ACQUA, L’AUTORITA’ DI BACINO SUONA L’ALLARME: ELEVATA CRITICITA’

0

PIETRO SIMONETTI

Dati monitoraggio osservatorio utilizzi idrici, Autorità di Bacino Distretto Appennino Meridionale (25
Marzo 2025).

Comparto Potabile:
invasi del sistema EIPLI Lucano: al momento l’evoluzione della disponibilità evidenzia un grado di
criticità elevato per l’invaso di Monte Cotugno quanto per l’invaso del Pertusillo;
Schemi idrici Lucani: si conferma la severità idrica «elevata» per lo schema Basento-Agri-Camastra,
mentre risulta «media» per il restante territorio regionale;
In sintesi, il livello di severità idrica risulta,
Per il comparto potabile:
• «elevato» per i territori serviti dallo schema Basento-Camastra-Agri
• «medio tendente ad elevato» per i territori delle intere regioni di Molise e Puglia e per le province
di Avellino, Benevento e Chieti;
• «medio» per la Basilicata (ad eccezione dello schema Basento-Camastra-Agri), la Calabria (ad
eccezione delle province di Reggio Calabria e Crotone), le province di Caserta, Napoli e Salerno;
• «basso tendente a medio» per l’area del Fucino (sub-ambito marsicano), in Abruzzo.
Per il comparto irriguo:
– «alto» per la Basilicata, la Calabria e la Puglia;
– «medio» per il restante territorio distrettuale.

I dati disponibili evidenziano per la diga del Pertusillo, nelle diverse ipotesi di afflusso in diga e
nell’ipotesi di erogazione “standard”, che:
Erogazione “standard” allo stato non sostenibile, in quanto il volume d’invaso registrato risulta
inferiore di circa 15 Mmc rispetto al volume previsto in condizioni di afflusso con rischio di deficit
D(0,20).
I dati disponibili evidenziano per la diga di Monte Cotugno, nelle diverse ipotesi di afflusso in diga e
nell’ipotesi di erogazione “standard”, che:
Afflusso con rischio di deficit D(0,20): erogazione “standard” non sostenibile, con azzeramento del
volume d’invaso;
Afflusso con rischio di deficit D(0,50): erogazione “standard” al limite della sostenibilità, con volume
minimo residuo previsto comunque non superiore ai 40 Mmc;
Anche nel caso di afflusso superiore a quello con rischio di deficit D(0,50), con l’erogazione standard è
poco plausibile che si possano recuperare i volumi necessari ad assicurare la regolazione dell’invaso
con un compenso pluriennale;


Sarebbe necessario un continuo monitoraggio, una analisi accurata degli scenari e una comunicazione
trasparente del rischio alle parti coinvolte e alla comunità nell’evoluzione delle varie fasi di severità:
normale (verde), bassa (giallo), media (arancione), alta (rosso), al fine di evitare il ripetersi della
gestione del 2024 per la Camastra, quando la comunità ha scoperto a diga quasi vuota di non avere
altre fonti di approvvigionamento.

Condividi

Sull' Autore

Pietro Simonetti

Lascia un Commento