di Franco Cacciatore
La notizia che si vorrebbe far ritenere strategico in caso di guerra il ponte sullo stretto e quindi inserirlo nel 5% delle spese militari, ci riporta indietro nel tempo quando Floriano Del Zio si batteva per la realizzazione della ferrovia in Basilicata. Il suo impegno partito all’indomani della sua elezione a deputato nel 1865. All’inaugurazione del tronco Foggia – Candela, inviava al Ministro dei Trasporti, Menebrea, istanza sottoscritta unitamente ad altri 65 parlamentari per la realizzazione di tratto ferroviario lucano. Da allora un lunga e dura battaglia con impegni non mantenuti, inganni e tradimenti. Una battaglia, di ben 30 anni, nella quale Del Zio gioca tutte le sue carte.
Tra l’altro anche quella della necessità della strada ferrata per la difesa militare. Nel 1878 suo dossier indirizzato al Tenente Generale Cesare Bonelli, Ministro della Guerra e al Generale Menabrea, Ambasciatore del Re d’Italia a Londra. Da parte di Bonelli l’assicurazione che “non mancherà di prendere in esame la questione sotto il punto di vista della difesa nazionale”.In quanto all’Ambasciatore, accusa ricezione e si dice impossibilitato ad intervenire non avendone competenza ma assicura di aver trasmesso sollecitazione al Ministero degli Affari Esteri. Un interessante capitolo che si concluderà il 1897, d’intesa con Giustino Fortunato, eletto deputato nel 1880, e l’ing. Michele Mancini che rifarà nel 1881 a sue spese il progetto della ferrovia attraverso l’area Melfese “altamente popolosa”, originariamente esclusa. Nelle immagini: Il monumento a Melfi di Floriano Del Zio. Le lettere al Ministro ai LL.PP. e all’Ambasciatore e relativi riscontri, tratte dal libro “La ferrovia dell’Aufido”. Il tracciato della ferrovia nel progetto Mancini.





