L’aria frizzantina grava di sera
sulla strada che porta alla collina
sfiatano le lucciole dell’ultima estate
il fulgido tramonto scova nel cuore
i sogni e le illusioni
nei ragionevoli squarci dove ripongo
nel mio intimo
gli scritti sbiaditi di tanti colori
dovrei forse non scrivere più?
Lasciarmi andare
come un tempo quando erigevo
tra i malinconici e fatui inganni
luoghi comuni
che reggevano il gioco
eppure qualcuno non teneva il peso
sapendomi sognatore
mi indicava al mondo povero illuso
ora tra le cose da fare
c’è anche il modo di portare
i sogni sull’altalena
e provare ancora a giocare
con tutti gli anni addosso
non smetterò di essere nel cuor ferito
non sarà mai doloroso
sentire sul viso
il vento del lento dondolio
carezze di tanti e mille sognatori
che dietro i sogni hanno il cuore perso
LUIGI GILIO
