Il festival “CITTA’ DELLE CENTO SCALE “ è ormai giunto alla settima edizione :Volendo dare un giudizio sull’iniziativa non posso fare altro che associarmi a quello che sostiene Dino De Angelis nel suo articolo pubblicato su questo stesso giornale , e cioè “che la città, attraverso queste iniziative, encomiabili ed efficacissime, ma scollate, abbia lanciato un guanto di sfida ai suoi amministratori e, nel procedere con ostinazione in tutta una serie di attività, le sta implicitamente rivolgendo una domanda: “tu adesso che ruolo vuoi svolgere in questo proc
esso ormai chiaramente avviato ?”.
Ma voglio collegarmi, in particolare , ad uno degli avvenimenti ::l’inaugurazione ( avvenuta nella serata di sabato 17 u.s.,) di quello che veniva indicato nel programma come “Il Giardino in Scala” ; l’arredo, cioè, con un tappeto di verde, della scalinata Rampa Leopardi ,conosciuta appunto come le “Cento Scale”. Ho seguito lo svolgersi dei lavori di allestimento, ho potuto constatare la passione e l’entusiasmo profuso dalla troupe che ha eseguito i lavori e quella vitalità mi ha davvero impressionato perché stavo toccando con mano qualcosa che pensavo scomparsa in questa città : la voglia di fare, di realizzare, di creare. L’impressione .che ne ho dedotto è quella che la direzione potrebbe finalmente essere quella giusta anche se la nave ancora segue una rotta zigzagante dovuta manifestamente alla mancanza di un timoniere.
Dalle foto che corredano questa nota un occhio esperto può chiaramente constatare lo stato di degrado dovuto all’assenza di manutenzione da parte della mano pubblica e gli sforzi che i privati hanno cercato di fare per mascherare lo stato di abbandono di opere ,( già discutibili per se stesse) quali la fontana (mai funzionante e perennemente piena di melma e di spazzatura) e l’affaccio in cima con un apprezzamento dell’opera fatto con la bomboletta e più volte reiterato anche se cancellato. (Vox Populi ….)
Si è trattato , per il momento, di una provocazione culturale, qualcunodice ” roba da intellettuali, “ ma che, come tutte le rivoluzioni, non può avere successo se non coinvolge fasce sempre più larghe di gente; anche quelle che la cultura per tanti motivi non l’hanno ricevuta e che è proprio il primo dovere di queste manifestazioni porgere.
Penso che sarà un’opera difficile abbattere la barriera creata fra cittadino e Istituzione; il cittadino chiede poco; cose modeste come la pulizia più assidua delle strade del quartiere , la sostituzione di una lampadina fulminata in un lampione, la presenza di un vigile ecc..ecc..ma, siccome tali interventi non fanno pubblicità,, il politico e l’amministratore comunale non se ne curano salvo a risvegliarsi quando si devono fare operazioni “ad effetto ““ come manifestazioni del genere in cui compaiono per reclamare parte del merito.ere. In tale occasione compare d’incanto la nuova lampadina ( al posto di quella fulminata ) e si dissolve d’incanto quel “ muro di gomma “ opposto al cittadino quando si sente rispondere :” non è di mia competenza” ..
Nello stesso tempo,nel mio piccolo mi sento di suggerire ai promotori di manifestazioni come questa:: Cercate di tenere il profilo basso ; non esageriamo con l’accostamento ai “giardini della reggia di Versailles” (dichiarato anche nelle interviste ai TG locali) perché il cammino fino a Versailles è molto lungo ; cercate piuttosto di coinvolgere quelle fasce di persone alle quali le Istituzioni hanno instillato una diffidenza atavica ; cercate di abbattere questa barriera di indifferenza ; fatevi conoscere meglio in modo che ,come nel caso mio, non debba più sentirmi chiedere se si tratta di un allestimento effettuato per la venuta di papa Francesco !
Modestia, ragazzi ; profilo basso.. ;ma avanti così !

