A PALAZZO SAN GERVASIO, I CAPRICCI E LE STREGONERIE DI SALVATOR ROSA E GIACOMO DEL PO

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

Elmo e reperti sanniti

I guerrieri Sanniti idealmente “proteggono”  i capricci d’arte dell’eclettico Salvator Rosa (Napoli, 22 luglio 1615 – Roma, 15 marzo 1673),  pittore, incisore e poeta  nato nell’allora villaggio dell’Arenella e cresciuto della stupenda Napoli barocca e personaggio ribelle, giramondo e antesignano del Romanticismo  oppure del palermitano Giacomo del Po (Palermo, 1654 – Napoli, 15 novembre 1726)  maestro del tardo barocco partenopeo, protagonisti della  mostra Stregonerie e vari capriccida Salvator Rosa a Giacomo Del Po. Dipinti dalle collezioni di Camillo d’Errico e della Fondazione De Vito”  aperta sino al 27 maggio 2021  – inaugurata il 27 marzo scorso   nella Pinacoteca d’Errico di Palazzo San Gervasio in Corso Manfredi 110, ed è possibile vederne il video sulla  pagina Facebook della Pinacoteca.  La mostra Promossa e realizzata dall’Ente Morale Pinacoteca e Biblioteca Camillo d’Errico e dalla Fondazione Giuseppe e Margaret De Vito per la Storia dell’Arte Moderna a Napoli (con sede a Vaglia, presso Firenze), con la collaborazione e il sostegno del Museo Nazionale di Matera, del Comune di Palazzo San Gervasio e della Regione Basilicata, l’iniziativa e il relativo catalogo sono curati da Nadia Bastogi, direttrice scientifica della Fondazione De Vito, e da Mauro Vincenzo Fontana, docente presso l’Università degli Studi Roma 3. Attività di punta delle celebrazioni messe in agenda per il bicentenario della nascita di Camillo d’Errico (1821-2021), la rassegna è stata concepita come il traguardo ideale delle attività di ricerca e di divulgazione promosse nell’ultimo quinquennio dall’Ente Morale Camillo d’Errico e, altresì, raccoglie i frutti di una virtuosissima collaborazione dell’istituto lucano con la Fondazione De Vito, fondata dal compianto ingegner Giuseppe De Vito (1924-2015) e oggi punto di riferimento per gli studi sull’arte napoletana del Cinque, Sei e Settecento.

Giocando di sponda con le ultime acquisizioni sul conto di d’Errico – che in passato è stato a lungo ingiustamente declassato al rango di uno sprovveduto amatore di provincia ma che, invece, si è poi rivelato tra gli spiriti più fini del collezionismo meridionale post-unitario –, l’evento espositivo intende focalizzare l’attenzione su uno dei filoni più controversi e al contempo attraenti della cultura figurativa napoletana del Sei-Settecento, ben rappresentato nelle opere della sua raccolta e in stretto dialogo con alcuni dipinti della collezione della Fondazione De Vito. Un genere, quello della pittura eccentrica e del dissenso, che come è noto non disdegnò soggetti macabri e toni narrativi inquietanti, temi fantastici o legati alla letteratura e al teatro, che accomunò i percorsi di spiriti irrequieti come Salvator Rosa (1615-1673), Micco Spadaro (1609-1675), Giovan Battista Spinelli (1613-1658) e Giacomo Del Po (1654-1726) e che vede spesso una profonda sintonia delle opere anche sul piano propriamente formale, in quelle che già Bernardo De Dominici (1683-1759) definiva “composizioni con figurine picciole e toccate mirabilmente con belle tinte”.

Domenico Gargiulo detto Micco Spadaro (Napoli 1609/10 – 1675) Corteo di Bacco

Dopo aver sedotto i contemporanei, tale filone ha d’altronde continuato sino ai nostri giorni a fare breccia nella sensibilità e nel gusto dei collezionisti. Omaggiando, nel titolo, un brano ormai celebre della biografia dedicata a Rosa da Bernardo De Dominici (1683-1759), la rassegna intende radunare in tutto una decina di tele, affiancando opere che ormai hanno alle spalle una lunga vicenda critica, come il Paesaggio di Rosa, i due Baccanali e la Circe di Del Po, o i tre capolavori di Spadaro, a pezzi decisamente meno noti come il Carro del battaglino di Andrea Vaccaro o la conturbante Madonna con bambino di Spinelli. Da segnalare che tutti i dipinti della collezione della Fondazione De Vito vengono qui presentati al pubblico per la prima volta. Il catalogo della mostra (152 pp.) è pubblicato da Editoriale Artemide.

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