Quella che ha preceduto la partita con il Bisceglie è stata la settimana più difficile e complicata per il Potenza da quando è iniziata la stagione agonistica. Basta fare un sintetico racconto delle cose che sono successe da domenica pomeriggio del 13 novembre al momento in cui i rossoblù sono scesi in campo a Bisceglie. Si comincia con la mortificante batosta interna ad opera del Madrepietra Daunia cui fa seguito la decisione dei due proprietari Vertolomo e Vangone di esonerare Pirozzi, si prosegue con l’incontro al Santa Loia con Ezio Capuano per capire se ci sono le condizioni per portare il tecnico originario di Pescopagano alla guida del gruppo rossoblù, si ascoltano le richieste di Capuano davvero fuori dalle possibilità economiche del Potenza e invece di troncare subito il discorso perché non si è in grado di esporsi a questo esorbitante esborso, si perde una settimana di tempo nella speranza di poter reperire, cosa risultata impossibile, la somma necessaria in contanti per fornire a Capuano le dovute garanzie economiche. Si perde altro tempo prezioso per individuare seriamente chi si de
ve sedere sulla panchina del Potenza. E siamo arrivati ad oggi e ancora non si capisce quale strada si vuole percorrere per definire, una volta per tutte, il successore di Pirozzi. E sfiorano davvero il ridicolo le dichiarazioni del presidente Vertolomo che, a precisa domanda sulla vicenda Capuano se ne esce con frase senza capo e né coda: la vicenda Capuano – dice- si è aperta da sola e si è chiusa da sola. Di sicuro Capuano non si è presentato lunedi scorso al santa Loia di sua volontà ma è andato, correttamente, a sentire i due presidenti che lo avevano convocato e poi ha fatto, altrettanto legittimamente, le sue richieste. Quindi Vertolomo avrebbe potuto dire semplicemente, se un po’ di umiltà albergasse nel suo animo, che la trattativa con Capuano era chiusa definitivamente perché la società non poteva permettersi di pagare tale ingaggio. Anche se i tifosi capiscono bene che non si tratta di possibilità o di attenzione massima a non sforare il budget, ma la vicenda Capuano dimostra, ove mai ce ne fosse bisogno, l’improvvisazione e la mancanza di un filo logico che accompagna tutte le azioni dei proprietari del Potenza. Fatto questo preambolo, ci si chiede: come ha fatto il Potenza, in questa situazione difficile, a offrire una grande prestazione contro il Bisceglie portandosi a casa un punto prezioso e per di più insperato?. Per fortuna che nel Potenza c’è ancora qualcuno che ha davvero a cuore le sorti della causa rossoblù e che risponde al nome di Peppe Catalano che si è assunto, dopo la gara con il Madrepietra, di raccogliere da solo i cocci e dopo aver rasserenato il suo gruppo invitandolo ad una pronta reazione, ha ottenuto che i suoi giocatori lavorassero con grande abnegazione e concentrazione e ha preparato, anche se in piena emergenza, nel migliore dei modi la gara con il Bisceglie sul piano tattico. E le risposte del gruppo sono state molto positive per l’approccio alla gara e soprattutto, dopo il vantaggio dei pugliesi, sul fatto che il Potenza non si è demoralizzato ma ha creduto fino alla fine di poter raggiungere il pareggio. Indubbiamente merito della squadra ma anche di Catalano che ha saputo leggere molto bene i momenti della partita e ha saputo anche sfruttare le pochissime alternative che aveva con se in panchina. E con l’atmosfera che si respirava e con tutto quello che stava succedendo dentro la società, non era affatto facile per Catalano riuscire nell’intento. Ma Catalano ha grande esperienza, ha un ottimo rapporto con i giocatori e in silenzio si è assunto un compito gravoso senza nessuno alle spalle. Del resto c’è già un precedente positivo che la dice lunga sulle sue capacità: alcuni anni fa quando insieme al preparatore atletico Andrea Santarsiero si assunse il compito di preparare lo spareggio play out , sempre in serie D , tra l’Asc Potenza e l’Ostuni. Dopo che i dirigenti dell’epoca della società decisero di esonerare all’ultima giornata il tecnico Giusto. E l’obiettivo salvezza fu raggiunto con due prove impeccabili dei ragazzi guidati da Catalano e Santarsiero. Anche noi ci uniamo all’idea circolata in queste ore che se i due proprietari del Potenza devono scegliere un allenatore solo per mettersi la coscienza a posto, allora non si lambiccassero e continuassero con Peppe Catalano.
PER FORTUNA CHE C’E’ PEPPE!
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