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PIO ABIUSI*

La Giornata Nazionale del Paesaggio fu istituita nel 2017 dal Ministero della Cultura come celebrazione del valore della preservazione del territorio e verifica della strategia di tutela ambientale.Ultimamente però è divenuta una sorta di rito per “parlare” di paesaggio in maniera retorica e con l’intento di salvarsi l’anima.  Con le passate amministrazioni regionali , a fronte di un Protocollo d’;Intesa tra gli ex MIBAC, oggi MIC, e MATTM , oggi MASE, si instaurò una proficua collaborazione istituzionale per garantire una corretta gestione del territorio, un’efficace ed efficiente tutela e valorizzazione dei suoi caratteri paesaggistici,storici, culturali e naturalistico-ambientali. Le parti dopo aver individuato la metodologia avviarono apposita istruttoria e giunsero alla individuazione delle aree e dei siti non idonei. Tra le aree e siti non idonei all’istallazione di impianti alimentati da F.E.R. furono inseriti i siti patrimonio mondiale dell’UNESCO. Per i Sassi ed il Parco delle Chiese Rupestri di Matera che sono Patrimonio dell’Unesco IT670 fu  individuato un buffer di 8000 metri per l’installazione di impianti eolici di grande generazione. La Legge Regionale n. 54 del 30 dicembre 2015, recepì i criteri per il corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio degli impianti da fonti di energia rinnovabili ai sensi del D.M. 10/9/2010. Oggi, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica -MASE- ha pubblicato un decreto il 21 Giugno 2024 che disciplina l’individuazione di superfici e aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili. Il decreto è stato pubblicato dal ministro competente di concerto con il ministro della cultura ed il ministro dell’agricoltura, della sovranita’ alimentare e delle foreste, esso ha tra le finalità quello di stabilire i principi ed i criteri omogenei per l'individuazione da parte delle Regioni delle superfici e delle aree idonee e non idonee all’installazione di impianti a fonti rinnovabili. Le Regioni, garantendo l’opportuno coinvolgimento degli enti locali, debbono individuare sul rispettivo territorio le superfici e le aree idonee e quelle non idonee e poi ancora altre superfici ed aree sottoposte a regimi particolari .Le Regioni possono individuare come non idonee le superfici e le aree che sono ricomprese nel perimetro degli altri beni sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”. Le Regioni possono stabilire una fascia di rispetto dal perimetro dei beni sottoposti a tutela di una ampiezza differenziata a seconda della tipologia di impianto, proporzionata al bene oggetto di tutela, fino ad un massimo di 7 chilometri. Il Ministero della Cultura è competente ad esprimersi in relazione ai soli progetti localizzati in aree sottoposte a tutela. Tra le 11 regioni che ad oggi non hanno ancora avviato l’iter per la definizione delle Aree Idonee e di conseguenza quelle non idonee vi è la Basilicata. In Regione si fanno sonni tranquilli. Non vogliamo allargare il campo sia territorialmente sia a tutti i progetti relativi alle F.E.R., Intendiamo limitarci al sito UNESCO che riguarda Matera ed al quale fu posta molta attenzione quando fu varata la L.R. 54/15 che prevedeva un buffer di 8 Km, oggi quel buffer deve essere  ridotto a 7 Km., poco male ma va normato! La Regione adotti il provvedimento per la definizione delle Aree Idonee o non Idonee altrimenti si attiveranno i poteri sostitutivi dello Stato in attuazione della direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2018, sulla promozione dell’uso dell’;energia da fonti rinnovabili. Abbiamo detto che ci soffermiamo solo sui progetti di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni che riguardano il territorio materano per la parte che vanno ad incidere sul buffer di 8 Km previsti dalla LR 54/15 e che comunque rientrano anche nei limiti di 7 Km. previsto dal D.M. Del 21-6-24 essi sono ben quattro allo stato attuale e cioe:”Masseria Terlecchia Piccola”,costituito da 7 aerogeneratori di potenza nominale pari a 7,2 MW ciascuno, “Serra Brizzolina”, costituito da 7 aerogeneratori di potenza unitaria pari a 6,6 MW , “Matera”, costituito da n. 14 aerogeneratori, di cui 5 da 6,0 MW e 9 da 6,6 MW,”Iesce”, composto da 7 aerogeneratori di potenza nominale pari a 6,8 MW. Il totale delle Pale eoliche previste sommano a 35. La Regione Puglia ha previsto nella normativa che riguarda il DM del 21 Giugno 2024 un buffer di 5 KM per la distanza di riguardo dai siti Unesco, potremmo essere interessati per quegli impianti previsti ai confini materani e cioè Laterza, Santeramo e Ginosa e ricadenti in territorio pugliese. La Regione Basilicata si sveglierà mai o continuerà a fare sonni tranquilli?
* Associazione Ambiente e Legalità
Pio Abiusi
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