creativi, che hanno successo, si alzano voci  di critica e di sospetto, che sono effetto proprio dell’invidia di chi non accetta quel successo e si sente trascurato, abituato da sempre ad essere aiutato da una politica  in obbligo con chi non ha voglia di impegnarsi. Al nord, lo stesso imprenditore riceve stima, fiducia e proposte da altre imprese, viene stimolato a fare di più e meglio.

Qualcuno allora dirà che è l’ignoranza, ma io non concordo, perché il Sud ha un numero di laureati superiore al nord.

Al settentrione i giovani sono più indipendenti, e il desiderio di libertà li porta fuori dalla famiglia e dalla scuola molto prima dei nostri.  Al sud i giovani fanno una scelta diversa, per certi versi di maggior sacrificio, allungandosi fino a conseguire la laurea, tanto, nessuna industria è lì ad aspettarli, come succede (o forse succedeva) al nord, e finchè studiano è la famiglia che continua a mantenerli.

Ma la laurea,è vero, non sempre ci migliora, forse ci offre solo più possibilità di lavoro, e la nostra ‘meridionalità’, se non sarà riconosciuta e corretta nelle sue esasperazioni, continuerà a condannarci a quella malevolenza che, tra l’altro, non tutti meritiamo.

Non è solo la laurea che serve in una società civile, occorre la consapevolezza che essere criminali non conviene, che ritenere una legge ingiusta non ci autorizza a farcene una nostra, ma a batterci per cambiare quella che c’è.

Sono meridionale si, ma senza quell’orgoglio rabbioso, senza vergogna, risentimenti e rabbia, per nascita, fiera solo della mia fermezza morale,  consapevole delle mie debolezze, delle differenze con altre persone, con altre razze e per diversi motivi. Ma non me ne preoccupo, perché ho la coscienza di vivere senza infastidire o sopraffare gli altri, criticando civilmente ed evitando ogni forma di violenza.

Diciamolo, e poi diamoci da fare!

 

 

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Sull' Autore

Laureata in Scienze Politiche presso Università di Bari. Diplomata presso Trinity College sede di Bari. Esperta in legislazione sociale. Docente presso Scuola Euroamericana di Bari Direttore/Coordinatore amministrativo MCTC Potenza Rappresentante legale contenzioso pensionistico presso la Corte dei Conti Esaminatrice patenti A/B/C/CQC Esperta Autotrasporto persone e cose nazionale e internazionale presso CMR Responsabile servizi di Polizia Stradale Docente di "Sicurezza Stradale" presso le Scuole di istruzione secondaria di Potenza e Provincia.

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