A Matera, il Partito Democratico, non riesce ad entrare in partita. Ad onore del vero, per ora, la partita si sta giocando sui quotidiani e sui social a forza di lancio di candidature apicali. Si susseguono iniziative “culturali” nelle quali, velatamente, decine di candidati (naturalmente) a sindaco, esplorano i meandri dello scibile per contare le presenze in sala. A girare per convegni e incontri, però, sono i soliti curiosi, oltre ai rispettivi amici e annoiati pensionati, cultori del sapere. Tutti alla ricerca del da farsi, di una ispirazione o di un segnale di forza da parte dell’uno o dell’altro candidato, cosi da proporsi come sostenitori o, nella migliore delle ipotesi, come candidati.
Un processo che poco ha a che fare con la democrazia vera, nella quale, in ordine, verrebbero prima le idee, poi i programmi, poi la condivisione e infine, la scelta del candidato sindaco. Oggi è tutto cambiato. Non essendoci idee, né uomini in grado di proporne, né partiti organizzati, si parte dalle autocandidature per poi scendere a valle, dove, un nuvolo di candidati (se ne prevedono non meno di 900), dovranno dar vita a liste e listicine di supporto, speranzosi di avere un risultato premiante. Un modello che origina già dalle ultime elezioni regionali con Angelo Chiorazzo autoproclamatosi candidato presidente e che ha voluto mettere il carro davanti ai buoi, non riuscendo a vincere la partita. Lo stesso Chiorazzo che, nel disordine generale della situazione materana, immagina quale capolista un nome del suo movimento, forte della promessa di sostegno da parte del Partito Democratico potentino. Per altro verso, i nomi da lui proposti, e cioè i vari Monaco, Marranzini, Corazza e, non per ultimo, Vizziello, non sembrano incontrare alcuna condivisione, a partire da Muscaridola, tornato in pole per la guida del partito dopo la debacle degli ultimi avvenimenti politici, leggi sfiducia a Bennardi, e sconfitte varie . A scanso di equivoci, il segretario regionale del Pd Lettieri, da Potenza fa sapere che a Matera continua il confronto democratico tra le varie, troppe, anime interne, e che, il fatto di aver indicato una delegazione regionale per le trattative non equivale ad commissariamento bensì ad un rafforzamento della posizione della dirigenza locale. Non la pensa così il consigliere Roberto Cifarelli, che ha replicato sospendendosi dal partito. A strabordare di gioia è l’ex consigliere regionale piddino, Vincenzo Santochirico, a cui sia il movimento di Chiorazzo che lo stesso Muscaridola guardano con un certo interesse. All’avvocato materano, però, Cifarelli e i suoi, ricordano che tutti gli incarichi avuti negli anni, sono ascrivibili alla militanza nel Partito e non certo a meriti personali. Un tentativo di riportarlo a miti consigli che però sembrerebbe fallito sul nascere; così come fallito sembra essere il tentativo di contrastare l’autocandidatura del già deputato Salvatore Adduce con l’indicazione dell’imprenditore Uccio Antezza. Insomma una serie di problemi che Cifarelli e la dirigenza locale,secondo alcuni, non hanno saputo affrontare con la dovuta determinazione. Questa è almeno l’accusa che viene mossa più direttamente al giovane segretario cittadino, Gravela . Nel frattempo, un potenziale candidato sindaco per il centrosinistra, si fa il nome di Nico Trombetta, se ne sta in rigoroso silenzio, convinto che un profilo basso puo’ creare le condizioni di una convergenza. R.R.