IL PRECARIATO E L’INCONSISTENZA DELLA LOTTA SINDACALE

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ARMANDO TITA*

Le manifestazioni unitarie dei metalmeccanici FIM, FIOM e UILM di questi giorni in Italia e in Basilicata ci riportano ai momenti più belli delle lotte sindacali della mia generazione, tutti uniti, movimento studentesco e movimento operaio, per il rinnovo dei contratti e per l’Equità dei comportamenti e dei provvedimenti.
E’ un piccolo lumicino di speranza che vogliamo sottolineare pur in presenza di una crisi strutturale della triplice sindacale unitaria CGIL CISL e UIL ridotta, ormai, a brandelli.
Il Valore dell’unità sindacale CGIL CISL UIL non è stato mai recepito dalle giovani generazioni nella sua vera essenza. Pochi sono i giovani che credono nel Sindacato, attento nella difesa degli occupati, ma insensibile verso le problematiche dei nuovi ingressi .
I Giovani non si iscrivono al Sindacato perché lo ritengono inutile in quanto c’è troppa precarietà nel
nostro mercato del lavoro. Precarietà non gestita e né contemplata dalla Triplice Sindacale.
Basterebbe soffermarsi per un attimo sui mille annunci e sulle richieste di stagisti curriculari ed
extracurriculari con offerte che non superano i 600 euro di cosiddetto rimborso, il più delle volte con un impegno a tempo pieno. Una forma di vero schiavismo camuffato da percorso di studio mai attenzionato seriamente dalla Triplice CGIL CISL e UIL.
Seguendo i dati del Ministero del Lavoro gli stagisti e i tirocinanti nel solo 2023 sono stati 284mila.
Di questi solo la metà ha coinvolto giovani under 25. Molti diventano stagisti anche in età adulta per
reinserirsi sul mercato. In questa arida materia il Parlamento europeo cerca una soluzione con Nicola Zingaretti nominato “rapporteur” per la Direttiva di cui trattasi.
Lo scoglio principale per imporre ai 27 Membri di vietare gli Stage gratuiti, comunque, resta da sempre l’articolo 153 dei Trattati sul funzionamento della UE, perché la retribuzione è un tema di competenza esclusiva degli Stati Membri . In ogni caso ci vorrà del tempo.
Il Parlamento dovrebbe votare la nuova bozza non prima di luglio, poi la direttiva andrebbe al trilogo. (Il negoziato informale tra Parlamento europeo, Consiglio dell’Unione e Commissione UE)della serie “campa cavallo che l’erba cresce…”
A quel punto la palla passa agli Stati membri che entro due anni dovranno recepirla, se tutto va bene per l’estate 2027. E’ un ulteriore piccolo esempio della terrificante burocrazia europea perpetuato ai danni delle giovani generazioni. L’Italia, la Basilicata, il Sindacato dormono sonni tranquilli, il serio problema degli stagisti e dei tirocinanti non se lo pongono, navigano tra stupidi annunci propagandistici del governo nazionale e regionale e vecchi tabulati ideologici della CGIL e dei COBAS. (Transeat sugli altri Sindacati Confederali e Autonomi del tutto imperturbabili e indifferenti). Tutti uniti nella insipienza generale mentre l’Italia conquista un altro primato negativo…siamo all’ultimo posto tra i Grandi Paesi nella classifica degli stipendi reali. Un Primato negativo che crea ulteriore rassegnazione e distanze siderali tra paese cosiddetto legale e paese reale.
La proliferazione dei Contratti non stipulati dai Sindacati rappresentativi continua a creare una giungla non ancora sanata. Mettere ordine in questo confusionario sistema degli “stage e dei tirocini curriculari ed extra curriculari” significa coltivare rispetto verso i giovani che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro e, soprattutto, verso quei cinquantenni che il lavoro lo hanno perso definitivamente. Cari Sindacati, Cari Partiti, Cari Governi Nazionale e regionale conoscere l’evoluzione dei trattamenti economici e normativi dei lavoratori/stagisti/tirocinanti significa creare i presupposti e le premesse per dare certezza e garanzie.
Certezze che costituiscono il parametro di riferimento per garantire diritti minimi di rilievo costituzionale agli stagisti e ai tirocinanti, come quello relativo alla minima retribuzione proporzionata e sufficiente (art 36 della Costituzione)necessari all’ottenimento dei trattamenti previdenziali adeguati. Tante sono le intese costruite artatamente a tavolino da Sindacati “Gialli” “ratificati” e ammessi dal CNEL e dal Governo, in forma sparsa e sporadica, della serie…”ognuno può difendere spudoratamente i suoi interessi e i suoi iscritti… calpestando norme costituzionali e diritti” con una scomposta mutevolezza delle proposte e degli indirizzi…impressionante.
Noi illusi e mai collusi con i finti “benefattori” odierni di Sistema auspichiamo Sindacati veri, difensori del diritto e paladini della equità e della corretta applicazione delle norme, a cominciare dalla lotta seria al precariato selvaggio.

*SOCIOLOGO

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