Una sconfitta decretata al 94′ brucia. Ma è pur vero che tutto il secondo tempo è stato un accerchiamento, un assedio e un martellamento continuo verso difesa potentina.
Si è giocato nella metà campo potentina tra la squadra giallorossa composta da 10 attaccanti e quella potentina da 10 difensori.
Anni fa, per lenire le delusioni del dopo partita, veniva incontro la pubblicità della stock 84 che magicamente accontentava gli uni e gli altri: vincitori e i vinti, bastava sorseggiare quel liquore perché brindassero i primi oppure si consolassero i secondi.
In mancanza di stock 84 non ci è venuto incontro nemmeno il detto: ” mal comune mezzo gaudio”, perchè bastava che il Monopoli, sotto di due gol, non superasse per 4 a 2 la Juve Stabia, che avremmo avuto il morale un pò sollevato dopo quella scoppola di Curiale.
Nulla da fare; una giornata tutta storta.
Adesso stiamo a leccarci le ferite, a contare gli errori arbitrali, a discutere sul comportamento di Salvemini, a recriminare il tiro angolato dello stesso nel primo tempo o a qualche cambio non effettuato.
Un gol al 94′ ribalta il risultato e i giudizi.
Sappiamo che il campionato del girone C è diviso esattamente in due tronconi e, per quanto il calcio sia imprevedibile e il pallone rotondo, alla lunga prevalgono gli investimenti e le squadre ben assortite.
Il Catanzaro del presidente Noto è una di queste.
Nel secondo tempo ha dimostrato di essere una grande squadra e lo dicono i risultati e la stessa classifica.
Nonostante ciò , la prestazione del Potenza è stata encomiabile nel primo tempo per avere costretto a giocare nella propria metà campo i calabresi e avere prodotto due nitide azioni da rete.
Gli stessi giallorossi, in due occasioni, si sono resi pericolosi davanti ad un Marcone che definirlo super è poco.
Nel secondo tempo con l’espulsione di Salvemini cambia la musica: il Potenza arretra il suo baricentro e una partita di calcio si trasforma in una di ping pong.
Il Potenza recrimina una direzione arbitrale favorevole ai padroni di casa: mancati cartellini gialli, qualche rigore non fischiato, un eccessivo recupero; sono tutti giudizi o punti di vista che il gol del 94′ ha amplificato.
La partita di Catanzaro non ha prodotto punti ma ha prodotto una buona prestazione nel primo tempo e nel secondo tempo, ha dato dimostrazione che la difesa del girone di andata è un lontano ricordo: con Gigli, Sepe e Di Somma non si sono visti svarioni ma molto ordine.
Per il resto la squadra ci ha messo tanto cuore e volontà anche se davanti ad un Catanzaro, dormiente nel primo tempo ma vigile e determinato nel secondo, non ha potuto fare di meglio.
Se è ieri e’ mancato il risultato, non è mancata la prestazione, e se la squadra di Capuano continua determinata su questi binari, i punti prima o poi arriveranno.
Peccato che affronteremo un girone di andata in salita col fardello pesante che ci ha consegnato quello di andata.
Siamo alla prima di ritorno, e c’è tutto il tempo di rimediare agli errori di quando avevamo una difesa di sbandati.