Viene lo sconforto nel constatare che nel 2025 beghe di paese e contrapposizioni personali debbono avere la meglio sulle cose realizzate e sugli interessi generali di una comunità. Quello che sta avvenendo nel gruppo lucano della Protezione civile è segno di una terra che non sa crescere e che alla prima occasione getta il bambino con tutta l’acqua sporca. Tutti sanno che la protezione civile è nata a Viggiano e che da questa località si è espansa in gran parte del Meridione, mietendo successo e soprattutto acquisendo solidarietà e partecipazione. Una ascesa che ha reso famosa la Basilicata , fino a quando la politica non ne ha capito il valore elettorale , inserendosi inopportunamente e creando divisioni , nel tentativo di portare acqua al proprio mulino, inserendosi nelle elezioni per il rinnovo delle cariche e creando fratture personali. Il risultato è lo sfascio generale del gruppo , braccio di ferro tra persone, e carte bollate. In questa diatriba , condannata dall’opinione pubblica, con commenti e rpèrese di posizione, si è inopportunamente inserito anche il Sindaco di Viggiano Cicala che ha praticamente chiuso i locali a suo tempo dati in concessione alla Protezione civile. Anziché sforzarsi di convocare le parti in causa e di lavorare per una composizione dellla vicenda , il primo cittadino ha decretato lo stop dell’attività in una sezione che è considerata il Centro di nascita della Protezione civil lucana, con tanto di attrezzatrure scientifiche e logistiche, che vanno dai sismografi per il monitoraggio di una zona di grande sismicità, alle cucine da campo, al notevole parco di autoambulanze e mezzi di soccorso. Il tutto con giustificazioni che fanno ridere se non si trattasse di una faccenda seria. Con un segretario della sezione , l’ex presidente Priore, eletto il 27 gennaio scorso a Viggiano, il Sindaco verga una delibera , in data 31 gennaio ,con la quale gli si addebita la mancata pulizia del piazzale nei tre anni precedenti ,alla cui gestione il neo eletto segretario era assolutamente estraneo. Un mezzuccio per eliminare una persona scomoda, o ,come dicono alcuni, per ritornare in possesso di una sede che puo servire ad altri scopi, elettoralmente più vantaggiosi. A prescindere dalla gravità dell’atto, che butta nell’immondezzaio ,anni di sacrifici e di gloriosa crescita di una Protezione civile nata e cresciuta a Viggiano, nessuno che si ponga il compito di interrompere questa disfida paesana e che sta portando alcune sezioni estra regionali, del Cilento come della Calabria, a prendere le distanze dalla Basilicata, col risultato che, venendo meno il numero di sezioni partecipanti, si perderà anche l’abilitazione ad operare a livello nazionale e internazionale. Ecco dove porta la mentalità paesana di certi personaggi e la miopia di certi politici. C’è qualcuno in Regione che voglia affrontare il problema ? Rocco Rosa
LA SCANDALOSA VICENDA DI VIGGIANO
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